Bonus under 35 solo col salario giusto. Ma per certificarlo basta l’autodichiarazione dell’azienda
di Valentina ConteROMA – Il bonus stabilizzazioni parte con il filtro del salario giusto. Ma il controllo non sarà preventivo. Per ottenere lo sgravio fino a 500 euro al mese per due anni, l’azienda dovrà dichiarare all’Inps di pagare il lavoratore almeno quanto previsto dal trattamento economico complessivo dei contratti collettivi più rappresentativi. Una autodichiarazione, dunque. I controlli potranno arrivare dopo, attraverso l’incrocio delle banche dati di Inps, ministero del Lavoro, Ispettorato e Cnel.
È la novità più rilevante della circolare Inps 72 del 3 luglio, che dà le prime istruzioni operative sull’incentivo del decreto Primo maggio per trasformare i contratti a termine degli under 35 in contratti a tempo indeterminato. Una misura nata per rafforzare l’occupazione stabile, ma con molti paletti: vale solo per pochi mesi, non finanzia nuove assunzioni, richiede l’incremento occupazionale netto e ha risorse limitate. Secondo la relazione tecnica, la platea stimata è di 16.200 lavoratori tra …
ROMA – Il bonus stabilizzazioni parte con il filtro del salario giusto. Ma il controllo non sarà preventivo. Per ottenere lo sgravio fino a 500 euro al mese per due anni, l’azienda dovrà dichiarare all’Inps di pagare il lavoratore almeno quanto previsto dal trattamento economico complessivo dei contratti collettivi più rappresentativi. Una autodichiarazione, dunque. I controlli potranno arrivare dopo, attraverso l’incrocio delle banche dati di Inps, ministero del Lavoro, Ispettorato e Cnel.
È la novità più rilevante della circolare Inps 72 del 3 luglio, che dà le prime istruzioni operative sull’incentivo del decreto Primo maggio per trasformare i contratti a termine degli under 35 in contratti a tempo indeterminato. Una misura nata per rafforzare l’occupazione stabile, ma con molti paletti: vale solo per pochi mesi, non finanzia nuove assunzioni, richiede l’incremento occupazionale netto e ha risorse limitate. Secondo la relazione tecnica, la platea stimata è di 16.200 lavoratori tra agosto e dicembre 2026.
Bonus stabilizzazioni, quanto vale
Lo sgravio copre il 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro privato, esclusi premi e contributi Inail. Il tetto è di 500 euro al mese per ciascun lavoratore, per un massimo di 24 mesi. In teoria, quindi, il beneficio può arrivare a 12 mila euro in due anni per ogni stabilizzazione.
Il decreto stanzia 18,2 milioni per il 2026, 87,5 milioni per il 2027 e 69,3 milioni per il 2028. La relazione tecnica del decreto calcola un importo medio mensile di esonero pari a 450 euro. Se le domande dovessero esaurire il plafond, l’Inps non potrà accogliere ulteriori richieste.
A chi spetta il bonus under 35
Il bonus non riguarda tutte le assunzioni. Spetta solo per trasformare a tempo indeterminato contratti a termine già esistenti. Le stabilizzazioni devono essere effettuate dal 1° agosto al 31 dicembre 2026. E i rapporti a termine da trasformare devono essere stati instaurati entro il 30 aprile 2026, senza interruzioni, con una durata complessiva non superiore a dodici mesi.
Restano quindi fuori le nuove assunzioni a tempo indeterminato e anche le nuove assunzioni a termine. Fuori pure i contratti a termine avviati dal 1° maggio 2026 in poi. È uno dei limiti principali della misura: parte tardi, ad agosto, ma guarda indietro ai rapporti già accesi entro aprile.
Il lavoratore deve avere meno di 35 anni alla data della trasformazione: in pratica, non deve aver compiuto 35 anni, quindi può avere al massimo 34 anni e 364 giorni. Deve inoltre non essere mai stato occupato prima a tempo indeterminato. Un precedente apprendistato non blocca l’accesso al bonus. Lo blocca invece un vecchio contratto stabile, anche se finito durante il periodo di prova o per dimissioni.
Gli altri paletti: Durc, sicurezza e niente licenziamenti
Il salario giusto non è l’unico requisito. Per usare lo sgravio l’azienda deve essere in regola con il Durc, rispettare le norme sul lavoro e sulla sicurezza, applicare gli accordi e i contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.
Ci sono poi vincoli anti-sostituzione. Nei sei mesi prima della trasformazione l’impresa non deve aver fatto licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nella stessa unità produttiva. Nei sei mesi successivi non può licenziare per giustificato motivo oggettivo il lavoratore agevolato o un altro lavoratore con la stessa qualifica nella stessa unità produttiva. In caso contrario, scatta la revoca dello sgravio e il recupero del beneficio già usato.
Serve anche l’incremento occupazionale netto rispetto alla media dei lavoratori occupati nei dodici mesi precedenti. Il requisito va verificato mese per mese. Se viene meno, il bonus si perde per quel mese. Se l’incremento torna nei mesi successivi, l’agevolazione può ripartire, ma senza recuperare quanto perso.
Chi resta fuori dal bonus
Sono escluse le pubbliche amministrazioni. Il bonus si applica ai datori di lavoro privati, anche agricoli, e riguarda operai, impiegati e quadri. Restano fuori i dirigenti.
Niente sgravio per lavoro domestico, apprendistato, lavoro intermittente o a chiamata. Il part-time è ammesso, ma il tetto massimo dello sconto va riproporzionato. Ammesse anche le trasformazioni a tempo indeterminato a scopo di somministrazione.
La misura non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni contributive per lo stesso lavoratore. Non si può quindi sommare, ad esempio, alla decontribuzione Sud. È invece compatibile con la maggiorazione del costo ammesso in deduzione per le nuove assunzioni prevista dalla legge di Bilancio 2025 e con alcune misure che agiscono su piani diversi, come l’esonero per la certificazione della parità di genere.
Come si presenta la domanda
La domanda dovrà essere inviata solo online, tramite il Portale delle Agevolazioni, ex DiResCo, nella sezione dedicata all’incentivo alla stabilizzazione. Il modulo però non è ancora disponibile: l’Inps lo attiverà con un successivo messaggio.
Nella richiesta l’azienda dovrà indicare i dati dell’impresa, quelli del lavoratore, la data del contratto a termine da trasformare, la tipologia di rapporto, l’orario, la retribuzione media mensile comprensiva dei ratei di tredicesima e quattordicesima e l’aliquota contributiva datoriale. Dovrà inoltre dichiarare di non cumulare lo sgravio con altri esoneri e, soprattutto, di rispettare il trattamento economico complessivo previsto dal decreto Primo maggio.
La domanda potrà essere inviata sia per trasformazioni già effettuate dal 1° agosto, sia per trasformazioni non ancora avvenute. Nel secondo caso l’Inps accantona le risorse e dà dieci giorni al datore per completare la trasformazione e inviare la comunicazione obbligatoria. Se il termine non viene rispettato, l’accantonamento salta.