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Paradosso Ryanair: “Aerei pieni, ma caro cherosene e tariffe basse pesano”. Utile in calo del 34%

Aerei di Ryanair 

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Tra aprile e giugno, la compagnia irlandese ha tenuto i prezzi su livelli contenuti perché le persone, spaventate dalla guerra, andavano incoraggiate all’acquisto. Carburante a 150 dollari al barile, per la parte non coperta da meccanismi assicurativi. Profitti a 538 milioni di euro contro gli 820 milioni dello stesso trimestre del 2025
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ROMA – Un paradosso prende corpo dalle parti di Ryanair. Tra aprile e giugno 2026, la compagnia aerea irlandese viaggia con gli aerei stracolmi. Trasporta alla fine 61,3 milioni di persone, con un 6% in più rispetto all’anno prima.

Al momento di decidere le vacanze, però, i vacanzieri avevano paura della guerra in Medio Oriente e della possibile carenza di cherosene. Quindi compravano il biglietto, in molti casi, soltanto a ridosso della partenza. Per questo motivo, Ryanair ha dovuto abbassare le tariffe medie del 6% per incoraggiare all’acquisto. Ha incassato così il 5% in meno per ogni passeggero (come ricavi).

Alla fine, il vettore registra un utile netto di 538 milioni di euro, in flessione del 34% rispetto agli 820 milioni dello stesso trimestre del 2025.E la tendenza potrebbe confermarsi nei mesi caldi di luglio, agosto e settembre: la domanda non è ancora sostenuta né spensierata e i prezzi dei biglietti, probabilmente, non potranno aumentare.

ROMA – Un paradosso prende corpo dalle parti di Ryanair. Tra aprile e giugno 2026, la compagnia aerea irlandese viaggia con gli aerei stracolmi. Trasporta alla fine 61,3 milioni di persone, con un 6% in più rispetto all’anno prima.

Al momento di decidere le vacanze, però, i vacanzieri avevano paura della guerra in Medio Oriente e della possibile carenza di cherosene. Quindi compravano il biglietto, in molti casi, soltanto a ridosso della partenza. Per questo motivo, Ryanair ha dovuto abbassare le tariffe medie del 6% per incoraggiare all’acquisto. Ha incassato così il 5% in meno per ogni passeggero (come ricavi).

Alla fine, il vettore registra un utile netto di 538 milioni di euro, in flessione del 34% rispetto agli 820 milioni dello stesso trimestre del 2025.E la tendenza potrebbe confermarsi nei mesi caldi di luglio, agosto e settembre: la domanda non è ancora sostenuta né spensierata e i prezzi dei biglietti, probabilmente, non potranno aumentare.

La tempesta petrolifera

Pesa sui conti – tra aprile e giugno 2026 – anche il caro cherosene. Ryanair aveva già bloccato in anticipo il prezzo dell’80% del carburante necessario per questi tre mesi, pagando circa 67 dollari al barile. Sul restante 20%, rimasto scoperto, il prezzo è più che raddoppiato spingendosi fino ai 150 dollari.

La copertura finanziaria e assicurativa ha quindi funzionato come un ombrello. Ma non abbastanza grande da proteggere tutta la compagnia dalla tempesta petrolifera.

Ryanair ha cominciato a proteggersi anche per l’esercizio successivo: il 15% del fabbisogno è già stato acquistato, ma a un prezzo vicino agli 85 dollari.

Pur in un quadro di grandi turbolenze, il vettore irlandese si sente forte, anche in ragione di un indebitamento prossimo alla zero e di una liquidità pari a 2,8 miliardi (a fine giugno). A suo parere, se la cavano peggio svariate compagnie europee che viaggiano verso la vendita o il consolidamento.

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