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L’arte del cioccolato Majani alla nona generazione. “Dopo 200 anni di storia, arriviamo sui social”

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Donne impresa è Vittoria Mezzadri: classe 1999, è brand manager dell’azienda di famiglia, storica fabbrica bolognese
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Dall’inconfondibile cremino Fiat a ‘sua maestà’ il tortellino emiliano esposto come un’opera scultorea all’aeroporto di Bologna. L’arte del cioccolato trova nel tempo nuove forme, cerca idee stravaganti, senza rinnegare il passato su cui ha costruito la sua storia.

Quella di Majani, la prima fabbrica di cioccolato d’Italia, nata a Bologna nel 1796, supera i due secoli e conta per continuare ad investire sul futuro sulla sua brand manager Vittoria Mezzadri Majani, classe 1999, esponente della nona generazione dell’azienda a conduzione familiare.

Bolognese di nascita, si forma in Svizzera

Nata a Bologna, dopo il liceo linguistico dove ha studiato francese e spagnolo si è iscritta all’École Hôtelière di Losanna, in Svizzera, per la laurea…

Dall’inconfondibile cremino Fiat a ‘sua maestà’ il tortellino emiliano esposto come un’opera scultorea all’aeroporto di Bologna. L’arte del cioccolato trova nel tempo nuove forme, cerca idee stravaganti, senza rinnegare il passato su cui ha costruito la sua storia.

Quella di Majani, la prima fabbrica di cioccolato d’Italia, nata a Bologna nel 1796, supera i due secoli e conta per continuare ad investire sul futuro sulla sua brand manager Vittoria Mezzadri Majani, classe 1999, esponente della nona generazione dell’azienda a conduzione familiare.

Bolognese di nascita, si forma in Svizzera

Nata a Bologna, dopo il liceo linguistico dove ha studiato francese e spagnolo si è iscritta all’École Hôtelière di Losanna, in Svizzera, per la laurea in International hospitality management.

“Avevo fatto un open day e mi sono innamorata. Non è un alberghiero, ci sono corsi di business management molto pratici, ti fanno lavorare. Ho fatto uno stage al Four Season di Milano, poi in un’azienda di ristoranti e al Ritz di Madrid, della catena Mandarin Oriental. Ci ho messo qualche mese per capire che volevo entrare in azienda, mi sentivo in obbligo, volevo rendermi utile”.

L’ingresso in azienda

Figlia di Francesco, 74 anni, unico erede di Anna Majani, amministratore delegato dell’impresa, Vittoria Mezzadri Majani ha la strada già tracciata. Un compito gravoso a cui attende lavorando su più piani, non ultimo quello del passaggio generazionale e di come lo sta vivendo nella prospettiva di diventare ad.

“È quello che vorrebbe mio papà e che vorrei anche io, ma bisogna avere caratteristiche personali di un certo tipo, vedremo se sarò all’altezza. Ho una sorella, Maria, più piccola di me di dieci anni”.

Il rapporto tra due manager, padre e figlia

Alla scuola del padre, con numeri, bilanci, strategie economiche, punti di forza e insidie del mercato. “È una situazione molto particolare per un’azienda piccola, solida e stabile, gestita in maniera analitica e precisa e che ha particolare fisionomia nella sua nicchia”, racconta Vittoria.

“Lui è l’uomo dei numeri. Ha dalla sua che è sempre riuscito a far andare bene l’azienda, ha lavorato alla ottimizzazione dei conti, perseguendo lo scopo di mantenerla redditizia nella sua dimensione e io lo seguo in un’analisi continua. L’azienda non è in crescita perché non c’è mai stato questo obiettivo per scelta imprenditoriale. Mio papà nel 1985 ha dovuto ricomprare le quote aziendali perché c’era il rischio di fallire. Io ci vedo tanto potenziale, ci metto entusiasmo, non nascondo che mi piacerebbe crescere in maniera sostenibile, devo cercare di mantenere forte la mia positività e il mio crederci”.

“Più difficile – prosegue la giovane manager – è la parte psicologica: avere di fronte una persona che ha già visto tutto, con una visione molto precisa e ti porta delle evidenze che spiegano il perché e il per come delle cose. In questo contesto non è semplice proporre nuove idee e confutare le sue tesi, perché i numeri non sono opinabili”.

L’attenzione al mondo dei social

Nella produzione, di reparto in reparto, segue con gli operai tutte le fasi della lavorazione, le mani nella cioccolata per impadronirsi dei segreti di questa arte. “Sono una spugna, assimilo, imparo ogni giorno di più”. Tirocinio sul campo che passa anche per la comunicazione dinamica sui social.

“La nostra è da sempre un’azienda da alta qualità e questo ci ha permesso di continuare bene nel tempo, è la nostra forza. Ma nel mondo di oggi non basta più, bisogna farsi conoscere con eventi social, al momento sto capendo che cosa è meglio”.

Sul palco a Sarzana

Per spiegare come ha deciso di muoversi Vittoria Mezzadri Majani ha partecipato qualche settimana fa al Timeless Festival di Sarzana, manifestazione dedicata ai brand capaci di attraversare il tempo mantenendo viva la propria identità, il festival delle storie senza tempo.

“Un talk di 18 minuti per farci conoscere e per comunicare che noi siamo il primo cioccolato d’Italia, cosa che prima facevamo molto poco. È uno dei modi per far parlare di noi e anche per me di conoscere persone nuove e interessanti”.

Quanto ai social racconta: “Io al momento mi sto dedicando alla comunicazione sociale in maniera molto spontanea, i miei video fanno anche un po’ ridere. Cerco di mostrare come si fa bene il cioccolato. Rivolgo domande ai nostri collaboratori come faccio nella vita vera, ci sentiamo tutti a nostro agio e questo fa sentire bene anche il cliente e dà valore a quello che facciamo, un prodotto stupendo, buonissimo”.

Numeri alla mano

Il bilancio 2025 si è chiuso con 14,491 milioni di euro, più 13 per cento dell’anno precedente, ma “il margine purtroppo si è abbassato in percentuale perché negli ultimi due anni i prezzi del cacao e delle altre materie prime sono esplosi. Il 2025 è stato deleterio”.

All’estero l’azienda bolognese è presente in più di 40 Paesi, i più forti sono Germania, Inghilterra, Corea e Giappone, dove i distributori vendono ai loro clienti. “Nello stabilimento di Crespellano, frazione di Valsamoggia, nella città metropolitana di Bologna, siamo 60 persone che diventano anche 80 in alta produzione, da fine agosto, settembre, ottobre e per la Pasqua”.

Quasi tutti i manager Majani sono donne

Nella cioccolateria Majani, “facciamo le cose in modo diverso. Più dell’80 per cento dei nostri collaboratori sono donne come quasi tutti i manager. Non è una scelta specifica, è un dato storico; evidentemente mio padre ha trovato donne più capaci. Mia madre Michela invece si occupa principalmente del negozio in centro a Bologna che esiste dal 1830, dove facciamo tantissime creazioni con oggetti di cioccolato particolari a cui abbina le scatole, oggetti che non abbiamo in catalogo”.

Una storia lunga oltre due secoli

La storia di 230 anni della Majani ha dettagli che trasmettono autenticità e un tocco di leggenda. Majani produce cioccolato partendo dalle fave di cacao crude che acquista principalmente in Sud America, ma anche in Africa e in Asia.

Dalla prima bottega «Laboratorio di Cose Dolci» nel centro di Bologna aperta da una donna, Teresa Menarini Majani, al cremino a quattro strati chiamato Fiat. Era il 1911 e la Fiat lanciava l’auto modello Tipo 4.

“Visto che la famiglia Agnelli era amica di D’Annunzio che amava il nostro cioccolato, il poeta consigliò agli imprenditori torinesi di farsi fare un cioccolatino apposta. Nacque il cremino a quattro strati con mandorle e nocciole. Ad ogni cliente che comprava la macchina veniva regalata una scatola di cremini Majani”.

Non è finita qui. Majani crea la “scorza”, il primo cioccolato in forma solida d’Italia, perché prima lo si beveva soltanto. “È nata da noi, in centro a Bologna dove adesso c’è il negozio, nel laboratorio, facendo esperimenti raspando con una spatola è venuto fuori un foglio ruvido come la corteccia di una quercia. Ha la stessa ricetta di allora, naturalissima con quattro ingredienti: pasta di cacao, burro di cacao, zucchero e vaniglia”.

Tradizione e innovazione

Innovare è molto difficile? “Sì, è così nel nostro mondo, perché tutti ormai fanno tutto, ma noi aggiungiamo tantissime novità, lavoriamo un anno in anticipo, un po’ come nella moda, per i vari cataloghi e ogni volta dobbiamo proporre ricette nate da una ricerca continua. Frutta candita disidratata ricoperta di cioccolato, in Italia e all’estero è molto diffusa, pop corn ricoperti di cioccolato, tavolette ripiene, gusti nuovi di uova pasquali a doppio strato. Una cosa mai vista prima ancora non c’è, speriamo di trovarla”.

Hobby oltre al lavoro

Sportiva Vittoria Mezzadri Majani non è. “Purtroppo, lo ero da piccola, ho fatto ginnastica artistica per tantissimi anni poi ho dovuto smettere perché non mi divertiva più. Non amo lo sport, la mia passione principale è il mondo del food, della ristorazione, amo viaggiare per provare cucine nuove, tutto ruota intorno al cibo, sono anche una brava cuoca”.

E racconta di sé, tutto d’un fiato: “Ho 26 anni, sono single al momento, ma ci stiamo lavorando. Non vedo l’ora di prendere un cane. L’anno scorso sono stata via 34 giorni in Perù, Colombia, Messico e a New York. La natura in sé non mi emoziona, sono fobica degli insetti in maniera molto pesante. Ma il Perù mi ha veramente impressionata per la bellezza dei panorami, il cibo fantastico, mi avevano detto stai attenta invece è un paese che mi ha cambiata. Le mie città preferite sono New York e Tokyo. Se leggo? Tasto dolentissimo, purtroppo no, ma è una delle cose che voglio iniziare a fare. La cioccolata invece mi piace da morire”.

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