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Il Fisco bussa ad Arnault: accertamento da 22 milioni di euro sulla holding che controlla Lvmh

Bernard Arnault e la moglie Helene Mercier (afp)

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La sentenza della Corte amministrativa di appello di Parigi sul maxi recupero di tasse e imposte a una delle famiglie più ricche del mondo. Al centro dell’indagine finanziaria l’intreccio di società costruito per governare il gruppo del lusso
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ROMA – Il maxi accertamento del fisco francese sulle fortune di una delle famiglie più ricche del Paese, d’Europa e del mondo vale 22,5 milioni di euro. Giovedì scorso, 2 luglio, la Corte amministrativa di appello di Parigi ha stabilito che Bernard Arnault, 77 anni, fondatore e Ceo del colosso del lusso Lvmh, e la moglie Hélène Mercier devono all’erario 12,96 milioni di euro di imposte sul reddito e contributi sociali per il 2010 e 9,5 milioni di euro relativi alla “imposta di solidarietà sulla fortuna” per il periodo 2012-2015.

L’impero Arnault

Al centro dell’indagine finanziaria c’è il complesso schema di società e holding che consente ad Arnault di controllare Lvmh senza essere direttamente presente nel capitale del gruppo. Un impero che vale al suo proprietario un patrimonio superiore ai 180 miliardi di dollarie che ha tra i suoi marchi di moda Louis Vuitton, Christian Dior, Fendi, Loro Piana, Bulgari, Tiffany &…

ROMA – Il maxi accertamento del fisco francese sulle fortune di una delle famiglie più ricche del Paese, d’Europa e del mondo vale 22,5 milioni di euro. Giovedì scorso, 2 luglio, la Corte amministrativa di appello di Parigi ha stabilito che Bernard Arnault, 77 anni, fondatore e Ceo del colosso del lusso Lvmh, e la moglie Hélène Mercier devono all’erario 12,96 milioni di euro di imposte sul reddito e contributi sociali per il 2010 e 9,5 milioni di euro relativi alla “imposta di solidarietà sulla fortuna” per il periodo 2012-2015.

L’impero Arnault

Al centro dell’indagine finanziaria c’è il complesso schema di società e holding che consente ad Arnault di controllare Lvmh senza essere direttamente presente nel capitale del gruppo. Un impero che vale al suo proprietario un patrimonio superiore ai 180 miliardi di dollarie che ha tra i suoi marchi di moda Louis Vuitton, Christian Dior, Fendi, Loro Piana, Bulgari, Tiffany & Co., ma che possiede altri aziende di lusso in altri settori, dagli champagne Moët & Chandon al Cognac Hennessy, dai cosmetici Sephora e Guerlain agli hotel di lusso Belmond. Il sito d’informazione L’Informé sottolinea che la “catena di holding” che detiene il controllo effettivo ha al suo vertice la società belga Pilinvest: attraverso di essa e l’intricata rete del gruppo, gli Arnault sarebbero riusciti ad abbattere le imposte da versare.

La vicenda fiscale

Il Tribunale amministrativo di Parigi aveva accolto il ricorso della coppia nel dicembre 2020, annullando le imposte aggiuntive sul reddito e disponendo il rimborso dell'imposta patrimoniale pagata tra il 2012 e il 2015. Nel novembre 2023, il ministro francese dell'Economia e delle Finanze aveva chiesto alla Corte amministrativa d'appello di annullare la sentenza del Tribunale amministrativo di Parigi del 2020, come ricostruisce l’Afp. «Questa decisione, che ribalta quella emessa in primo grado e persino una precedente pronuncia della stessa Corte, sarà impugnata davanti al Consiglio di Stato», ha dichiarato all'Afp un portavoce di Arnault, l'uomo più ricco di Francia.

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