MILANO – I quattro consiglieri indipendenti di Recordati, come i moschettieri, hanno bocciato all’unisono l’offerta di Respighi, perché il prezzo di 51,29 euro «non è congruo». Dopo un parere dell’advisor indipendente Rothschild, e trattandosi di un’operazione dove da un lato e Cvc e alcuni imprenditori tra cui Andrea Recordati, da una parte vendono la quota di maggioranza, e dall’altra investono sul compratore Respighi, la questione è stata sottoposta al cda, che invece l’ha approvata a maggioranza di 6 su 10. I sei consiglieri che hanno giudicato «congruo» il prezzo però, in teoria, sono in conflitto d’interesse, perché espressione dei venditori - che in parte coincidono con il compratore.
L’Opa che partirà il 31 agosto punta a ritirare Recordati dal mercato, e Respighi dopo ave…
MILANO – I quattro consiglieri indipendenti di Recordati, come i moschettieri, hanno bocciato all’unisono l’offerta di Respighi, perché il prezzo di 51,29 euro «non è congruo». Dopo un parere dell’advisor indipendente Rothschild, e trattandosi di un’operazione dove da un lato e Cvc e alcuni imprenditori tra cui Andrea Recordati, da una parte vendono la quota di maggioranza, e dall’altra investono sul compratore Respighi, la questione è stata sottoposta al cda, che invece l’ha approvata a maggioranza di 6 su 10. I sei consiglieri che hanno giudicato «congruo» il prezzo però, in teoria, sono in conflitto d’interesse, perché espressione dei venditori - che in parte coincidono con il compratore.
L’Opa che partirà il 31 agosto punta a ritirare Recordati dal mercato, e Respighi dopo aver rilevato il pacchetto di controllo (46,8%) ha comprato un 5% delle azioni da Invesco e un altro 5% di derivati da Unicredit, e ha già il 56,8%: basta quindi che un socio su quattro aderisca per arrivare al 66,7% necessario per la fusione. In mancanza, con il 56,8% di fatto Respighi controlla già i due terzi dell’assemblea.
Anche gli analisti giudicano i 51,29 euro offerti insufficienti, con valutazioni fino a 71 euro. Tuttavia in questi mesi nessuno ha costruito posizioni forti per opporsi all’Opa, scongiurare il delisting e spuntare un rilancio. Pertanto ieri la sensazione dei più era che, in un modo o in un altro, Recordati saluterà presto Piazza Affari. Ma se i consiglieri indipendenti, gli advisor, gli analisti e le procedure tra parti correlate, non bastano a tutelare le minoranze forse è un bene che Recordati esca dal listino, per non tornarci mai più.