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Dati anagrafici, c’è l’accesso automatico per enti e gestori: taglio a costi e tempi. Ma non decolla

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Non siamo più tenuti a “ripetere” le informazioni contenute nell’Anpr a enti pubblici e gestori di pubblico servizio, come operatori telefonici, energia e banche. In attesa però che il sistema degli operatori si adegui
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Chi sei, dove vai? Sì, ma come ti chiami? Domande spesso vane, a cui ci piacerebbe rispondere “un fiorino”, come nel classico film Non ci resta che piangere. Ma a piangere sono i cittadini e le aziende, costretti a rispondere nei moduli, ancora e ancora, con le stesse informazioni che l’altra parte già dovrebbe conoscere.

Quali dati vengono messi in condivisione

C’è però una buona notizia. Da qualche giorno il Governo – il dipartimento innovazione del sottosegretario Alessio Butti – ha ampliato l’accesso automatico ai nostri dati anagrafici, per tutti gli enti pubblici e persino per tutti i gestori di pubblico servizio, come gli operatori telefonici o di energia e le banche. Tutti questi soggetti adesso non sono più obbligati a farci quelle d…

Chi sei, dove vai? Sì, ma come ti chiami? Domande spesso vane, a cui ci piacerebbe rispondere “un fiorino”, come nel classico film Non ci resta che piangere. Ma a piangere sono i cittadini e le aziende, costretti a rispondere nei moduli, ancora e ancora, con le stesse informazioni che l’altra parte già dovrebbe conoscere.

Quali dati vengono messi in condivisione

C’è però una buona notizia. Da qualche giorno il Governo – il dipartimento innovazione del sottosegretario Alessio Butti – ha ampliato l’accesso automatico ai nostri dati anagrafici, per tutti gli enti pubblici e persino per tutti i gestori di pubblico servizio, come gli operatori telefonici o di energia e le banche. Tutti questi soggetti adesso non sono più obbligati a farci quelle domande “anagrafiche”, perché possono ottenere questi dati in automatico tramite accesso alla piattaforma pubblica Anpr (anagrafe nazionale popolazione residente). Nome, residenza, stato civile, stato di famiglia, dati elettorali, cittadinanza.

Meno errori, meno costi, meno tempo

La novità di questi giorni, attenzione, è un ampliamento di un sistema già attivo. “Finora solo Comuni, Regioni e poche PA potevano accedere all’Anpr. Adesso possono farlo tutte le PA e anche i gestori di pubblico servizio, in attuazione di un decreto di febbraio”, spiega Patrizia Saggini, avvocata tra le più attive nelle questioni di cittadinanza digitale. “Con il nuovo sistema, le amministrazioni potranno consultare direttamente i dati anagrafici aggiornati alla fonte, evitando di chiedere autocertificazioni di dati già disponibili. Una novità che promette di eliminare pratiche ridondanti e lungaggini burocratiche”, annuncia il dipartimento.

“Per cittadini e imprese significa meno documenti da presentare, meno errori e tempi più rapidi nelle procedure. Per la macchina pubblica, invece, si apre una fase di maggiore efficienza operativa”. Come spiega il dipartimento, è un vantaggio anche per lo Stato e per quei soggetti, che così possono “superare le verifiche manuali e la duplicazione delle banche dati, riducendo i rischi di incongruenze tra informazioni. Il risultato atteso è un significativo contenimento dei costi amministrativi e un’accelerazione nell’erogazione dei servizi pubblici”.

Dati poco incoraggianti

Altra novità annunciata, il ministero dell’Interno monitorerà questi accessi, “con l’obiettivo di rilevare eventuali anomalie o utilizzi non coerenti con le finalità dichiarate dagli Enti fruitori”, si legge nella nota.“Si vuole evitare – spiega Saggini – che qualche soggetto svolta indagini e dossieraggi illeciti sui nostri dati”. Ora c’è da vedere se e quanto però questo sistema sarà davvero a regime. “Una cosa è poter accedere all’Anpr, un’altra è farlo davvero; e i dati finora non sono molto incoraggianti”, spiega Saggini.

Dati pubblici “da cui si scopre che solo 1.666 soggetti hanno fatto accesso ai dati della residenza, contro i circa 8mila Comuni italiani”, evidenzia Saggini. Non è chiaro inoltre quali e quanti sono i soggetti di pubblico servizio che hanno già ottenuto l’accesso; su questo il dipartimento non si sbottona. “Serve tempo per adeguare i propri sistemi informatici”, ricorda però Saggini. Il diritto di cittadini e imprese a non subire la burocrazia del “fiorino” c’era già da tempo, per legge. Adesso viene ampliato. Ma il suo esercizio effettivo è ancora in divenire.

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