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Vittoria di Unicredit in Germania, controlla il 48% di Commerzbank

ANDREA ORCEL, CEO UNICREDIT 

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I dati definitivi dell’Ops “oltre le aspettative”. Orcel conquista l’istituto di Francoforte e ora riparte il dialogo con il governo tedesco che resta ostile: “Approccio inaccettabile”
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Milano – Dopo quasi due anni Unicredit ha conquistato il controllo della tedesca Commerzbank. Con i dati dell’Ops comunicati ieri, infatti, la banca guidata da Andrea Orcel ha aggiunto un altro 17,6% al 26,77% già posseduto e con un ulteriore 3,22% di derivati convertibili arriva al 47,6% del capitale della banca tedesca. La percentuale può salire ancora fino al 49,65% con l’annullamento delle azioni proprie che la dirigenza di Commerzbank ha già annunciato. Percentuali che vanno «ben oltre le aspettative iniziali», sottolinea la banca in una nota e che comportano il controllo del gruppo tedesco gestito da Bettina Orlopp.

Una quota di possesso di Commerzbank appena sotto il 50% è quella ideale per Unicredit in quanto assicura il controllo e non obbliga a estendere l’Opa sulla controllata polacca mBank. La tabella di marcia messa a punto da Orcel prevede a questo punto un tempo di attesa tra tre e sei mesi per ricevere le autorizzazioni da parte della Bce e dell’autorità antitrust nece…

Milano – Dopo quasi due anni Unicredit ha conquistato il controllo della tedesca Commerzbank. Con i dati dell’Ops comunicati ieri, infatti, la banca guidata da Andrea Orcel ha aggiunto un altro 17,6% al 26,77% già posseduto e con un ulteriore 3,22% di derivati convertibili arriva al 47,6% del capitale della banca tedesca. La percentuale può salire ancora fino al 49,65% con l’annullamento delle azioni proprie che la dirigenza di Commerzbank ha già annunciato. Percentuali che vanno «ben oltre le aspettative iniziali», sottolinea la banca in una nota e che comportano il controllo del gruppo tedesco gestito da Bettina Orlopp.

Una quota di possesso di Commerzbank appena sotto il 50% è quella ideale per Unicredit in quanto assicura il controllo e non obbliga a estendere l’Opa sulla controllata polacca mBank. La tabella di marcia messa a punto da Orcel prevede a questo punto un tempo di attesa tra tre e sei mesi per ricevere le autorizzazioni da parte della Bce e dell’autorità antitrust necessarie a formalizzare gli acquisti di azioni di questi giorni. Poi nella primavera 2027 Unicredit potrà procedere alla presa di possesso della Commerzbank attraverso l’assemblea che nominerà il nuovo Consiglio di Sorveglianza. Con oltre il 50% del capitale sul 73-74% che normalmente si presenta Unicredit avrà diritto a 10 poltrone su 20, tra cui il presidente che gode di un diritto di voto doppio. Il Consiglio di Sorveglianza nominerà poi il consiglio di gestione e l’ad e a quel punto potrà cominciare l’opera di avvicinamento tra la controllata Hypovereinsbank e la Commerzbank secondo il piano Unicredit Unlocked. Ci vorranno comunque almeno un paio d’anni per allineare e preparare le due banche a una fusione vera e propria necessaria a raggiungere l’obiettivo di 21 miliardi di utile per l’intero gruppo Unicredit nel 2030.

Tuttavia le incognite su questo percorso non sono del tutto dissipate e riguardano soprattutto l’ostilità del governo tedesco alla scalata. A quasi due anni dalla prima operazione, nel settembre 2024, che ha permesso di comprare il 9,5% dal collocamento effettuato dal governo tedesco, la posizione del mondo politico teutonico non è cambiata. «L’approccio aggressivo e ostile di Unicredit rimane, dal punto di vista del governo federale, inaccettabile», ha ribadito ancora ieri un portavoce del ministero delle Finanze tedesco. Berlino ha ancora il 13% del capitale di Commerzbank che non ha consegnato all’Ops di Unicredit proprio in segno di opposizione. Normalmente al governo tedesco vengono assegnati due posti nel Cds ma non è chiaro se dovrà essere Unicredit a cederli tra quelli che gli spettano.

Nel suo comunicato Orcel ha ribadito l’intenzione di ricercare un dialogo con le controparti. «UniCredit continuerà a ricercare un dialogo costruttivo con tutte le parti interessate, proseguendo al contempo i necessari iter regolamentari e autorizzativi connessi al proprio investimento». Ma il dialogo stenta a decollare. Qualche spiraglio si era aperto nei giorni scorsi e ieri è stato ricordato. «Il Cds e Cdg di Commerzbank restano aperti a un dialogo costruttivo con UniCredit. Su questo punto nulla è cambiato. Dal punto di vista di Commerzbank, solo una soluzione condivisa che coinvolga il management, i lavoratori e i loro rappresentanti, nonché il governo federale in qualità di secondo maggiore azionista, può consentire di realizzare le sinergie di un’eventuale fusione in tempi e modalità adeguati», ha ricordato la ceo Bettina Orlopp. Ma la strada è ancora lunga.

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