Auto, sindacati contro il governo: “Soldi insufficienti, tavolo senza gambe”
di Diego LonghinROMA – “Soldi insufficienti”. La posizione è comune a tutti i sindacati. Va bene andare in pressing su Bruxelles affinché bruci le tappe per approvare le modifiche alle regole sulla transizione verso l’elettrico, consentendo di fatto il mantenimento del motore termico anche dopo il 2035, e accelerare il sì alla clausola del “Made in Europe” dell’Industrial Acceleration Act. Mosse suggerite dal ministro Adolfo Urso che attacca il Green Deal come approccio che ha messo in difficoltà il comparto nel Vecchio Continente. Ma l’Italia, per Fim, Fiom e Uilm, deve investire di più sull’automotive rispetto ai 1,34 miliardi stanziati dal governo con il fondo. Soprattutto in questo momento. Altrimenti si tratta solo di un “tavolo senza gambe” come è stato bollato dalla Fiom-Cgil.
ROMA – “Soldi insufficienti”. La posizione è comune a tutti i sindacati. Va bene andare in pressing su Bruxelles affinché bruci le tappe per approvare le modifiche alle regole sulla transizione verso l’elettrico, consentendo di fatto il mantenimento del motore termico anche dopo il 2035, e accelerare il sì alla clausola del “Made in Europe” dell’Industrial Acceleration Act. Mosse suggerite dal ministro Adolfo Urso che attacca il Green Deal come approccio che ha messo in difficoltà il comparto nel Vecchio Continente. Ma l’Italia, per Fim, Fiom e Uilm, deve investire di più sull’automotive rispetto ai 1,34 miliardi stanziati dal governo con il fondo. Soprattutto in questo momento. Altrimenti si tratta solo di un “tavolo senza gambe” come è stato bollato dalla Fiom-Cgil.
Lodi (Fiom-Cgil): “Intervento pubblico insufficiente, investimenti cinesi lasciati a Stellantis”
Il fondo da 1,34 miliardi di euro non basta per affrontare la crisi del settore”, dicono le tre sigle confederali dei metalmeccanici. “Una dotazione assolutamente insufficiente”, ha detto Samuele Lodi, segretario nazionale della Fiom, al termine dell’incontro al ministero delle Imprese e del Made in Italy. Secondo i metalmeccanici della Cgil non è solo una questione di quantità delle risorse, ma anche di destinazione. Lodi ha infatti sottolineato che, a differenza del passato, il fondo “sarà utilizzato non per gli incentivi all’acquisto, ma sull’offerta”. Il tema delle risorse si intreccia con quello della strategia industriale. Per la Fiom, l’Italia non può restare ai margini della nuova filiera dell’elettrico. Rivolgendosi anche a Stellantis, presente al tavolo con Emanuele Cappellano, responsabile auto Enlarged Europe del gruppo, Lodi ha affermato che “non possiamo essere l’unico Paese con un’industria automobilistica insediata che non ha almeno uno stabilimento per la produzione delle batterie”. Da qui la richiesta al governo di chiarire il quadro sugli investimenti e di assumere un ruolo più forte. “Il governo deve essere presente in questa discussione e deve essere regista”, ha aggiunto il dirigente Fiom, chiedendo risposte “chiare e precise” anche “su eventuali investitori cinesi, non lasciando gestire la questione solo a Stellantis attraverso i suoi partner”.
Uliano (Fim-Cisl): “Situazione drammatica, Volkswagen lo dimostra"
Preoccupazione anche da parte della Fim Cisl. Il segretario generale Ferdinando Uliano ha parlato di una fase molto difficile per l’intero comparto. “Abbiamo ribadito che la situazione che sta vivendo il settore dell’auto è drammatica. Lo dimostra quanto sta avvenendo in Germania con Volkswagen”. Per Uliano, l’intervento illustrato resta “molto limitato” e non risponde alla dimensione della crisi. “Bisogna fare di più, bisogna mettere a disposizione risorse importanti sia come Paese sia come Europa”, ha spiegato, chiedendo anche di semplificare il quadro regolatorio a Bruxelles e di “prevedere una dotazione specifica di fondi a livello Ue per accompagnare la transizione”. Al centro delle richieste sindacali c’è anche la tutela dell’occupazione. “Bisogna garantire gli ammortizzatori sociali”, ha insistito Uliano. Quanto a Stellantis, la Fim riconosce alcuni segnali nella nuova fase gestionale, ma chiede che il cambiamento riguardi tutti gli stabilimenti. “Il cambio di passo che abbiamo riscontrato nella nuova dirigenza deve avvenire per tutti gli stabilimenti”, ha detto il segretario generale, sollecitando risposte precise su Cassino, che rimane il tallone d’Achille del gruppo a livello nazionale, e Termoli, dove si producono i motori ma dopo il fallimento del progetto della gigafactory è in cerca di una nuova missione. Per Uliano “non dobbiamo abbandonare l’idea di una fabbrica delle batterie”.
Sperti (Uilm): “Taglio risorse ingiustificato. La Ue cambi passo”
Anche la Uilm chiede di “modificare con urgenza le regole europee più controproducenti della transizione e ripristinare il fondo nazionale automotive”. Per il segretario generale Davide Sperti e il segretario nazionale Gianluca Ficco, il settore sta attraversando una “violenta crisi” e ha bisogno di strumenti adeguati per reggere la trasformazione. La Uilm giudica particolarmente grave il taglio delle risorse: il fondo è passato dai 4,5 miliardi del 2024 agli attuali 1,34 miliardi. Un ridimensionamento definito “ingiustificabile” e “incomprensibile”, soprattutto dopo il lavoro già svolto con governo e imprese per individuare le linee di utilizzo delle risorse. Sì, invece, al cambio di regole a livello europeo.
Cappellano (Stellantis): “Risultati raggiunti, se non superati. A settembre nuova Alfa”
Il numero uno dell’Europa di Stellantis, Cappellano, giudica positivo il dpcm del ministro Urso e dice che “va nella giusta direzione”. Ha rivendicato il ruolo centrale dell’Italia nel piano del gruppo. “Vorrei sottolineare il lavoro fondamentale che stiamo portando avanti con la filiera italiana”, ha detto, ricordando i 7 miliardi di euro destinati ogni anno ad acquisti da fornitori italiani. Il manager ha spiegato che Stellantis sta lavorando per migliorare la collaborazione con l’indotto. Ha citato le iniziative avviate sui veicoli commerciali e sulla nuova Alfa Romeo di Melfi, ribattezzata la nuova Tonale, con un evento dedicato previsto il 29 settembre. “Continueremo a portare avanti questo percorso”, ha assicurato Cappellano, parlando di nuovi prodotti, investimenti e centralità degli stabilimenti: “Alcuni risultati del Piano Italia sono stati raggiunti, altri superati”. Ha riconosciuto che l’impegno dell’azienda, “da solo, non è sufficiente”. Serve che anche l’Europa acceleri e arrivi a chiudere i dossier aperti su transizione e sviluppo industriale.
Cirio (Regione Piemonte): “Fare una Zes speciale per rilanciare l’auto”
Al tavolo a Roma anche il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, che a nome dei colleghi governatori, chiede l’istituzione di una Zes (Zona economica speciale, nrd) per l’auto. “Una Zes mirata per un settore cruciale per l’economia e l’industria del nostro Paese”, dice il presidente che ribadisce anche la richiesta di un modello in più per Mirafiori.