Mfe, nuova strategia per crescere in Europa. Berlusconi: “Occasione mancata la fusione sulle torri”
di Sara BennewitzMILANO – Mfe ridisegna le priorità strategiche per costruire un gruppo integrato che è già il leader europeo della tv free con 6,7 miliardi di ricavi a fin 2025. Ma il 2026 si presenta come un anno di transizione. Se la raccolta pubblicitaria in Spagna e Germania resta debole, in Italia - dove le tv di Mediaset non hanno mandato in onda né le Olimpiadi invernali né i Mondiali di calcio – le stime sono quelle di chiudere con ricavi in linea con i risultati record del 2025.
Nuova strategia per un gruppo integrato
“Il primo semestre, condizionato dagli eventi sportivi, sarà leggermente in calo ma nel secondo ci aspettiamo un andamento positivo”, spiega Pier Silvio Berlusconi . Anche perché per il quarto anno consecutivo, gli ascolti di Mediaset nelle 24 ore (37,9%) e nel prime time (39,8%), superano quelli di Rai (rispettivamente 34,8% e 34,9%), nonostante l’effetto dei mondiali, con Canale 5 che tra settembre e luglio ha aumentato lo share del 4,4% e Rai 1 è calata dell’1,7%. La nuo…
MILANO – Mfe ridisegna le priorità strategiche per costruire un gruppo integrato che è già il leader europeo della tv free con 6,7 miliardi di ricavi a fin 2025. Ma il 2026 si presenta come un anno di transizione. Se la raccolta pubblicitaria in Spagna e Germania resta debole, in Italia - dove le tv di Mediaset non hanno mandato in onda né le Olimpiadi invernali né i Mondiali di calcio – le stime sono quelle di chiudere con ricavi in linea con i risultati record del 2025.
Nuova strategia per un gruppo integrato
“Il primo semestre, condizionato dagli eventi sportivi, sarà leggermente in calo ma nel secondo ci aspettiamo un andamento positivo”, spiega Pier Silvio Berlusconi . Anche perché per il quarto anno consecutivo, gli ascolti di Mediaset nelle 24 ore (37,9%) e nel prime time (39,8%), superano quelli di Rai (rispettivamente 34,8% e 34,9%), nonostante l’effetto dei mondiali, con Canale 5 che tra settembre e luglio ha aumentato lo share del 4,4% e Rai 1 è calata dell’1,7%. La nuova strategia sarà accompagnata da un nuovo organigramma aziendale che è in fase di ottimizzazione per eseguire la strategia e cogliere i frutti già nel 2027. “La forza di questa nuova organizzazione sta nella sua semplicità”, spiega Berlusconi. “Partiamo da un’integrazione vera per far emergere tutte le sinergie di un gruppo presente in sei pesi che si rivolge a 200milioni di persone, di cui già 183 milioni guardano i nostri programmi. Siamo editori, e torneremo a dare una nuova spinta ai contenuti di tutti i paesi dove siamo presenti, produrremmo contenuti originali e crossmediali su tv radio e digitale, e costruiremo una piattaforma digitale unica e integrata dove Infinity sarà il frontend (la parte visibile ndr), e la tedesca Joyn il backend (l’infrastruttura che non si vede ndr) ”.
Già raggiunte 160 milioni di sinergie in Germania
Quanto a ProsiebenSat, Mfe è già avanti sulle sinergie, ne ha realizzate 60 milioni sui costi e altri 100 milioni in termini di maggiori efficienze. “Abbiamo già realizzato 160 milioni di sinergie, più di quelle previste dal piano- e sono fiducioso che potremmo fare anche meglio- spiega il presidente e ad di Mfe – l’obiettivo è aumentare i margini, non ci interessano i ricavi se non sono redditizi. Per questo abbiamo già venduto 6 attività che esulavano dal core business delle tv, e una settimana è in trattative avanzate”. Mediaset allarga invece i suoi contenuti dedicati ai bambini. “Boing- di cui abbiamo il 51% del capitale – racconta Berlusconi – ha siglato un accordo con il socio di minoranza Warner Discovery per trasmettere altri 2 canali ovvero K2 e Frisbee”.
Occasione mancata nelle antenne di Ei Towers
Infine resta l’amarezza, dopo 11 anni di trattative, di non esser riuscito a fare nelle infrastrutture delle antenne tv, quello che è riuscito a fare con i contenuti, agevolando le nozze tra Ei Towers (40% Mfe e 60% F2i) e Rai Way (65% Rai). “E’ una grande occasione persa, siamo gli unici in Italia ad avere due reti di antenne tv – dice Berlusconi – ci abbiamo provato in tutti i modi per 11 anni, ma il piano si è arenato per un visione che privilegia questioni fiscali e interessi di breve termine. Credevamo nel progetto di creare una grande infrastruttura italiana, con azionisti italiani, e invece continuiamo ad aprire le porte agli stranieri, di investire e controllare le nostre reti. Le abbiamo provate tutte, eravamo disposti a estendere il contratto fino al 2047, ma non c’è stato modo di trovare un accordo”. A questo Ei Towers tornerà a concentrarsi sulla crescita organica con nuovi investimenti per diversificare la propria attività.