Enac, i sindacati a Salvini: “No al commissario, l’ente funziona”. In ballo la sicurezza dei voli
di Aldo FontanarosaROMA – Sei sigle sindacali alzano un muro contro il commissariamento dell’Enac. Fp-Cgil, Uil-Fp, Uiltrasporti, Flp, Usb-Pi e Unadis chiedono di abbandonare il progetto che affiderebbe a un commissario straordinario l’ente responsabile della sicurezza del volo civile in Italia.La proposta di commissariamento porta le firme di tre deputati della Lega – Nicola Ottaviani, Silvana Comaroli e Laura Cattoi – ed è stata presentata alla Camera durante l’esame del decreto Infrastrutture e Pnrr.
L’emendamento – ieri dichiarato “ammissibile” – permetterebbe al governo di azzerare l’attuale vertice dell’Enac e di nominare un commissario con i poteri oggi esercitati dal presidente, dal consiglio di amministrazione e dal direttore generale. La gestione straordinaria potrebbe durare fino a sei mesi, in attesa di una riforma complessiva dell’Ente.
ROMA – Sei sigle sindacali alzano un muro contro il commissariamento dell’Enac. Fp-Cgil, Uil-Fp, Uiltrasporti, Flp, Usb-Pi e Unadis chiedono di abbandonare il progetto che affiderebbe a un commissario straordinario l’ente responsabile della sicurezza del volo civile in Italia.La proposta di commissariamento porta le firme di tre deputati della Lega – Nicola Ottaviani, Silvana Comaroli e Laura Cattoi – ed è stata presentata alla Camera durante l’esame del decreto Infrastrutture e Pnrr.
L’emendamento – ieri dichiarato “ammissibile” – permetterebbe al governo di azzerare l’attuale vertice dell’Enac e di nominare un commissario con i poteri oggi esercitati dal presidente, dal consiglio di amministrazione e dal direttore generale. La gestione straordinaria potrebbe durare fino a sei mesi, in attesa di una riforma complessiva dell’Ente.
L’effetto opposto
I sindacati, però, non vedono alcuna emergenza che giustifichi una misura tanto radicale: un provvedimento di commissariamento è privo di presupposti oggettivi, scrivono in sostanza nella lettera unitaria del 15 luglio (inviata anche al ministro Matteo Salvini). Una presa di posizione netta, che entra direttamente nel confronto politico aperto dopo la scadenza del mandato quinquennale del presidente Pierluigi Di Palma.
Il ragionamento delle sei organizzazioni è semplice. Il commissariamento dovrebbe servire quando un ente non funziona più, è incapace di gestirsi oppure presenta gravi problemi finanziari. Ma questa situazione, sostengono, non esiste all’Enac. L’autorità continua a operare, conserva competenze tecniche di alto livello e gode di una solida reputazione presso l’Easa, l’agenzia europea per la sicurezza aerea, e l’Icao, l’organizzazione mondiale dell’aviazione civile.
Affidare l’Enac a una gestione straordinaria rischierebbe dunque di produrre l’effetto opposto a quello dichiarato. Invece di rafforzare l’Ente, potrebbe indebolirlo. I sindacati temono il rallentamento delle decisioni e degli investimenti già avviati, una perdita di autorevolezza internazionale e la demotivazione dei tecnici e degli ingegneri che lavorano nell’autorità.
Le sfide
C’è poi un tema più delicato: la sicurezza. L’Enac non è un ente pubblico qualsiasi. Stabilisce regole tecniche, rilascia certificazioni, vigila sugli aeroporti e sulle compagnie aeree, tutela i passeggeri e controlla che il sistema dell’aviazione civile funzioni senza mettere a rischio chi vola. Per questo, secondo i sindacati, non può essere sottoposto a un cambio improvviso di guida in assenza di problemi gestionali accertati.
Le sfide, peraltro, non mancano: dalla digitalizzazione dello spazio aereo alla decarbonizzazione. Temi che richiedono, scrivono le organizzazioni, «stabilità, continuità e una leadership nel pieno delle proprie funzioni».
Da qui la richiesta di un «immediato ripensamento». La strada indicata è quella ordinaria: nominare una guida nella pienezza dei poteri, rafforzare la governance e aprire un confronto sulla riforma dell’Enac. Senza trasformare una nomina ancora da fare in un’emergenza nazionale. E senza commissariare un’autorità che, almeno secondo chi ci lavora, non ha bisogno di essere salvata perché non accusa certo “situazioni di accertata e strutturale incapacità gestionale o finanziaria”.