Fs, cda straordinario. Si dimette Donnarumma: “Ho fatto in 24 mesi cose che richiedevano 6 anni”
di Aldo FontanarosaROMA – Stefano Antonio Donnarumma si dimette da amministratore delegato e direttore generale del Gruppo Fs facendo un bel dispetto al ministro Salvini che lo aveva scaricato. Salvini confidava che il manager avrebbe lasciato il 23 luglio concedendo al governo il tempo di individuare il successore al timone delle Ferrovie.
Invece Donnarumma abbandona il “veliero” - sua la metafora - all’improvviso, nel consiglio di amministrazione straordinario convocato ieri in Fs. E ora l’esecutivo dovrà accelerare il casting per trovare il nuovo ad di Ferrovie.
Proprio Salvini, sabato, ha spiegato che Gianpiero Strisciuglio (attuale numero 1 di Trenitalia) non è il candidato unico alla poltrona di ad delle Ferrovie perché il gruppo ha in casa altri manager attrezzati.
ROMA – Stefano Antonio Donnarumma si dimette da amministratore delegato e direttore generale del Gruppo Fs facendo un bel dispetto al ministro Salvini che lo aveva scaricato. Salvini confidava che il manager avrebbe lasciato il 23 luglio concedendo al governo il tempo di individuare il successore al timone delle Ferrovie.
Invece Donnarumma abbandona il “veliero” - sua la metafora - all’improvviso, nel consiglio di amministrazione straordinario convocato ieri in Fs. E ora l’esecutivo dovrà accelerare il casting per trovare il nuovo ad di Ferrovie.
Proprio Salvini, sabato, ha spiegato che Gianpiero Strisciuglio (attuale numero 1 di Trenitalia) non è il candidato unico alla poltrona di ad delle Ferrovie perché il gruppo ha in casa altri manager attrezzati.
La cinquina
Pesa sulla corsa di Strisciuglio la richiesta di rinvio a giudizio che la Procura di Ivrea ha formulato ai suoi danni per l’incidente di Brandizzo. In questo scenario, circola una lista di 5 nomi interni valutati come possibili amministratori delegati di Fs. Uno è Strisciuglio.
Ma in corsa c’è anche Aldo Isi (attuale ad di Rete Ferroviaria Italiana). Ecco poi Fabrizio Favara, alla guida di Ilsa/Iryo (operatore spagnolo dell’alta velocità controllato da Fs). Nella lista figurano Dario Lo Bosco (ad di FS Engineering) e Sabrina De Filippis (a capo di Fs Logistix), unica donna in gara.
Ieri sera, Donnarumma ha rotto il silenzio sul suo addio alle Ferrovie attraverso il profilo LinkedIn. Il manager garantisce, in generale, di aver ottenuto in soli 24 mesi dei risultati che avrebbero richiesto almeno 6 anni. Donnarumma smentisce di avere peggiorato la regolarità dei treni, al contrario. Assicura di aver riportato in orario 35 mila convogli, «pari a tre punti percentuali in più di puntualità sull’Alta velocità».
Le acquisizioni
Rivendica con forza due acquisizioni, a dispetto delle critiche che gli ha rivolto qualche influente ministro. Comprare la Firema permetterà di creare la “fabbrica italiana dei treni”. Comprare Pizzarotti (ramo ferroviario) salverà centinaia di lavoratori dalla forti competenze.
L’ad dimissionario difende le attività estere che realizzano un aumento del 15% dei passeggeri «in un anno». Ambiziosa infine l’idea di portare il Frecciarossa sotto il Tunnel della Manica.
Donnarumma riceverà una buonuscita per le dimissioni arrivate a 10 mesi dalla fine naturale del mandato in applicazione del contratto di lavoro dei dirigenti e in linea con i precedenti di casa Fs. Il manager guadagnava fino a 770 mila euro lordi annui come ad, dg, membro del Cda (tra compenso fisso e componente variabile, pagata se raggiunti alcuni obiettivi).