Milano – Unicredit chiude l'ops su Commerzbank con adesioni a 17,60%. E' quanto emerge dai dati definitivi dopo i tempi supplementari dell'offerta. Con il 26,77% già in possesso il gruppo guidato da Andrea Orcel arriva a detenere in azioni il 44,37% dell'istituto tedesco. E aggiungendo il 3,22% in strumenti convertibili in azioni la partecipazione può raggiungere il 47,59%. Nella prima parte dell'offerta, chiusa il 16 giugno, le adesioni erano al 12,51%.
Nella sua nota la banca guidata da Andrea Orcel spiega che "la posizione del 47,59% corrisponde al 49,65% dei diritti di voto di Commerzbank, in quanto le azioni proprie non conferiscono diritto di voto".
Le azioni proprie dovrebbero essere presto annullate. "La percentuale salirà comunque a ta…
Milano – Unicredit chiude l'ops su Commerzbank con adesioni a 17,60%. E' quanto emerge dai dati definitivi dopo i tempi supplementari dell'offerta. Con il 26,77% già in possesso il gruppo guidato da Andrea Orcel arriva a detenere in azioni il 44,37% dell'istituto tedesco. E aggiungendo il 3,22% in strumenti convertibili in azioni la partecipazione può raggiungere il 47,59%. Nella prima parte dell'offerta, chiusa il 16 giugno, le adesioni erano al 12,51%.
Nella sua nota la banca guidata da Andrea Orcel spiega che "la posizione del 47,59% corrisponde al 49,65% dei diritti di voto di Commerzbank, in quanto le azioni proprie non conferiscono diritto di voto".
Le azioni proprie dovrebbero essere presto annullate. "La percentuale salirà comunque a tale livello una volta che Commerzbank avrà effettuato l'annullamento delle azioni proprie, operazione che la banca si è impegnata a realizzare", sottolinea ancora Unicredit.
Sempre nello stesso comunicato il gruppo di Piazza Gae Aulenti sottolinea che "la conclusione dei periodi di offerta pubblica di acquisto rappresenta un ulteriore passo avanti nell'attuazione dell'investimento strategico di UniCredit in Commerzbank. Si tratta di un risultato ben oltre le aspettative iniziali". Unicredit aggiunge che "continuerà a ricercare un dialogo costruttivo con tutte le parti interessate, proseguendo al contempo i necessari iter regolamentari e autorizzativi connessi al proprio investimento".
Come noto sia il governo tedesco sia la banca guidata da Bettina Orlopp si sono sempre detti contrari alla scalata ostile iniziata da Unicredit nel settembre 2024 con l’acquisto di un primo 9,5% attraverso un collocamento di Borsa delle azioni. I tentativi di interlocuzione tra management italiano e istituzioni tedesche finora non hanno prodotto frutti, ora si vedrà se dopo il raggiungimento di una quota vicina alla maggioranza assoluta il dialogo potrà partire. Con il 47,59% Unicredit potrà ottenere alla prossima assemblea fino a 10 rappresentanti del consiglio di sorveglianza di Commerzbank compreso il presidente che vota doppio. A sua volta il Consiglio di Sorveglianza nominerà il consiglio di gestione e quindi la guida operativa della banca. Ma ciò non avverrà prima della primavera 2027.
Il muro tedesco resta alto
Ma come era facile prevedere il risultato dell’Ops di Unicredit non ha fatto cambiare parere alla controparte tedesca, a partire del governo Merz. "Dal punto di vista del governo federale, l'approccio aggressivo e ostile di UniCredit resta inaccettabile", ha una portavoce del ministero delle Finanze tedesco, "Il Governo federale prende atto delle recenti notizie relative all'esito dell'offerta pubblica di acquisto di UniCredit", ha spiegato la portavoce, sottolineando che Berlino "continuerà ad agire nell'interesse dei dipendenti della Commerzbank, delle piccole e medie imprese tedesche e della piazza finanziaria di Francoforte".
Stando così le cose le possibilità di dialogo al momento non sembrano alte. "L'approccio aggressivo e ostile di UniCredit rimane, dal punto di vista del Governo federale, inaccettabile", ha aggiunto la portavoce, ricordando che, in merito alla quota di Commerzbank detenuta dallo Stato tedesco "il comitato direttivo interministeriale competente del Governo federale ha respinto l'offerta di UniCredit e non ha venduto le quote detenute dallo Stato federale in Commerzbank. Il Governo federale non vede alcun motivo per modificare questa posizione".
Questo per quanto riguarda il governo ma anche dal fronte della banca sotto attacco le barricate sono ancora alte. "Come già affermato in precedenza, il Consiglio di sorveglianza e il cda della Commerzbank rimangono disponibili a un dialogo costruttivo con UniCredit. La situazione non è cambiata". Secondo Commerzbank "realizzare le sinergie derivanti da un'aggregazione in misura significativa e entro un lasso di tempo ragionevole è realistico solo attraverso una soluzione consensuale che coinvolga la direzione della Banca, i dipendenti e i loro rappresentanti, nonché il governo federale tedesco in qualità di secondo maggiore azionista".