La Commissione Ue ordina a Google: “Aprire i telefoni Android anche alle IA concorrenti”
di Aldo FontanarosaROMA – Libertà di scegliere tra più intelligenze artificiali sullo smartphone. Motori di ricerca alternativi più efficienti. E una maggiore responsabilità di YouTube per i video da cui ricava denaro. Sono gli effetti concreti di due interventi europei che colpiscono Google.
Partiamo dal telefonino. Android è il sistema operativo di Google presente sulla maggior parte degli smartphone diversi da iPhone. Google controlla il sistema e, nello stesso tempo, offre Gemini, la sua IA.
Il rischio è evidente. Chi possiede il campo di gioco può concedere al proprio giocatore le condizioni migliori. La Commissione Ue vuole impedirlo. Da luglio 2027, Google dovrà consentire alle intelligenze artificiali concorrenti di usare 11 importanti funzioni di Android.
Per una persona comune, significherà scegliere un assistente diverso da Gemini senza ritrovarsi con un servizio dimezzato. ChatGPT, Perplexity o un’altra IA - ad esempio - potranno essere attivati con la voce e lavorare mentre altre app sono a…
ROMA – Libertà di scegliere tra più intelligenze artificiali sullo smartphone. Motori di ricerca alternativi più efficienti. E una maggiore responsabilità di YouTube per i video da cui ricava denaro. Sono gli effetti concreti di due interventi europei che colpiscono Google.
Partiamo dal telefonino. Android è il sistema operativo di Google presente sulla maggior parte degli smartphone diversi da iPhone. Google controlla il sistema e, nello stesso tempo, offre Gemini, la sua IA.
Il rischio è evidente. Chi possiede il campo di gioco può concedere al proprio giocatore le condizioni migliori. La Commissione Ue vuole impedirlo. Da luglio 2027, Google dovrà consentire alle intelligenze artificiali concorrenti di usare 11 importanti funzioni di Android.
Per una persona comune, significherà scegliere un assistente diverso da Gemini senza ritrovarsi con un servizio dimezzato. ChatGPT, Perplexity o un’altra IA - ad esempio - potranno essere attivati con la voce e lavorare mentre altre app sono aperte.
I dati dei motori
La seconda novità riguarda le ricerche online. Da gennaio 2027, Google condividerà con i motori concorrenti alcuni dati raccolti con Search. Sono le informazioni che aiutano a capire quali risultati funzionano meglio: che cosa cercano le persone, quali collegamenti scelgono e quali pagine ignorano. Google protesta perché, a suo dire, un simile travaso metterà a rischio privacy e sicurezza di milioni di utenti.
La terza novità nasce da una battaglia italiana su YouTube. Nel 2022 il nostro garante AgCom ha multato Google Ireland per 750 mila euro. Su YouTube erano comparsi video che promuovevano il gioco d’azzardo online, in violazione del divieto italiano di pubblicità.
“Nessuna tollerenza”
Google si è difesa sostenendo di funzionare da semplice contenitore. Ma quel creatore di video - attenzione - aveva un accordo commerciale con Google. E la pubblicità trasmessa prima dei suoi video produceva ricavi suddivisi tra le due parti.
La Corte di giustizia dell’Ue - appoggiando la tesi accusatoria dell’AgCom - fissa ora un principio chiave. Se una piattaforma esamina un canale prima di pubblicarlo, stringe un accordo con l’autore e guadagna con lui, può essere chiamata a rispondere dei contenuti. Il commissario AgCom Capitanio applaude: «Nessuna tolleranza per i contenuti nocivi».