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Ecofin, il monito al governo italiano: “Spese mirate per l’energia”

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I ministri delle Finanze della Ue approvano le raccomandazioni per Roma: “Controllare il debito, più soldi alla Difesa”
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BRUXELLES – Non spendere di più, controllare il debito pubblico ma riservare più risorse alla difesa. L’Ecofin, la riunione dei ministri finanziari dell’Unione europea, ha approvato ieri le raccomandazioni proposte il mese scorso dalla Commissione. E per l’Italia l’invito è abbastanza chiaro: continuare a rispettare il percorso concordato per uscire dalla procedura per deficit eccessivo ma assicurando più fondi per la sicurezza. Il presupposto è che il Paese vive una fase di «squilibri macroeconomici». L’invito è allora a insistere su politiche fiscali prudenti, «garantire che la spesa netta rispetti il percorso correttivo», «rafforzare la spesa complessiva per la difesa e la sicurezza» e assicurare nello stesso tempo la «sostenibilità del debito».

BRUXELLES – Non spendere di più, controllare il debito pubblico ma riservare più risorse alla difesa. L’Ecofin, la riunione dei ministri finanziari dell’Unione europea, ha approvato ieri le raccomandazioni proposte il mese scorso dalla Commissione. E per l’Italia l’invito è abbastanza chiaro: continuare a rispettare il percorso concordato per uscire dalla procedura per deficit eccessivo ma assicurando più fondi per la sicurezza. Il presupposto è che il Paese vive una fase di «squilibri macroeconomici». L’invito è allora a insistere su politiche fiscali prudenti, «garantire che la spesa netta rispetti il percorso correttivo», «rafforzare la spesa complessiva per la difesa e la sicurezza» e assicurare nello stesso tempo la «sostenibilità del debito».

L’Ecofin conferma anche l’idea che sull’energia si debba intervenire «per attenuare l’impatto dell’aumento dei prezzi» ma con misure «temporanee, mirate a proteggere le famiglie vulnerabili o a rispondere alle esigenze delle imprese ad alto consumo energetico». Ancora nessun riferimento alla deroga concessa per le spese “energetiche” nell’ambito della clausola di salvaguardia nazionale per la difesa. Le norme che la regoleranno non saranno operative prima di settembre. Del resto, ha confermato il commissario europeo agli Affari economici Valdis Dombrovskis, la ripresa delle ostilità fra Iran e Stati Uniti «ha nuovamente provocato un aumento dei prezzi del petrolio e del gas». Anche per questo si spiega che sarebbe opportuno «accelerare l’elettrificazione e intensificare gli sforzi per la diffusione delle energie rinnovabili» con l’obiettivo di affrontare pure «i rischi legati al clima».

Le riforme per l’Italia

Secondo l’Ue, l’Italia dovrebbe dunque continuare sulla strada delle riforme, anche quella fiscale: intervenendo sull’Iva e sui valori catastali. Tra le priorità figurano anche le risposte alle sfide demografiche, con provvedimenti volti ad attrarre forza lavoro qualificata e aumentare la partecipazione degli over 55, soprattutto nel Mezzogiorno. L’attenzione del Consiglio è rivolta infine alle riforme del NextGenerationEu che non vanno disperse e anzi andrebbero rafforzate. Nello stesso schema andrebbe imposta l’accelerazione dei programmi di coesione e un rafforzamento di ricerca e innovazione, e di sviluppo dei mercati dei capitali. Sul fronte amministrativo, Bruxelles chiede di potenziare la capacità della Pubblica amministrazione, ridurre l’arretrato della giustizia e rimuovere le restrizioni alla concorrenza nei trasporti e nell’elettricità.

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