Accise, stop agli sconti: da oggi pieno più caro. I benzinai contro Urso: “Riforma in ritardo”
di Giuseppe ColomboROMA - L’aut-aut recita così: o riforma o sciopero. Già alle prese con il rischio di un aumento dei prezzi dei carburanti a causa dello stop agli sconti previsto oggi, il governo deve misurarsi anche con la protesta dei benzinai. «Basta con i rinvii e i cincischiamenti, è ora di tirare fuori il testo del disegno di legge condiviso da tutti gli operatori», avvertono le organizzazioni dei gestori Faib e Fegica.
Il riferimento è alla riforma del settore che non è ancora arrivata sul tavolo del Consiglio dei ministri. Eppure – scrive chi protesta – il provvedimento «non solo è di interesse di compagnie petrolifere e retisti, ma consentirebbe anche un riassetto della rete in grado di incidere in modo strutturale e significativo sul prezzo al pubblico dei carburanti». Il dito è puntato contro il ministero delle Imprese.
ROMA - L’aut-aut recita così: o riforma o sciopero. Già alle prese con il rischio di un aumento dei prezzi dei carburanti a causa dello stop agli sconti previsto oggi, il governo deve misurarsi anche con la protesta dei benzinai. «Basta con i rinvii e i cincischiamenti, è ora di tirare fuori il testo del disegno di legge condiviso da tutti gli operatori», avvertono le organizzazioni dei gestori Faib e Fegica.
Il riferimento è alla riforma del settore che non è ancora arrivata sul tavolo del Consiglio dei ministri. Eppure – scrive chi protesta – il provvedimento «non solo è di interesse di compagnie petrolifere e retisti, ma consentirebbe anche un riassetto della rete in grado di incidere in modo strutturale e significativo sul prezzo al pubblico dei carburanti». Il dito è puntato contro il ministero delle Imprese.
Di fronte alla prospettiva di «una chiusura prolungata degli impianti», fonti del dicastero guidato da Adolfo Urso replicano così: «Il testo della riforma è pronto, già condiviso anche con gli altri ministeri e in procinto di andare in Cdm: l’unica valutazione in corso riguarda il veicolo». Le norme potrebbero confluire, tutte o in parte, nel disegno di legge per la concorrenza oppure in un provvedimento ad hoc.
Tra gli interventi allo studio c’è la razionalizzazione della rete, con misure per incentivare la chiusura dei distributori inefficienti o non a norma. Potrebbero arrivare anche incentivi per la riconversione e l’ammodernamento degli impianti, con nuove stazioni per la ricarica veloce delle auto elettriche. Si punta anche a migliorare la tracciabilità dei prodotti per contrastare il fenomeno delle frodi fiscali.
Tutte misure sollecitate dai gestori che chiedono di sbloccare il disegno di legge per introdurre così «un sistema di regole certe che eviti speculazioni sui prezzi e che restituisca all’Erario quelle ingentissime risorse che le vengono sottratte da ‘raiders’ disinvolti che, nelle pieghe di regole lasche, hanno inquinato il mercato, accumulando vere e proprie fortune».
L’esecutivo deve fronteggiare anche la protesta delle associazioni dei consumatori contro la mancata proroga del taglio delle accise su benzina e diesel. L’intervento attivato il 18 marzo in risposta ai contraccolpi della guerra in Iran arriva ora al capolinea: dopo sei decreti, spalmati su tre mesi e mezzo, non sarà allungato ulteriormente.
Ridotti progressivamente fino a 6,1 centesimi al litro, gli sconti sono terminati ieri. Urso spiega che la mancata riconferma è determinata dal fatto che «il costo dei carburanti cala da ormai oltre venti giorni». Ma – aggiunge – «siamo pronti a realizzare ulteriori misure se il negoziato» tra Usa e Iran «non dovesse avere conseguenze positive».
L’Unione nazionale consumatori non la pensa così. Il presidente Massimiliano Dona lancia l’allarme rincari: un pieno di 50 litri costerà 3,05 centesimi in più. A parità di prezzi industriali, il gasolio schizzerà nuovamente oltre i 2 euro in autostrada (2,029) e sopra gli 1,9 euro nelle strade (1,943), mentre la benzina supererà nuovamente la soglia di 1,9 euro in autostrada, arrivando a 1,955.