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Netflix cresce ma delude le attese, titolo in picchiata

(agf)

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Il colosso dello streaming ha perso il 24 per cento da inizio anno, nonostante una trimestrale positiva
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MILANO – I risultati del secondo trimestre di Netflix, e la tiepida crescita attesa per quest’estate, fanno crollare le azioni del colosso dello streaming. Tra aprile e giugno i ricavi del gruppo guidato da Greg Peters e Ted Sarandos sono cresciuti del 13,4% a 12,56 miliardi di dollari (+11% su base organica e un filo sotto le stime degli analisti), mentre l’utile è salito a 3,4 miliardi di dollari (+9%). Peraltro proprio lo scorso marzo, il colosso dell’intrattenimento ha acquisito InterPositive, la casa di produzione cinematografica basata sull’Ia fondata da Ben Affleck, per arricchire la sua libreria di contenuti.

Le attese per luglio settembre deludono gli analisti

Per il trimestre che va da luglio a settembre Netflix si aspetta un aum…

MILANO – I risultati del secondo trimestre di Netflix, e la tiepida crescita attesa per quest’estate, fanno crollare le azioni del colosso dello streaming. Tra aprile e giugno i ricavi del gruppo guidato da Greg Peters e Ted Sarandos sono cresciuti del 13,4% a 12,56 miliardi di dollari (+11% su base organica e un filo sotto le stime degli analisti), mentre l’utile è salito a 3,4 miliardi di dollari (+9%). Peraltro proprio lo scorso marzo, il colosso dell’intrattenimento ha acquisito InterPositive, la casa di produzione cinematografica basata sull’Ia fondata da Ben Affleck, per arricchire la sua libreria di contenuti.

Le attese per luglio settembre deludono gli analisti

Per il trimestre che va da luglio a settembre Netflix si aspetta un aumento del fatturato del’11-12% a 12,86 miliardi di dollari che ha deluso gli investitori. Non solo mancano all’appello almeno 140 milioni di ricavi rispetto alle attese, ma si tratta della crescita più bassa degli ultimi tre anni. Numeri non brillanti a dispetto del lancio di nuove serie e film, tra cui la attesissima terza puntata di Enola Holmes, che avevano lasciato sperare in qualcosa di più.

Nuove forme di ricavi per un mercato competitivo

La società punta a diversificare i suoi ricavi, con l’inserimento della pubblicità e il lancio del nuovo servizio di giochi, ma con 325 milioni di clienti attivi a livello globale – che porta il gruppo nelle case del 21% degli americani (al secondo posto dopo Amazon Prime) – crescere diventa più difficile di fronte alla concorrenza di chi già c’è, come Disney+ o Apple, e chi deve arrivare, come Paramount che ha speso 110 miliardi di dollari per strappare – proprio a Netflix – i contenuti di Warner Bros Discovery.

Morale, anche il settore dello streaming si fa sempre più affollato, e le crescita – seppure a due cifre – per gli analisti è sintomo di un mercato che va stabilizzandosi ed entra in una fase matura. Novità che hanno fatto fare “Ta-Dum” al titolo, crollato ai nuovi minimi dell’anno e pari a una capitalizzazione di 290 miliardi di dollari. Da inizio anno le azioni di Netflix hanno già perso in Borsa il 24% del loro valore.

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