Strisciuglio ad. No a startup rischiose e via dalla Manica: il nuovo corso di Fs
di Aldo FontanarosaROMA – Su un binario morto. O comunque rinviate, ridimensionate. Finiranno così - fuori dalle priorità del Gruppo Fs - alcune delle iniziative che hanno preso corpo nell’era Donnarumma.
Difficilmente il nuovo numero 1 Gianpiero Strisciuglio darà corso al progetto di creare una società - proprietà delle Ferrovie - che si dedichi esclusivamente al capitale di rischio.
Il “venture capital” è denaro investito in giovani imprese, spesso startup, che hanno grandi possibilità di crescita ma anche seri rischi di fallimento. In cambio, chi investe ottiene una quota della società e guadagna se l’impresa acquista valore.
La sensazione è che il Gruppo Fs opererà in questo impegnativo segmento alla vecchia maniera. E cioè solo a braccetto di Cassa Depositi e Prestiti, come nel 2023 e poi nel 2026, per l’investimento in Niulinx (guida autonoma).
ROMA – Su un binario morto. O comunque rinviate, ridimensionate. Finiranno così - fuori dalle priorità del Gruppo Fs - alcune delle iniziative che hanno preso corpo nell’era Donnarumma.
Difficilmente il nuovo numero 1 Gianpiero Strisciuglio darà corso al progetto di creare una società - proprietà delle Ferrovie - che si dedichi esclusivamente al capitale di rischio.
Il “venture capital” è denaro investito in giovani imprese, spesso startup, che hanno grandi possibilità di crescita ma anche seri rischi di fallimento. In cambio, chi investe ottiene una quota della società e guadagna se l’impresa acquista valore.
La sensazione è che il Gruppo Fs opererà in questo impegnativo segmento alla vecchia maniera. E cioè solo a braccetto di Cassa Depositi e Prestiti, come nel 2023 e poi nel 2026, per l’investimento in Niulinx (guida autonoma).
Pizzarotti serviva
Il Gruppo Fs ha comprato a marzo le attività operative della società produttrice di treni Firema con sede a Caserta (valore, 41 milioni di euro). Venditore era il gruppo indiano Titagarh. Ora, l’operazione Firema non è mai piaciuta a influenti esponenti del governo Meloni che fanno il tifo perché la società venga rimessa sul mercato. Lo spiegano, alla Camera, deputati di maggioranza informati sui fatti.
In linea teorica, il Gruppo Fs può cercare compratori tra i suoi più importanti fornitori. Come Alstom, che costruisce i treni regionali Pop; e Hitachi Rail, che invece assicura alle nostre Ferrovie i regionali Rock e Blues, ma soprattutto i Frecciarossa 1000.
Nessuna ombra invece sull’acquisizione di Pizzarotti (ramo ferroviario). A gennaio 2026, il contratto preliminare è stato firmato; a marzo il Garante della concorrenza (l’Antitrust) ha dato semaforo verde all’operazione; a luglio sarebbe arrivata anche la firma definitiva (per il closing).
Il Frecciarossa inglese
Il governo sa bene che Pizzarotti (ramo ferroviario) ha in capo commesse strategiche; dunque andava comprata e messa in sicurezza. La società è dentro il Consorzio Florentia che costruisce il passante ferroviario sotterraneo dell’alta velocità e la nuova stazione di Firenze Belfiore. Partecipa poi a tre cantieri chiave della linea rapida da Napoli a Bari (Frasso Telesino–Telese, Orsara–Bovino, Hirpinia–Orsara).
Ombre abbastanza sinistre si allungano invece sull’alleanza che l’ex ad Donnarumma ha imbastito con il fondo statunitense Certares. Principale obiettivo dell’intesa era portare il Frecciarossa sotto la Manica, tra Parigi e Londra, dal 2029.
Ora la vocazione anche internazionale di Fs non è in discussione. Nel 2025, ricavi operativi per 2,533 miliardi sono arrivati al gruppo dal trasporto internazionale passeggeri. E Strisciuglio avrà pur il diritto di valutare in autonomia la convenienza effettiva del patto con Certares (a lungo interessato anche a Ita).
Ma il governo - che è pur sempre l’azionista unico di Fs - ha grandi riserve sul dossier.