Un viaggio più caro ma di qualità. Il Giappone tenta – ancora una volta – la carta dei prezzi per contenere il turismo di massa che da anni affolla l’arcipelago in diverse stagioni dell’anno. Ma attenzione: tasse triplicate, biglietti più cari per gli stranieri e passaporti più economici per i connazionali, le mosse messe in campo non mirano a ridurre il flusso di viaggiatori, ma a scoraggiare l’overtourism.
Più turismo ma non di massa
Negli ultimi anni, il Paese del Sol Levante si è affermato come una delle mete predilette dai viaggiatori di tutto il mondo. Dopo aver toccato per la prima volta i 10 milioni turisti stranieri nel 2013, lo scorso anno il numero ha superato i 42 milioni.
Di pari passo, è cresciuta anche la spesa di chi scegli di passare in Gi…
Un viaggio più caro ma di qualità. Il Giappone tenta – ancora una volta – la carta dei prezzi per contenere il turismo di massa che da anni affolla l’arcipelago in diverse stagioni dell’anno. Ma attenzione: tasse triplicate, biglietti più cari per gli stranieri e passaporti più economici per i connazionali, le mosse messe in campo non mirano a ridurre il flusso di viaggiatori, ma a scoraggiare l’overtourism.
Più turismo ma non di massa
Negli ultimi anni, il Paese del Sol Levante si è affermato come una delle mete predilette dai viaggiatori di tutto il mondo. Dopo aver toccato per la prima volta i 10 milioni turisti stranieri nel 2013, lo scorso anno il numero ha superato i 42 milioni.
Di pari passo, è cresciuta anche la spesa di chi scegli di passare in Giappone le proprie ferie: +16% nel 2025, per un giro d’affari record stimato in 9,5 bilioni di yen (circa 51,5 miliardi di euro). Il governo adesso punta a raggiungere 60 milioni di arrivi internazionali entro la fine del decennio, ma non senza potenziare le infrastrutture per accogliere i viaggiatori.
Tasse triplicati per i viaggi internazionali
E qui entrano in gioco i rincari. Dal primo luglio, ad esempio, l’International Tourist Tax, la tassa che paga chi parte dal Giappone, indipendentemente dalla nazionalità, è triplicata, passando da mille a tre mila yen (16,25 euro). La tassa è automaticamente inclusa nel prezzo dei biglietti aerei e delle crociere per le prenotazioni effettuate a partire da mercoledì scorso. I viaggiatori, dunque, non sono tenuti a effettuare alcun pagamento aggiuntivo negli aeroporti o nei porti marittimi nel momento in cui lasciano il Paese.
Le entrate aggiuntive saranno utilizzate per finanziare misure volte a contrastare il sovraffollamento e per rafforzare le infrastrutture e la capacità del Paese di accogliere i turisti. La tassa già genera circa 50 miliardi di yen all’anno e con l’aumento la stima è che possa raggiungere i 120 miliardi di yen.
Un occhio di riguardo per i giapponesi: poiché il rincaro interessa anche i residenti che viaggiano all’estero, il governo ha ridotto, sempre a partire da mercoledì primo luglio, le spese di rilascio dei passaporti per contribuire ad alleggerire l’onere finanziario.
Prezzi differenziati
Altre misure, invece, puntano direttamente ai viaggiatori stranieri. Sono frequenti, ad esempio, prezzi differenziati per residenti e non per visitare le attrazioni turistiche.
Dal primo marzo entrare nel castello di Himeji, nella prefettura di Hyōgo, costa il doppio per chi non è residente in città: 2.500 yen (13,54 euro) contro i 1.000 yen (5,42 euro) riservati agli abitanti. Soprannominato “il castello dell’airone bianco” per i suoi tetti chiari a più livelli, è forse la fortezza samurai meglio conservata di tutto il Paese e per questo attira più di un milione e mezzo di turisti all’anno. Ebbene, secondo l’ente gestore del sito di prenotazione, il risultato dei nuovi prezzi è stato un calo delle visite del 17 per cento nel primo mese, ma incassi più che raddoppiati.
Gli esempi sono molti: Kyoto, ormai città da cartolina, sta valutando di aumentare le tariffe degli autobus per i non residenti – giapponesi compresi – stufa di vedere i suoi abitanti restare a terra perché i mezzi sono troppo pieni.
A Nagano, dove le case più antiche non hanno i bagni, accedere alle tradizionali terme giapponesi, le onsen, è più caro per i non residenti. Ancora, musei e gallerie statali stanno introducendo biglietti più costosi per gli stranieri e il parco naturalistico Junglia Okinawa fa pagare 37 euro a chi vive in Giappone e 48 agli altri.