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Ibm rincorre l’IA. Conti deludenti e crollo in Borsa: “Ci siamo mossi tardi”

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La tech ha presentato una trimestrale sotto le attese: la corsa ai chip di memoria e all’hardware IA ha penalizzato il comparto software e infrastrutture
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ROMA – C’è stato un tempo in cui Ibm cavalcava le rivoluzioni tecnologiche, pioniera con i pc, i supporti informatici e i software. Ora l’ultimo stravolgimento di frontiera, l’intelligenza artificiale generativa, rischia di farla rimanere indietro. Lo ha ammesso agli investitori il Ceo Arvind Krishna: "Non ci siamo adattati e non ci siamo mossi abbastanza rapidamente”. E a Wall Street, dopo la presentazione dei deludenti dati preliminari sul secondo trimestre, il titolo è affondato. Il titolo di Big Blue ha perso un quarto della sua capitalizzazione, -24%. L’azienda tecnologica ha riportato utili rettificati di 2,93 dollari per azione e un fatturato di 17,2 miliardi di dollari, al di sotto delle previsioni degli analisti, che si aspettavano utili di 3,01 dollari per azione e un fatturato di 17,86 miliardi di dollari. A pesare è il cambiamento di spesa dei clienti che hanno diminuito il budget per i software preferendo hardware di IA e chip di memoria.

ROMA – C’è stato un tempo in cui Ibm cavalcava le rivoluzioni tecnologiche, pioniera con i pc, i supporti informatici e i software. Ora l’ultimo stravolgimento di frontiera, l’intelligenza artificiale generativa, rischia di farla rimanere indietro. Lo ha ammesso agli investitori il Ceo Arvind Krishna: "Non ci siamo adattati e non ci siamo mossi abbastanza rapidamente”. E a Wall Street, dopo la presentazione dei deludenti dati preliminari sul secondo trimestre, il titolo è affondato. Il titolo di Big Blue ha perso un quarto della sua capitalizzazione, -24%. L’azienda tecnologica ha riportato utili rettificati di 2,93 dollari per azione e un fatturato di 17,2 miliardi di dollari, al di sotto delle previsioni degli analisti, che si aspettavano utili di 3,01 dollari per azione e un fatturato di 17,86 miliardi di dollari. A pesare è il cambiamento di spesa dei clienti che hanno diminuito il budget per i software preferendo hardware di IA e chip di memoria.

Cosa non ha funzionato

“Anche se nelle nostre previsioni avevamo tenuto conto di un certo impatto legato alla catena di approvvigionamento, non avevamo previsto la portata della ridefinizione delle priorità degli investimenti”, ha affermato Krishna. “Queste condizioni richiedono ai nostri team di operare in modo impeccabile, e in questo trimestre abbiamo vacillato”, ha aggiunto.

Nella lettera agli investitori ha anche sottolineato i problemi di disponibilità dei componenti e prezzi in aumento. Alla fine di giugno, molti grandi clienti hanno anticipato gli acquisti di hardware per evitare rincari futuri, spendendo meno per i prodotti principali di Ibm. Le preoccupazioni legate alla cybersicurezza inoltre hanno rallentato la chiusura di alcune grandi vendite.

I numeri

Nel dettaglio, il settore infrastrutture ha registrato un calo del 7%. I ricavi del software sono cresciuti del 5%, ma meno del previsto. In positivo, la controllata Red Hat è cresciuta dell'11%, mentre le vendite di server e sistemi di archiviazione (esclusi i mainframe) sono aumentate del 37% grazie alla domanda legata all'Ia. IBM ha infine annunciato "Lightwell", un progetto da 5 miliardi di dollari per migliorare la sicurezza del software open-source, sostenuto anche da grandi banche come Bank of America, JPMorgan e Goldman Sachs. I dati ufficiali sul secondo trimestre verranno pubblicati la prossima settimana.

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