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Nave in ritardo nella calura: passeggeri senza notizie e con poca acqua, multa alla compagnia

Imbarco su una GNV 

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L’Autorità dei trasporti sanziona Grandi Navi Veloci (del gruppo Aponte) per 108.190 euro. I viaggiatori di un Napoli-Palermo hanno ricevuto solo un messaggio generico che invitata a contattare un call center. Viveri, assistenza ai clienti “non congrua” viste le oltre 4 ore di attesa
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ROMA – La nave parte da Napoli il 26 luglio 2024 in una giornata torrida, simile a quelle che viviamo in queste ore. Destinazione finale Palermo. Ma il ritardo è grave, vistoso. L’imbarcazione doveva salpare alle 18:30; invece accende i motori 4 ore e 36 minuti dopo. Non solo: una volta in mare, accusa un’avaria in sala macchine, poco dopo la mezzanotte.

La nave ha 669 passeggeri a bordo, tanti con l’auto al seguito. Persone che avevano diritto a informazioni puntuali sulla causa del ritardo, il nuovo orario di partenza e quello di arrivo (una volta noto). Persone che dovevano ricevere beni di prima necessità, come l’acqua, per sopportare il calore. Notizie e bottiglie d’acqua, però, non sono arrivate nelle forme e quantità previste dalla legge.

Per queste ragioni, Grandi Navi Veloci (compagnia del Gruppo Msc della famiglia Aponte) deve incassare un’ammenda per mano dell’Autorità dei Trasporti, che ha acquisito e valutato i 154 reclami indirizzati alla compagnia navale dai viaggiatori…

ROMA – La nave parte da Napoli il 26 luglio 2024 in una giornata torrida, simile a quelle che viviamo in queste ore. Destinazione finale Palermo. Ma il ritardo è grave, vistoso. L’imbarcazione doveva salpare alle 18:30; invece accende i motori 4 ore e 36 minuti dopo. Non solo: una volta in mare, accusa un’avaria in sala macchine, poco dopo la mezzanotte.

La nave ha 669 passeggeri a bordo, tanti con l’auto al seguito. Persone che avevano diritto a informazioni puntuali sulla causa del ritardo, il nuovo orario di partenza e quello di arrivo (una volta noto). Persone che dovevano ricevere beni di prima necessità, come l’acqua, per sopportare il calore. Notizie e bottiglie d’acqua, però, non sono arrivate nelle forme e quantità previste dalla legge.

Per queste ragioni, Grandi Navi Veloci (compagnia del Gruppo Msc della famiglia Aponte) deve incassare un’ammenda per mano dell’Autorità dei Trasporti, che ha acquisito e valutato i 154 reclami indirizzati alla compagnia navale dai viaggiatori arrabbiati.

“A quasi 40 gradi”

Tra questi c’è una mamma che spiega: «Siamo rimasti sotto al sole a quasi 40 gradi con due bambini di 3 e 6 anni. Non ci è stata fornita né acqua né altro». La multa – per 108.190 euro - non è altissima. Ma il caso è rilevante. Spiega che cosa una società di trasporto non deve fare nella emergenza soprattutto in un momento storico di caldo fuori controllo.

L’Autorità dei Trasporti sanziona Grandi Navi Veloci perché l’assistenza ai passeggeri non è stata sufficiente. Ai viaggiatori sono state distribuite 526 bottiglie di acqua da mezzo litro (sia naturale sia frizzante). Una quantità che l’Autorità bolla come “non congrua” perché i passeggeri erano più delle bottiglie - 669 - e l’attesa si è prolungata per oltre quattro ore.

Grandi Navi Veloci avrebbe dovuto informare le persone sulle ragioni del ritardo (non oltre i 30 minuti dopo l’orario previsto per l’inizio del viaggio); sul nuovo orario programmato per la partenza; sul nuovo orario di arrivo, appena accertato.

Prefisso 010

Invece la società di trasporto ha inviato ai viaggiatori un messaggio generico, “privo di contenuti” sostanziali, che rinviava a un call center con prefisso 010. A questo riguardo, una persona ha segnalato che il “call center non sapeva niente” e addirittura sosteneva non fosse “sua competenza” fornire notizie sul caso.

La società, peraltro, avrebbe dovuto informare subito i clienti che il ritardo sarebbe stato superiore ai 90 minuti; e che dunque era loro pieno diritto scegliere “tra un trasporto alternativo o il rimborso del prezzo del biglietto”. Anche in questo caso l’informazione di Grandi Navi Veloci ha fatto acqua.

La stessa Autorità non accetta infine che Grandi Navi Veloci abbia replicato fuori tempo massimo, soltanto il 10 ottobre 2024, a un reclamo presentato il 30 luglio 2024. La legge stabilisce che la risposta debba arrivare entro un solo mese.

L’ispezione della Capitaneria

Grandi Navi Veloci ha presentato molte argomentazioni difensive. Ha spiegato che il porto di Napoli, in piena estate, era congestionato dalle partenze di navi merci e di altre navi passeggeri, anche verso le isole minori (Capri, Ischia, Procida).

Ha aggiunto che la Capitaneria di Porto aveva ispezionato l’imbarcazione (a lungo inattiva) prima della partenza prolungando i controlli fino alle 17. Di qui il ritardo nelle operazioni di imbarco.

L’equipaggio avrebbe aiutato i viaggiatori “man mano che salivano a bordo”, in un ambiente “climatizzato e confortevole”. A proposito delle informazioni, il suo call center – se raggiunto –avrebbe dato notizia ai clienti dei loro diritti anche in materia di rimborsi. Grandi Navi Veloci sostiene infine di aver pagato una “compensazione economica per il ritardo”, in due modi: sotto forma di bonifico oppure di buono per acquistare un successivo viaggio.

Argomentazioni che non hanno salvato la società dall’ammenda, contro cui potrà presentare ricorso al Tar entro 60 giorni.

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