ROMA – L’inflazione rallenta a giugno, ma torna a colpire soprattutto le famiglie più povere. L’indice generale dei prezzi al consumo sale del 3% su base annua, contro il 3,2% di maggio, e resta fermo rispetto al mese precedente. Ma nel secondo trimestre il rincaro subito dal quinto delle famiglie con i livelli di spesa più bassi raggiunge il 3,7%, contro il 2,6% per il quinto più benestante: un divario di 1,1 punti, dopo che nel trimestre precedente l’inflazione era stata più alta per le famiglie con maggiore capacità di spesa.
L’impatto diseguale del caro energia
È il ritorno del caro energia a rovesciare il quadro. Elettricità e gas pesano molto di più sui bilanci fragili: assorbono il 17,1% della spesa delle famiglie più povere, contro il 7,3% …
ROMA – L’inflazione rallenta a giugno, ma torna a colpire soprattutto le famiglie più povere. L’indice generale dei prezzi al consumo sale del 3% su base annua, contro il 3,2% di maggio, e resta fermo rispetto al mese precedente. Ma nel secondo trimestre il rincaro subito dal quinto delle famiglie con i livelli di spesa più bassi raggiunge il 3,7%, contro il 2,6% per il quinto più benestante: un divario di 1,1 punti, dopo che nel trimestre precedente l’inflazione era stata più alta per le famiglie con maggiore capacità di spesa.
L’impatto diseguale del caro energia
È il ritorno del caro energia a rovesciare il quadro. Elettricità e gas pesano molto di più sui bilanci fragili: assorbono il 17,1% della spesa delle famiglie più povere, contro il 7,3% di quelle più ricche. Così, a fronte di rincari simili, l’impatto è più che doppio. Nel secondo trimestre l’energia ha contribuito per quasi due punti all’inflazione del primo quinto e per meno di un punto a quella dell’ultimo.
A giugno i beni energetici accelerano dall’11,9 al 13%. Corrono soprattutto quelli del mercato libero: l’elettricità segna un aumento annuo del 14%, il gas del 9,9. Nel tutelato, l’elettricità sale del 7,1% e il gas dell’11,2. Rallentano invece benzina e gasolio, ma restano su livelli molto elevati. I rincari legati alla casa tornano così in cima alla classifica: abitazione, acqua, elettricità, gas e combustibili aumentano del 7,2% e da soli spiegano quasi un punto dei tre complessivi di inflazione. È la voce che spinge di più, davanti ai trasporti.
Va meglio il carrello della spesa
Il carrello della spesa dà invece un segnale di sollievo. I prezzi di alimentari, prodotti per la casa e la persona rallentano dall’1,9 all’1,3%. Gli alimentari freschi restano però cari, al 4,4%, anche se meno di maggio. Frenano soprattutto frutta e ortaggi, mentre i prodotti lavorati scendono lievemente. I beni acquistati più spesso aumentano ancora del 3,9%, sopra la media generale.
Anche qui conta la diversa composizione dei consumi. Gli alimentari trasformati assorbono quasi un quinto del bilancio delle famiglie più povere, ma meno di un decimo di quello delle più benestanti. Energia e cibo occupano quindi una quota molto più larga delle spese obbligate dei nuclei vulnerabili. L’inflazione di fondo, al netto di energia e alimentari freschi, scende intanto all’1,6%. Ma il dato medio racconta solo una parte della storia: per chi ha meno margini, il costo della vita corre più veloce.
L’inflazione acquisita per l’anno resta al 2,6%. Con i salari reali ancora di sei punti sotto il 2021.