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Da Picasso agli immobili: il patrimonio di Valentino per animali e bisognosi

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La fondazione del Liechtenstein venderà i beni non assegnati dallo stilista con il suo testamento
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Valentino Garavani, stilista delle star e dei grandi personaggi della storia dagli anni ’60 ai Duemila, fa parlare di sé anche dopo la sua scomparsa, lo scorso 19 gennaio all’età di 93 anni. Tutta la sua eredità personale, perché l’azienda che ha fondato nel 1960 non è più di sua proprietà dal 1998 e oggi è controllata dal fondo del Qatar Mayhoola (70% della griffe, con Kering al 30), è stata infatti lasciata a una a fondazione con sede a Vaduz, in Liechtenstein.

La Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti Foundation, che controlla l’omonima fondazione di diritto italiano, non ha scopo di lucro, non può possedere attività commerciali e secondo lo statuto dovrà occuparsi di finanziare e sostenere la «promozione e conservazione dell’arte», così come la «salute o il salvataggio di vite umane», «l’educazione e la formazione», ma anche «persone bisognose» che siano «giovani o anziani», quindi la «tutela dell’ambiente» attraverso l’utilizzo di «materiali sostenibili». E infine anche la «pr…

Valentino Garavani, stilista delle star e dei grandi personaggi della storia dagli anni ’60 ai Duemila, fa parlare di sé anche dopo la sua scomparsa, lo scorso 19 gennaio all’età di 93 anni. Tutta la sua eredità personale, perché l’azienda che ha fondato nel 1960 non è più di sua proprietà dal 1998 e oggi è controllata dal fondo del Qatar Mayhoola (70% della griffe, con Kering al 30), è stata infatti lasciata a una a fondazione con sede a Vaduz, in Liechtenstein.

La Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti Foundation, che controlla l’omonima fondazione di diritto italiano, non ha scopo di lucro, non può possedere attività commerciali e secondo lo statuto dovrà occuparsi di finanziare e sostenere la «promozione e conservazione dell’arte», così come la «salute o il salvataggio di vite umane», «l’educazione e la formazione», ma anche «persone bisognose» che siano «giovani o anziani», quindi la «tutela dell’ambiente» attraverso l’utilizzo di «materiali sostenibili». E infine anche la «protezione degli animali», tra cui i cani, che lo stilista amava, tanto che aveva sei carlini. «Valentino era un grande amante degli animali», racconta Ronald Feijen, avvocato olandese e suo storico consulente, nonché uno dei tre esecutori testamentari assieme al compagno Giancarlo Giammetti e all’avvocato Marc Bonnant. «Ogni bene del patrimonio di Valentino – che non è oggetto di legato – prosegue Feijen – verrà progressivamente venduto: i proventi così raccolti verranno depositati in conti correnti fruttiferi intestati alla fondazione, che saranno destinati a finanziare opere benefiche».

Un principio che vale per le ville, i mobili, gli oggetti antichi e i quadri. «È in corso una valutazione della consistenza di questo patrimonio – probabilmente sarà completata a metà 2027 – e di tutti i beni che progressivamente saranno valorizzati», prosegue ancora Feijen. Che però rifiuta di indicare quali siano i legati e chi siano i destinatari degli stessi. «Valentino ha voluto così – racconta l’esecutore testamentario – che i suoi legati e i beni relativi lasciati in eredità rimanessero un fatto privato».

Tutti gli immobili, le auto, lo yacht da 47 metri Tm Blue One, per ora fanno quindi capo alla fondazione che ha sede al civico 6 di Heiligkreuz, la strada di Vaduz di fronte alla cattedrale di San Fiorino, e che beneficia di un tassazione diversa da quella del diritto italiano. La fondazione di Vaduz disporrà dei beni oggetto di legato e venderà quelli che invece Valentino non ha espressamente menzionato tra i lasciti. Nei cespiti figurano poi la villa romana sull’Appia antica, il castello di Wideville vicino a Parigi, l’attico di Londra a Knightsbridge e la penthouse di New York che affaccia su Central Park. Ma anche la collezione d’arte, che è «importantissima» e conta opere che spaziano da Francis Bacon a Pablo Picasso, da Andy Warhol a Damien Hirst, sarà venduta nel tempo per massimizzarne il ritorno.

Le stime, non ufficiali, parlano di un patrimonio miliardario, mentre tra i beneficiari dei legati si fanno i nomi dell’ex compagno Vernon Bruce Hoeksema, del nipote Piero Villani, figlio della sorella Wanda scomparsa nel ’97, dello storico collaboratore Carlos Souza e dei suoi figli Sean e Anthony, con cui Valentino ha passato diverso tempo insieme, e naturalmente di Giammetti, compagno di una vita che è anche subentrato a Garavani alla presidenza della fondazione di diritto italiano ed è uno dei sei membri, con firma, della fondazione di Vaduz. Insieme con Giammetti ci sono anche Bonnant e lo stesso Feijen, Gregoire Bordier, lo svizzero Matteo Pedrazzini e infine Peter Andreas Eugen Goop: saranno questi sei fedelissimi e intimi amici e consulenti di Valentino a selezionare i progetti che la fondazione si propone di finanziarie.

Chiaramente essendo una fondazione che amministra un’eredità, senza scopo di lucro e senza fonti di reddito alternative, anche questa è destinata ad avere una durata di scopo limitata al patrimonio disponibile. «Nulla è per sempre – confessa Feijen – ma la consistenza dei beni è tale da poter prevedere che ci sarà spazio per finanziare tantissimi progetti degni di nota».

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