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Paradosso Ets, alle imprese meno rimborsi

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La Commissione ha alzato dal 75 all’80% la percentuale di restituzione dei costi indiretti in bolletta, ma ha ampliato la platea. E siccome il tetto rimane di 600 milioni annui, le aziende riceveranno quote inferiori
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ROMA – Si amplia la platea delle imprese che riceverà i rimborsi per i costi indiretti dell’Ets, e si alza anche la percentuale di compensazione, che passa dal 75 all’80%. Ma le imprese riceveranno di meno: è il paradosso del nuovo regime italiano di compensazione per le imprese energivore, che ieri ha ricevuto il via libera della Commissione europea.

La Commissione europea ha valutato la misura alla luce delle norme Ue sugli aiuti di Stato, in particolare delle linee guida relative all'Ets, concludendo che il regime modificato rispetta tutti i requisiti previsti. In particolare, Bruxelles ritiene che la misura rimanga necessaria e appropriata per sostenere le imprese energivore nell'affrontare l'aumento dei prezzi dell'elettricità ed evitare fenomen…

ROMA – Si amplia la platea delle imprese che riceverà i rimborsi per i costi indiretti dell’Ets, e si alza anche la percentuale di compensazione, che passa dal 75 all’80%. Ma le imprese riceveranno di meno: è il paradosso del nuovo regime italiano di compensazione per le imprese energivore, che ieri ha ricevuto il via libera della Commissione europea.

La Commissione europea ha valutato la misura alla luce delle norme Ue sugli aiuti di Stato, in particolare delle linee guida relative all'Ets, concludendo che il regime modificato rispetta tutti i requisiti previsti. In particolare, Bruxelles ritiene che la misura rimanga necessaria e appropriata per sostenere le imprese energivore nell'affrontare l'aumento dei prezzi dell'elettricità ed evitare fenomeni di delocalizzazione. La Commissione ha inoltre giudicato l'aiuto proporzionato, in quanto limitato allo stretto necessario e con un impatto limitato sulla concorrenza e sugli scambi all'interno dell'Unione europea. Su queste basi, ha approvato la modifica del regime italiano ai sensi delle norme europee sugli aiuti di Stato.

E quindi dal 2026 le compensazioni per i costi in bolletta dell’Ets (che evitano un doppio pagamento, perché quello dell’azienda fornitrice di energia si sommerebbe a quello dell’impresa che la utilizza) si allargano a nuovi settori, come il vetro e la ceramica, e la percentuale di compensazione paga dal 75 all’80%. Ma le aziende riceveranno molto di meno perché esiste un tetto ai rimborsi, di 600 milioni di euro l’anno. In precedenza il tetto si fermava ad appena 140 milioni, poi il governo lo ha aumentato, facendo passare il budget generale, valido fino al 2031, da 1,5 miliardi di euro a 3,6.

Le aziende che hanno diritto al rimborso, che adesso aumentano di numero, dovranno spartirsi però solo quei 600 milioni l’anno: se prima riuscivano a ottenere circa il 70% di quanto speso per l’Ets in bolletta, adesso la quota di ridurrà. Un risultato in contrasto con quanto stabilisce la riforma dell’Ets presentata venerdì scorso dalla Commissione, che dispone che gli Stati debbano redistribuire almeno il 50% dei ricavi dell’Ets a quegli stessi settori dai quali provengono, sotto forma di interventi per la decarbonizzazione. Norme non ancora in vigore, però altri Paesi Ue già adesso sono un po’ più “generosi”, e redistribuiscono per intero la quota autorizzata dei costi indiretti.

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