Bombardieri rieletto segretario: “La Uil non sarà mai terra di conquista per nessuno”
dalla nostra inviata Valentina ContePADOVA – Pierpaolo Bombardieri, rieletto segretario generale della Uil, chiude il XIX congresso con un discorso tutto politico, costruito attorno a una parola: autonomia. Dal governo, dai partiti, dagli schieramenti. «La Uil non è mai e mai sarà terra di conquista per nessuno. Mai», scandisce dal palco. Poi precisa: «Noi ci teniamo alla nostra autonomia dai partiti, non dalla politica».
È la risposta a chi legge il nuovo mandato del leader Uil come uno spostamento verso il governo Meloni. Bombardieri rivendica il confronto con l’esecutivo, difende la trattativa sulla detassazione degli aumenti contrattuali e respinge ogni arruolamento. «Quando viene un lavoratore o una lavoratrice dentro la nostra sede sindacale ad iscriversi o a chiederci aiuto, non chiediamo e non chiederemo mai per quale partito ha votato», dice. «Da noi si iscrivono le persone».
PADOVA – Pierpaolo Bombardieri, rieletto segretario generale della Uil, chiude il XIX congresso con un discorso tutto politico, costruito attorno a una parola: autonomia. Dal governo, dai partiti, dagli schieramenti. «La Uil non è mai e mai sarà terra di conquista per nessuno. Mai», scandisce dal palco. Poi precisa: «Noi ci teniamo alla nostra autonomia dai partiti, non dalla politica».
È la risposta a chi legge il nuovo mandato del leader Uil come uno spostamento verso il governo Meloni. Bombardieri rivendica il confronto con l’esecutivo, difende la trattativa sulla detassazione degli aumenti contrattuali e respinge ogni arruolamento. «Quando viene un lavoratore o una lavoratrice dentro la nostra sede sindacale ad iscriversi o a chiederci aiuto, non chiediamo e non chiederemo mai per quale partito ha votato», dice. «Da noi si iscrivono le persone».
La Uil e il goniometro al Fatto Quotidiano
Il primo bersaglio è il Fatto Quotidiano, accusato di aver scritto che «il centrodestra si allarga» e che «Meloni conquista la guida». «La cosa che più mi ha infastidito è leggere questo sul Fatto Quotidiano», attacca Bombardieri. Poi la battuta: «Ieri sera mi è venuto in mente di utilizzare un goniometro. Lo manderò al Fatto Quotidiano».
Il goniometro, spiega, servirà «per capire l’angolo, se è più a destra o più a sinistra». Quindi l’affondo: «Dovete essere onesti se fate i giornalisti, dovete dire la verità, non dovete interpretare le cose».
Autonomia Uil: “Non siamo di destra”
Bombardieri contesta lo schema destra-sinistra applicato al sindacato. «Quando facevamo lo sciopero con Landini eravamo comunisti. Una cellula comunista. Adesso che abbiamo aperto una trattativa con il governo siamo diventati un’altra cosa», dice.
La Uil, rivendica, è «un’organizzazione laica, riformista, che è in grado di valutare sul merito delle cose». Per questo, insiste, «non eravamo comunisti quando facevamo lo sciopero insieme alla Cgil e non siamo diventati di destra adesso». E al Foglio, che aveva parlato di una Uil strappata da Meloni all’abbraccio di Landini, replica: «Gli abbracci li facciamo come saluto. Poi siamo abituati a camminare per conto nostro e in modo autonomo».
Salario minimo, contratti e Conte
Altro passaggio duro riguarda il salario minimo. Bombardieri respinge l’accusa di essersi schierato con le opposizioni sulla proposta dei 9 euro. «Caro Fatto Quotidiano, caro direttore, studiate la proposta sul salario minimo: l’abbiamo scritta noi, l’abbiamo fatta noi a Bruxelles», dice.
La linea Uil resta quella dei contratti. «Sul salario minimo noi non abbiamo mai detto di essere contrari», chiarisce. «E non abbiamo mai detto che il salario minimo è in contrasto con l’applicazione dei contratti». Ma «un sindacalista serio non si accontenta dei 9 euro l’ora, vuole i contratti, vuole i diritti, vuole la possibilità di tutelare le persone».
Poi la stoccata a Giuseppe Conte, atteso al congresso e assente: «Invece di parlare solo con Conte (sempre rivolto al Fatto Quotidiano, ndr) che doveva venire ieri e non è venuto, sarà una combinazione, ogni tanto parlate con noi».
Detassazione, la sfida al governo
Bombardieri difende la trattativa con il governo sulla detassazione degli aumenti contrattuali. «Ha riguardato 4 milioni di persone, non ha riguardato lavoratori e lavoratrici privilegiate», dice. E non è solo «un modo per mettere più soldi in busta paga», ma anche «un modo per incentivare i rinnovi, magari per evitare qualche giornata di sciopero».
La stoccata alla Fiom
Bombardieri attacca «qualche collega della Fiom» che avrebbe accusato la Uil di essersi accontentata «per un tozzo di pane» sulla detassazione: «Prima di venirci a dare lezioni», replica, «fai un’analisi sui contratti che non hai o hai firmato nel settore dei metalmeccanici».
Poi la battuta ai «metalmeccanici di Genova e di qualche altro» luogo: «Vi faccio fare un corso di autodifesa», con riferimento all’assalto denunciato dalla Uilm nei confronti della Fiom Cgil l’anno scorso. Poi stempera: «Possiamo discutere, anche animatamente, e poi trovare soluzioni».
Accordo con Cgil e Cisl
Nonostante le polemiche, Bombardieri rivendica l’accordo unitario con Cgil e Cisl su rappresentanza e contratti. «Sulla non firma di quell’accordo c’erano scommesse. La Snai aveva chiuso le scommesse perché tutti hanno scommesso sul fatto che quell’accordo non si sarebbe fatto», dice. «E invece Cgil, Cisl e Uil hanno chiuso l’accordo e hanno fatto una proposta di discussione seria alle controparti e al governo».
Per il leader Uil, è un’intesa che mette il contratto al centro della «democrazia economica» e serve anche a contrastare i contratti pirata. «Bisogna farla finita di mettere i soldi nella bilateralità per pagare gli enti bilaterali, i presidenti e gli organismi dei contratti pirata», attacca.
Industria, Stellantis e Ilva
Nel discorso c’è anche la politica industriale. «Noi dobbiamo convincerci che dobbiamo fare politica industriale», dice Bombardieri. «Non dobbiamo solo dire difendiamo l’industria. Dobbiamo spiegare come lo facciamo».
Su Stellantis chiede una strategia: «Quali sono le strategie sull’automobile?». Sull’ex Ilva il tono è ancora più netto: «Io continuo a dire che l’Ilva è chiusa». Per Bombardieri non basta difendere la cassa integrazione: «A quei lavoratori dell’Ilva dobbiamo dare lavoro, non sussidi». E quindi «dobbiamo costringere il governo a decidere. E se il governo non decide, se la Regione non decide, se il ministro Urso non decide, dobbiamo prendere noi l’iniziativa».
Tasse regionali, destra e sinistra
Da settembre la Uil tornerà sulla tassazione regionale. Anche qui Bombardieri rivendica una battaglia fuori dagli schieramenti: «Spiegheremo che non è un tema di destra o di sinistra». L’esempio è il Lazio: «Se per un reddito tra 20 e 40 mila euro nel Lazio si pagano 1.500 euro di tasse, per noi questo è insostenibile».
Migranti, caporalato e Vannacci
In chiusura Bombardieri affronta caporalato e migranti. «Nessuno ci racconti che in quelle terre si fa la battaglia solo contro il caporalato perché la mafia pakistana è scollegata dalla mafia calabrese. Questa roba è una balla», dice. «Aumentiamo i controlli. Andate a trovarli prima, prendeteli prima. Prima che li ammazzano».
Poi il passaggio politico più forte: «In questo Paese non si dice più: i migranti sono persone. Persone». La proposta al governo è regolarizzare «più di 300 mila migranti irregolari», formarli e mandarli a lavorare. Infine l’attacco diretto: «Regolarizziamo. Nessun Vannacci ci potrà mai convincere che le persone sono diverse».