“Perno di sicurezza del carrello non infilato”. Così è caduto sul davanti l’aereo Lufthansa
di Aldo FontanarosaROMA – Un piccolo perno metallico, rimasto nella sua scatola invece di essere montato sul carrello, è al centro dell’indagine sull’incidente che il 4 giugno ha coinvolto un Boeing 787-9 della Lufthansa all’aeroporto di Francoforte. Il carrello anteriore dell’aereo si è improvvisamente ritirato. Il muso del Dreamliner è precipitato sull’asfalto, provocando due feriti e lesioni lievi ad altre 21 persone.
L’incidente è avvenuto mentre il velivolo era fermo al parcheggio A15 del terminal. Il Boeing, immatricolato D-ABPQ, avrebbe dovuto effettuare il volo LH450 per Los Angeles. I passeggeri non erano ancora saliti a bordo. Dentro l’aereo, però, si trovavano 28 persone: piloti, assistenti di volo, tecnici, addetti alle pulizie e altri lavoratori di terra. Altre sei persone partecipavano alle operazioni dall’esterno.
A ricostruire i fatti è un rapporto intermedio della Bfu, l’autorità federale tedesca che indaga sugli incidenti aerei. Le conclusioni definitive arriveranno soltanto al termine…
ROMA – Un piccolo perno metallico, rimasto nella sua scatola invece di essere montato sul carrello, è al centro dell’indagine sull’incidente che il 4 giugno ha coinvolto un Boeing 787-9 della Lufthansa all’aeroporto di Francoforte. Il carrello anteriore dell’aereo si è improvvisamente ritirato. Il muso del Dreamliner è precipitato sull’asfalto, provocando due feriti e lesioni lievi ad altre 21 persone.
L’incidente è avvenuto mentre il velivolo era fermo al parcheggio A15 del terminal. Il Boeing, immatricolato D-ABPQ, avrebbe dovuto effettuare il volo LH450 per Los Angeles. I passeggeri non erano ancora saliti a bordo. Dentro l’aereo, però, si trovavano 28 persone: piloti, assistenti di volo, tecnici, addetti alle pulizie e altri lavoratori di terra. Altre sei persone partecipavano alle operazioni dall’esterno.
A ricostruire i fatti è un rapporto intermedio della Bfu, l’autorità federale tedesca che indaga sugli incidenti aerei. Le conclusioni definitive arriveranno soltanto al termine dell’inchiesta, tra un anno.
Ma i primi accertamenti aiutano già a capire che cosa è successo materialmente.
L'incidente dell'aereo Boeing Lufthansa all'aeroporto di Francoforte
L’anomalia
Prima della partenza, il sistema dell’aereo aveva segnalato un’anomalia legata alle porte dei carrelli. I tecnici dovevano capire se si trattasse di un guasto reale o di un allarme momentaneo. Il manuale della Boeing suggeriva una prova: azionare il comando per far rientrare i carrelli e verificare il funzionamento del sistema.
Naturalmente, un test del genere non deve far piegare davvero le ruote mentre l’aereo è appoggiato a terra. Per evitarlo, vengono inseriti appositi perni di sicurezza. Sono barriere meccaniche molto semplici: anche se dalla cabina arriva il comando di rientro, il perno tiene fisicamente bloccato il carrello.
Sul Boeing della Lufthansa, i dispositivi erano stati montati sui due carrelli principali, collocati sotto le ali. Il perno destinato al carrello anteriore, invece, non era al suo posto. Gli investigatori lo hanno trovato, insieme alla sua bandierina rossa di segnalazione, dentro una scatola nel vano di carico anteriore.
I danni alla fusoliera
Quando dalla cabina è stato spostato il comando, i carrelli principali sono rimasti fermi grazie alle protezioni. Quello sotto il muso, privo del suo blocco, si è invece ritirato. La parte anteriore del Boeing è crollata in pochi istanti. L’urto ha danneggiato seriamente la fusoliera e il vano che ospita il carrello.
La Bfu, per ora, non attribuisce responsabilità a una specifica persona. Il rapporto è ancora preliminare e dovrà chiarire non soltanto chi abbia compiuto le singole operazioni, ma anche come siano stati organizzati i controlli. Un punto, però, appare accertato: al momento della prova, il perno necessario non era inserito.
L’incidente ricorda da vicino quello di giugno 2021 a Heathrow. Anche allora un Boeing 787, stavolta di British Airways, cadde sul muso durante una verifica tecnica. In quel caso il perno era stato utilizzato, ma infilato nel foro sbagliato. Due aperture molto vicine tra loro potevano trarre in inganno il personale.
Un velivolo nuovo
Boeing aveva predisposto una modifica per impedire che l’errore si ripetesse. L’autorità statunitense per l’aviazione, la Faa, l’aveva poi resa obbligatoria. Il caso Lufthansa presenta però una differenza importante: secondo i primi accertamenti, il perno non sarebbe stato collocato in un foro errato. Sarebbe rimasto direttamente nella scatola.
Il Dreamliner coinvolto nell’avaria di Francoforte a giugno 2026 è quasi nuovo: Lufthansa lo ha ricevuto nel gennaio 2025 mettendolo in servizio il mese successivo. Dopo appena 137 voli, l’incidente lo ha costretto a terra. È bastata una protezione meccanica assente durante un controllo a terra per far crollare sul muso uno degli aerei più moderni del mondo.