PADOVA – È il giorno dell’unità sindacale. Al congresso della Uil, Cgil, Cisl e Uil si ricompattano. Mettono da parte le differenti sensibilità nei confronti del governo. E, il giorno dopo le aperture della premier Giorgia Meloni, spostano il baricentro sulle imprese: chiudere l’accordo sulla rappresentanza, riscrivere le regole dei contratti, cancellare davvero i contratti pirata. L’appello è uno solo: «Fate presto».
Landini: “Porte aperte? Vuote le borse della spesa”
Maurizio Landini sceglie il palco della Uil per rilanciare l’unità sindacale. La piattaforma comune firmata il 17 giugno è «un fatto nuovo, importante, che non deve essere sottovalutato». E rivolgendosi a Cisl e Uil aggiunge: «Ognuno di noi ha le sue idee, c’è pluralismo», ma ora serve…
PADOVA – È il giorno dell’unità sindacale. Al congresso della Uil, Cgil, Cisl e Uil si ricompattano. Mettono da parte le differenti sensibilità nei confronti del governo. E, il giorno dopo le aperture della premier Giorgia Meloni, spostano il baricentro sulle imprese: chiudere l’accordo sulla rappresentanza, riscrivere le regole dei contratti, cancellare davvero i contratti pirata. L’appello è uno solo: «Fate presto».
Landini: “Porte aperte? Vuote le borse della spesa”
Maurizio Landini sceglie il palco della Uil per rilanciare l’unità sindacale. La piattaforma comune firmata il 17 giugno è «un fatto nuovo, importante, che non deve essere sottovalutato». E rivolgendosi a Cisl e Uil aggiunge: «Ognuno di noi ha le sue idee, c’è pluralismo», ma ora serve «stare uniti per cambiare la situazione».
Alle imprese il leader Cgil chiede di aprire subito la trattativa: «I contratti pirata non sono stati cancellati, ci sono ancora e possono essere applicati». Per eliminarli davvero, spiega, bisogna certificare la rappresentanza di sindacati e imprese e stabilire quando un contratto nazionale è valido.
Sul governo, Landini non chiude al confronto, ma lo riporta ai fatti. Alle parole di Meloni sulle porte aperte risponde così: «Il problema non è se le porte sono aperte o no, il problema è che oggi sono vuote le borse della spesa». E ancora: «Non è il momento delle parole. Il punto è cosa concretamente si fa».
Il banco di prova è il fisco. La detassazione dei rinnovi, avverte, «è una richiesta che abbiamo fatto tutti insieme», ma da sola non basta: rischia di essere «mangiata dal fiscal drag» e da «un fisco ingiusto». Per Landini è «un’ingiustizia non più accettabile» che lavoratori e pensionati paghino fino al 43-45%, mentre i profitti sono tassati al 24%. Senza rivalutare detrazioni e scaglioni, aggiunge, un lavoratore da 35 mila euro pagherà anche nel 2026 «1.500 euro di tasse in più».
Fumarola: “Salario giusto dentro il contratto giusto”
Daniela Fumarola insiste sul terreno comune ritrovato. «Ci sono state differenze, anche momenti di frizione», riconosce. Ma «nelle differenze delle nostre storie c’è un terreno comune che non è mai venuto meno». La frase simbolo è: «Di buon sindacato, in Italia, in Europa e nel mondo, c’è bisogno oggi più di ieri».
La leader Cisl rilancia la piattaforma unitaria e il principio del contratto vero. «Il salario giusto vive dentro il contratto giusto», dice. Perché il contratto «è molto di più»: salario, orario, welfare, formazione, diritti sindacali, sicurezza. Per questo mette in guardia dalle equivalenze furbe: se bastasse copiare un minimo salariale, «rientrerebbero dalla finestra i peggiori contratti pirata».
Fumarola manda anche un messaggio al governo sul fisco: «Basta regali ai furbi. Basta rottamazioni e condoni». Le risorse, dice, vanno trovate nella lotta all’evasione, nella tassazione delle rendite improduttive, dei super-profitti delle Big Tech e delle grandi ricchezze immobiliari.
Bombardieri: “Siamo pronti da lunedì”
Pierpaolo Bombardieri, reduce dal successo del giorno prima e dall’impegno incassato da Meloni sulla proroga della detassazione al 5% degli aumenti contrattuali, chiude il cerchio. «Il segnale più forte è l’unità sindacale», dice. «Ognuno di noi ha sensibilità diverse, ma riusciamo a stare insieme».
Poi il cambio di passo: «Apriamo oggi una pagina diversa». Non più solo il confronto con la politica e con il governo, ma con le controparti. Bombardieri chiama in causa Confindustria, Confcommercio, Confapi e le altre associazioni datoriali: «L’autunno è un tempo troppo lontano». La Uil, assicura, è pronta subito: «Da lunedì a discutere con le associazioni datoriali e a stare chiusi non stop finché non raggiungiamo l’accordo».