La rapida discesa dei prezzi della benzina che ci si attendeva con la tregua, seppur fragilissima, tra Stati Uniti e Iran non solo non si vede, ma ai distributori le quotazioni dei carburanti continuano persino a crescere. Per il quinto giorno di fila dalla fine degli sconti sulle accise praticati dal governo, il conto per gli automobilisti sale ancora. In base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, ieri il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale era pari a 1,855 euro al litro per la benzina (+ 3 centesimi al litro rispetto al giorno prima) e 1,941 euro al litro per il gasolio (+ 6 cent). Prezzo in salita anche sulla rete autostradale, con il self a 1,945 euro al litro per la benzina (1,940 euro al litro martedì) e 2,023 euro per il gasolio (2,012 martedì).
La rapida discesa dei prezzi della benzina che ci si attendeva con la tregua, seppur fragilissima, tra Stati Uniti e Iran non solo non si vede, ma ai distributori le quotazioni dei carburanti continuano persino a crescere. Per il quinto giorno di fila dalla fine degli sconti sulle accise praticati dal governo, il conto per gli automobilisti sale ancora. In base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, ieri il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale era pari a 1,855 euro al litro per la benzina (+ 3 centesimi al litro rispetto al giorno prima) e 1,941 euro al litro per il gasolio (+ 6 cent). Prezzo in salita anche sulla rete autostradale, con il self a 1,945 euro al litro per la benzina (1,940 euro al litro martedì) e 2,023 euro per il gasolio (2,012 martedì).
Manciate di centesimi che, fa il conto il Codacons, si traducono in un incremento, da quando è scaduto il taglio delle accise, di 2,6 euro per un pieno di benzina e di 3 euro per il diesel. Ancora più penalizzate le imprese. Secondo i dati della Cna, «su mille litri, quantità facilmente raggiungibile nell’attività di molte piccole imprese, il maggior costo arriva a 185 euro per la benzina e 221 per il gasolio». A poco è servito il calo del prezzo del petrolio, scivolato in zona 70 dollari negli ultimi giorni e risalito ieri con le nuove minacce di Trump a Teheran.
D’altra parte – denunciano le associazioni dei consumatori – il copione sembra essere quello di sempre. «Da troppi anni i cittadini sono costretti a subire l’intollerabile fenomeno della doppia velocità, con cui le compagnie aumentano i prezzi con estrema rapidità alla prima variazione al rialzo della materia prima, senza mai riallinearli adeguatamente al ribasso quando quest’ultima scende», attacca Michele Carrus, presidente di Federconsumatori.
Per l’associazione, i conti alla pompa carburante non tornano. «Tenendo conto dell’andamento della materia prima e del cambio euro/dollaro, nonché della variazione delle accise – denuncia l’organizzazione – attualmente il prezzo della benzina si dovrebbe attestare a circa 11 centesimi in meno rispetto a quello praticato oggi, per il diesel a -18 centesimi». Per questo i consumatori chiedono al governo un ripristino degli sconti appena sospesi: «Una scelta che andrebbe rivista».