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Offerta da 53 miliardi su PayPal: Stripe nuovo colosso del fintech

(reuters)

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Stripe all’aumento di capitale privato è stata valutata 159 miliardi PayPal capitalizza 49 miliardi
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MILANO – Dopo mesi di tempesta, ieri sul settore fintech mondiale è tornato il sole, e tutti i titoli del comparto dall’italiana Nexi (+4,68% e pari a una capitalizzazione di 4,88 miliardi) all’olandese Adyen (+5,12% a 27,6 miliardi), hanno recuperato parte delle perdite collezionate da inizio anno. Il raggio di luce è arrivato dagli Usa, dove il colosso dei pagamenti Stripe, insieme al private equity di Advent, ha fatto un’offerta informale su PayPal da 53 miliardi di dollari (60,5 dollari per azione). Secondo il Financial Times le avances del colosso dei pagamenti b2b ha lasciato freddi i nuovi vertici di PayPal, perché se è vero che l’offerta rappresenta un premio del 28% rispetto alla chiusura di martedì a Wall Street, è anche vero che l’azienda è lontana dai massimi storici del 2021, infatti ieri il titolo è salito del 16% a 55 dollari, avvicinandosi, ma con prudenza, ai valori d’Opa.

MILANO – Dopo mesi di tempesta, ieri sul settore fintech mondiale è tornato il sole, e tutti i titoli del comparto dall’italiana Nexi (+4,68% e pari a una capitalizzazione di 4,88 miliardi) all’olandese Adyen (+5,12% a 27,6 miliardi), hanno recuperato parte delle perdite collezionate da inizio anno. Il raggio di luce è arrivato dagli Usa, dove il colosso dei pagamenti Stripe, insieme al private equity di Advent, ha fatto un’offerta informale su PayPal da 53 miliardi di dollari (60,5 dollari per azione). Secondo il Financial Times le avances del colosso dei pagamenti b2b ha lasciato freddi i nuovi vertici di PayPal, perché se è vero che l’offerta rappresenta un premio del 28% rispetto alla chiusura di martedì a Wall Street, è anche vero che l’azienda è lontana dai massimi storici del 2021, infatti ieri il titolo è salito del 16% a 55 dollari, avvicinandosi, ma con prudenza, ai valori d’Opa.

Nascerebbe un colosso mondiale dei pagamenti

Mettere insieme Stripe con PayPal secondo gli analisti avrebbe invece un grande senso industriale, perché creerebbe un gigante dei pagamenti tra aziende con un fortissimo marchio anche sui consumatori, da 3,7 trilioni di transazioni all’anno. Stripe è più forte sui volumi transati (1,9 trilioni nel 2025), ma mettendo in connessione le aziende tra di loro, ha ricavi inferiori (5,8 miliardi di dollari nel 2025) rispetto a PayPal (33,2 miliardi). Anche perché se PayPal è presente con i propri servizi in oltre 200 Paesi – con 439 milioni di utenti attivi – Stripe per ora è presente solo in 40 Paesi e può contare su 5 milioni di aziende e siti internet clienti. Tuttavia, proprio perché Stripe si posiziona sul segmento ricco degli esercenti, è più redditizia, tant’è che all’ultimo aumento di capitale di inizio anno ha ricevuto una valutazione teorica di 159 miliardi di dollari, pari al triplo del valore di mercato di PayPal.

Ma il ceo Lores sogna una crescita organica per PayPal

Il neo-ad Enrique Lores, che ha assunto il timone lo scorso marzo, sta perseguendo un piano di rilancio della piattaforma che tra le altre cose controlla Venmo (la app di pagamento peer-to-peer per eccellenza negli Stati Uniti) e Xoom (la piattaforma per i trasferimenti internazionali di denaro). E non pare incline a passare il controllo dell’azienda a Advent- Stripe. Al contrario Lores puntava a sviluppare l’offerta di PayPal trasformandola da borsellino elettronico a vera e propria banca.

Un po’ la strada già intrapresa da altri gruppi, tra cui l’italiana Satispay. Insomma, dopo tante difficoltà legate alla concorrenza e all’avvento delle nuove tecnologie, anche il comparto del fintech torna a consolidarsi. E PayPal potrebbe essere la prima pedina di un domino più grande.

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