MILANO – Valentino Garavani, storico stilista delle star e dei grandi personaggi della storia dagli anni ‘60 agli anni 2000, fa parlare di sé anche dopo la sua scomparsa, lo scorso 19 gennaio a 93 anni. La suaeredità personale, perché l’azienda che ha fondato nel 1960 dal 2012 è di proprietà del fondo del Qatar Mayhoola (70% della griffe con Kering al 30%), è stata infatti lasciata a una misteriosa fondazione con sede a Vaduz.
Anche Giorgio Armani, altro gigante della moda e del prêt a porter ha lasciato parte della sua eredità alla sua Fondazione, ma in questo caso l’ente senza scopo di lucro dovrà gestire la Giorgio Armani spa, e preservare lo stile e la filosofia di gestione, non il patrimonio personale. Valentino aveva venduto invece il…
MILANO – Valentino Garavani, storico stilista delle star e dei grandi personaggi della storia dagli anni ‘60 agli anni 2000, fa parlare di sé anche dopo la sua scomparsa, lo scorso 19 gennaio a 93 anni. La suaeredità personale, perché l’azienda che ha fondato nel 1960 dal 2012 è di proprietà del fondo del Qatar Mayhoola (70% della griffe con Kering al 30%), è stata infatti lasciata a una misteriosa fondazione con sede a Vaduz.
Anche Giorgio Armani, altro gigante della moda e del prêt a porter ha lasciato parte della sua eredità alla sua Fondazione, ma in questo caso l’ente senza scopo di lucro dovrà gestire la Giorgio Armani spa, e preservare lo stile e la filosofia di gestione, non il patrimonio personale. Valentino aveva venduto invece il suo marchio alla Hdp dei Romiti nel 1998, uscendo definitivamente dalla creatività del gruppo, nel 2007 quando l’azienda – che nel frattempo era diventata proprietà dei Marzotto - era stata ceduta a Permira, che successivamente l'hanno rivenduta al fondo Mayhoola degli emiri Al thani.
Toccherà alla fondazione pagare i legati agli eredi
Fatto sta che secondo quanto ricostruito dal Corriere, le ville i castelli lo yacht e i quadri di Picasso e Warhol appartenuti a Valentino, finiscono nella proprietà della Valentino Garavani Giancarlo Giammetti Foundation, che appunto ha preso sede nello stato del Liechtenstein, ed è un ente diverso dalla nota – e omonima – fondazione no profit romana. Il testamento – che è stato aperto lo scorso 21 gennaio – prevede infatti un unico erede e una serie di legati, non specificati a favore di alcuni eredi scelti dallo stilista. I tre esecutori delle ultime volontà di Valentino sono invece l’ex compagno Giancarlo Giammetti, l’avvocato e consulente olandese Roland Feijen e l’avvocato svizzero Marc Bonnant. A loro toccherà il compito di valorizzare parte del patrimonio per dare esecuzione ai legati – tra cui probabilmente e figura anche l’ultimo compagno di Valentino Vernon Bruce Hoeksema.
Toccherà quindi alla Fondazione voluta dallo stilista e intitolata anche allo storico compagno Giammetti, preservare l’eredità fatta di immobili – tra cui lo chalet di Gstaad e gli attici di Londra e New York – nonché l’enorme collezione di quadri immobili e oggetti d’arte collezionati dallo stilista nei suoi 93 anni di attività. La fondazione di Vaduz controlla infatti anche l’omonima fondazione di diritto italiano, che da anni è già proprietaria della Villa sull’Appia Antica e lo yacht di 46 metri, il Tm Blue One.
La differenza tra la fondazione di Valentino e quella di Armani
Mentre Valentino non ha potuto che disporre dei suoi beni personali – avendo venduto in vita l’azienda che portò il suo nome – Armani ha scelto invece di affidare alla sua Fondazione di diritto italiano– che sarà per sempre proprietaria almeno del 30,1% della sua azienda – l’onere e l’onore di preservare la sua eredità stilistica ma anche la coerenza e la sobrietà del suo stile di gestione. Quanto ai beni personali di Re Giorgio, nel testamento aperto lo scorso 9 settembre, lo stilista milanese con grande meticolosità ha distribuito quadri e oggetti tra i parenti e il compagno Leo Dell’Orco.