PADOVA – Vestita d’azzurro, il colore Uil. La premier Giorgia Meloni sente aria di casa quando sale sul palco del XIX congresso che domani confermerà il mandato al segretario generale Pierpaolo Bombardieri. «So cosa significa essere delegati, una platea così non può lasciare indifferente chi ha una lunga storia di militanza politica», dice parlando ai tremila del centro congressi di Padova e agli oltre mille ospiti, tra cui in prima fila i leader di Cgil e Cisl, Maurizio Landini e Daniela Fumarola. Concluderà dopo trenta minuti e decine di applausi: «La porta del governo, la mia porta, rimarrà sempre aperta». Quella della Uil è più che socchiusa.
Sintonia e annunci
La sintonia oramai è anche un fatto politico. «Non era mai successo con nes…
PADOVA – Vestita d’azzurro, il colore Uil. La premier Giorgia Meloni sente aria di casa quando sale sul palco del XIX congresso che domani confermerà il mandato al segretario generale Pierpaolo Bombardieri. «So cosa significa essere delegati, una platea così non può lasciare indifferente chi ha una lunga storia di militanza politica», dice parlando ai tremila del centro congressi di Padova e agli oltre mille ospiti, tra cui in prima fila i leader di Cgil e Cisl, Maurizio Landini e Daniela Fumarola. Concluderà dopo trenta minuti e decine di applausi: «La porta del governo, la mia porta, rimarrà sempre aperta». Quella della Uil è più che socchiusa.
Sintonia e annunci
La sintonia oramai è anche un fatto politico. «Non era mai successo con nessun governo», scandisce Bombardieri nella sua relazione parlando del “salario giusto” nel decreto Primo maggio. «È quello dei contratti di Cgil, Cisl e Uil», insiste lui. «Grazie segretario per aver riconosciuto l’impegno del governo. Una vittoria della Uil, ma anche degli italiani», suggella lei. Poi esplicita, con la solita stoccata alla Cgil: «Uil interlocutore franco e prezioso, non ideologico».
Non era così all’inizio. «Abbiamo fatto due scioperi generali contro il governo, ma poi abbiamo ottenuto risultati», ricorda Bombardieri. A partire dalla detassazione al 5% degli aumenti contrattuali. «Un provvedimento efficace, ne ho parlato con i ministri Calderone e Giorgetti che tiene i cordoni della borsa», ridacchia Meloni. «Caro Bombardieri, lo confermeremo anche nella prossima legge di bilancio». Ecco il regalo. Ovazione.
La premier ai congressi di Cgil, Cisl e Uil
I punti di contatto tra il segretario e “il” presidente, come la chiama Bombardieri, sono molti. Meloni usa il palco della Uil per rivendicare i risultati delle sue politiche. «Sono l’unico premier ad aver partecipato a tutti e tre i congressi dei sindacati confederali durante il mandato: il dialogo con le parti sociali è una cifra di questo governo», gongola.
Altri tempi quelli del 2023, contestata da una parte della platea Cgil di Rimini al canto di Bella Ciao. Meglio l’abbraccio con la Cisl di un anno fa e il discorso del “milione di posti” creati. Ora tocca al piano casa, al taglio del cuneo, alla sicurezza sul lavoro. Cita Emma, la mamma di Luana D’Orazio, giovane vittima del lavoro, abbracciata prima in platea: «Mamma straordinaria, la sicurezza è un diritto inalienabile. Mille morti l’anno: siamo tutti sconfitti».
Le risposte alla Uil
Abile a schivare temi d’attualità, Meloni fa sue le battaglie Uil di questi anni: da “zero morti sul lavoro” a “no ai lavoratori fantasma” passando per la nuova sulla parità di genere. «La precarietà non è flessibilità, è la vita che non puoi programmare. Ridiamo nome e futuro a quei fantasmi», dice.
E poi: «Tolleranza zero contro i caporali, Amendolara crimine abominevole. Uno Stato giusto non deve lasciare indietro nessuno. Il futuro dell’Italia, mi dispiace signori, dipende dalle donne e dalle lavoratrici». Lontani i tempi di: «Sono una donna, una madre, una cristiana». Femminista dunque. E sempre contraria al salario minimo, perché «sottrae tutele».
Le omissioni
Sorvola Meloni su un pezzo importante della relazione di Bombardieri: quel “no grazie” al patto di stabilità Ue, no all’austerità, sì «a un’Europa che investe». Non dice nulla su Opzione donna cancellata di cui il leader Uil chiede il ritorno. Non si pronuncia sul «bancomat delle addizionali» comunali e regionali che si mangiano gli aumenti contrattuali e il taglio delle tasse. Non reagisce alla richiesta di «penalizzare» le aziende che non rinnovano i contratti in tempo.
I rischi dell’Ia
Ma si dilunga sull’intelligenza artificiale, tema del congresso. La Uil propone al governo un documento in dieci punti. Meloni dice che l’IA può essere un «rischio democratico, sociale, giuridico». E apre sulla «redistribuzione della ricchezza», sull’«umanesimo tecnologico» e sul «valore sociale del lavoro da preservare».
Un umanoide in platea, ideato dai ricercatori della Sapienza, la saluta. Lei divertita. «Non sapevo che ti chiamano “Bomba”», dice scherzando al segretario. «Con il mio cognome non conviene». Risate. Porte aperte.