MILANO – A causa dei nuovi standard contabili internazionali, e per l’effetto negativo sui cambi, il primo bilancio della Giorgio Armani spa dopo la scomparsa del suo fondatore — di cui ieri ricorreva il compleanno — si chiude con una leggerissima perdita a livello di capogruppo. Tuttavia, l’enorme solidità finanziaria (un patrimonio di circa 2 miliardi e cassa per 528,8 milioni), e l’utile della spa per 66,8 milioni permettono all’azienda di staccare una cedola di 33,34 milioni ai soci.
Il primo bilancio senza Armani
Il primo bilancio firmato da Giuseppe Marsocci chiude infatti con ricavi in lieve calo del 4,6% a 2,19 miliardi di euro (ma -2,8% a parità di cambi), diminuiscono anche i proventi dalle royalties di occhiali e profumi a 224,3 milioni (-4,7%), mentre il margine operativo lordo sale del 4,5% a 412 milioni e l’utile operativo aumenta del 18% a 79,2 milioni. Merito di una attenta gestione dei costi di materie prime, servizi e personale (ma si rafforzano i vertici con 106 dir…
MILANO – A causa dei nuovi standard contabili internazionali, e per l’effetto negativo sui cambi, il primo bilancio della Giorgio Armani spa dopo la scomparsa del suo fondatore — di cui ieri ricorreva il compleanno — si chiude con una leggerissima perdita a livello di capogruppo. Tuttavia, l’enorme solidità finanziaria (un patrimonio di circa 2 miliardi e cassa per 528,8 milioni), e l’utile della spa per 66,8 milioni permettono all’azienda di staccare una cedola di 33,34 milioni ai soci.
Il primo bilancio senza Armani
Il primo bilancio firmato da Giuseppe Marsocci chiude infatti con ricavi in lieve calo del 4,6% a 2,19 miliardi di euro (ma -2,8% a parità di cambi), diminuiscono anche i proventi dalle royalties di occhiali e profumi a 224,3 milioni (-4,7%), mentre il margine operativo lordo sale del 4,5% a 412 milioni e l’utile operativo aumenta del 18% a 79,2 milioni. Merito di una attenta gestione dei costi di materie prime, servizi e personale (ma si rafforzano i vertici con 106 dirigenti dai 100 del 2024) senza lesinare sugli investimenti (pari a 112 milioni) soprattutto nei negozi, ma anche nelle celebrazioni per i cinquant’anni di attività della griffe.
Fatto sta che a causa di un effetto negativo sulla gestione finanziaria e dei cambi (una perdita di 55,9 milioni, dai 7,7 milioni di plusvalenze 2024), l’utile ante imposte cala a 21,9 milioni (dai 74,5 milioni del 2024) e così l’ultima riga del bilancio 2025 si tinge leggermente di rosso per 407mila euro (da un utile 2024 di 51,6 milioni). Senza lo standard internazionale IFRS16, l’utile sarebbe stato positivo per 12,9 milioni (71,4 milioni del 2024).
Nuovo piano industriale per vendere il 15%
Il bilancio 2025, insieme al nuovo piano industriale che il management sta elaborando con l’ausilio di Boston Consulting Group, sarà la base di valutazione per dare seguito alle ultime volontà di Re Giorgio, e quindi valorizzazione un 15% dell’azienda a partire dal prossimo 9 settembre. In proposito, non è neppure escluso che la società decida di dividere la quota in tre parti del 5%, per dare modo ai gruppi indicati dallo stilista nel testamento, ovvero Lvmh, L’Oreal e EssilorLuxottica, di investire nell’azienda in attesa che gli eredi di Armani e la sua Fondazione, decidano il da farsi per il futuro.
Lo stacco della cedola agli eredi e alla Fondazione
Quanto alla cedola, il cda presieduto da Leo Dell’Orco ha dato il via libera a un dividendo di 33,34 milioni (o 3,51 euro per azione), che si traduce in 10 milioni per Dell’Orco (30% del capitale e 40% dei diritti di voto),5 milioni per Silvana Armani, Andrea Cameranae gli altri soci al 15%, e 3,3 milioni per la Fondazione (10% del capitale e 30% dei diritti di voto).
Nuovi progetti per il 2026, che resta incerto
Intanto a inizio 2026 il gruppo ha perfezionato l’acquisto della Capannina, che sarà ristrutturata e riaperta nel 2027, si aspetta di recuperare i dazi pagati nel 2025 (ma per prudenza non si è iscritta nessuna voce in bilancio) e ha lanciato con successo in occasione delle Olimpiadi Invernali la prima collezione di occhiali EA7 Emporio Armani dedicata allo sport. Ma per l’esercizio 2026 il gruppo non si sbilancia in pronostici. «Al momento risulta difficile prevedere l’impatto dell’attuale scenario geo-politico sui livelli di sviluppo economico — si legge nel bilancio 2025 —. In questo complesso scenario, il Gruppo continua a disporre delle risorse necessarie e di una struttura patrimoniale e finanziaria ampiamente consolidata e adeguata a far fronte a tali incertezze».