Blackout per il troppo caldo, quanto vale il rimborso e quando scatta il diritto a riceverlo
di Federico FormicaROMA – Neanche le reti elettriche erano preparate a questa ondata di caldo già a giugno. E i blackout che si sono verificati in giro per l’Italia ne sono una prova tangibile. Tanti disservizi, per famiglie e aziende, dovuti nella maggior parte dei casi al collasso della rete per l’utilizzo intensivo dei condizionatori nelle case, così come nei negozi e negli stabilimenti produttivi.
Ma a cosa abbiamo diritto in caso di blackout? L’autorità dell’energia Arera ha stabilito regole precise in materia. Anzitutto bisogna distinguere tra interruzione con preavviso e senza preavviso (cioè quelle cui stiamo assistendo in questi giorni). Quelle con preavviso devono essere comunicate almeno 24 ore prima in caso di interventi che servono a riparere guasti o emergenze, oppure…
ROMA – Neanche le reti elettriche erano preparate a questa ondata di caldo già a giugno. E i blackout che si sono verificati in giro per l’Italia ne sono una prova tangibile. Tanti disservizi, per famiglie e aziende, dovuti nella maggior parte dei casi al collasso della rete per l’utilizzo intensivo dei condizionatori nelle case, così come nei negozi e negli stabilimenti produttivi.
Ma a cosa abbiamo diritto in caso di blackout? L’autorità dell’energia Arera ha stabilito regole precise in materia. Anzitutto bisogna distinguere tra interruzione con preavviso e senza preavviso (cioè quelle cui stiamo assistendo in questi giorni). Quelle con preavviso devono essere comunicate almeno 24 ore prima in caso di interventi che servono a riparere guasti o emergenze, oppure almeno tre giorni lavorativi in tutti gli altri casi.
Rimborsi
In entrambi i casi, però, il tempo massimo per ripristinare il servizio non deve superare le 8 ore consecutive, ma anche non consecutive nel caso in cui il secondo blackout avvenga entro un’ora dal primo. Passata questa soglia, scattano gli indennizzi. Per tutti i clienti con potenza inferiore o uguale a 6 kilowatt (stiamo parlando quindi, di tutte le utenze domestiche) si ha diritto a 34,50 euro, cui bisogna aggiungere eventuali altri 17,25 euro ogni ulteriori 4 ore di blackout. Questo meccanismo può andare avanti fino alle 240 ore di interruzione. Gli indennizzi non sono previsti in tre casi:
- oltre le 240 ore di interruzione (ma sono casi rarissimi);
- se il cliente non è in regola con i pagamenti;
- se l’interruzione è causata dallo stesso cliente.
Negli ultimi due casi, quindi, non si ha diritto a nulla anche appena superate le 8 ore. Arera ha stabilito che i rimborsi non debbano essere richiesti dal cliente ma che siano automatici. Devono avvenire “entro il primo ciclo di fatturazione utile, trascorsi 60 giorni” dal blackout. Li ritroveremo quindi direttamente in bolletta.
Risarcimenti
Se l’utente ritiene di aver subito un danno a causa del blackout, potrebbe aver diritto a un risarcimento che in ogni caso non esclude il rimborso di cui abbiamo appena detto. In questo caso la norma prevede che il cliente inoltri prima di tutto un reclamo scritto al proprio venditore. Questi lo girerà al distributore, che dovrà fornire una risposta scritta motivata. Se il distributore non si dovesse ritenere responsabile del danno, il cliente potrà andare avanti con la controversia tentando la strada della conciliazione.
Le famiglie, ma soprattutto le imprese, possono però anche tutelarsi stipulando delle assicurazioni ad hoc. In tal caso, il consiglio è di verificare con attenzione le clausole, le franchigie e il contenuto della polizza. Tre aspetti in particolare:
- che sia prevista la garanzia del “fenomeno elettrico”, che avviene quando il ritorno dell’energia provoca una sovratensione che danneggia gli elettrodomestici. Il danno può essere ingente, quindi è importante che questa eventualità sia coperta;
- soprattutto per i ristoranti e gli alberghi, controllare che sia presente anche la copertura per gli alimenti conservati in frigorifero o nel congelatore;
- per le imprese è fondamentale avere la garanzia da interruzione dell’attività, cioè se il blackout ha causato il blocco della normale operatività, con conseguenze nefaste sugli affari.
La maggior parte delle polizze prevede che le prime ore di blackout siano a carico dell’assicurato, i risarcimenti scattano quindi solo dopo una certa soglia, che varia da contratto a contratto. È importante conoscere questa soglia per evitare brutte sorprese.