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Estate 2026, aeroporti, gelati e condizionatori tra i “titoli caldi”

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Gli analisti guardano con favore a De’ Longhi, ma questa volta non per il Pinguino, ad Ariston, per le pompe di calore, e a Lu-ve, per l’accordo nel tech. Occhi anche su Magnum Ice Cream
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Sino a qualche anno fa, agli operatori di Borsa era ben noto il cosiddetto “effetto Pinguino”. Generalmente, nei giorni più caldi dell’estate, succedeva che a Piazza Affari scattassero in avanti anche a doppia cifra le azioni De’ Longhi, gruppo produttore del noto condizionatore. Oggi, in un’estate con temperature record, le fiammate legate all’effetto Pinguino si sono diradate, ma nei giorni scorsi De’ Longhi ha catturato l’attenzione del mercato. Il 16 luglio l’azione è salita del l’8,4% a 40,96 euro dopo che Goldman Sachs ha avviato la copertura con raccomandazione d’acquisto e prezzo obiettivo a 51 euro. Un giudizio basato non tanto sull’esposizione al mercato dei condizionatori quanto piuttosto al caffè espresso, i cui consumi crescono quasi del 10% l’anno a livello globale. E De’ Longhi oggi realizza il 70% dei ricavi (3,8 miliardi nel 2025) grazie alle macchine da caffè.

Sino a qualche anno fa, agli operatori di Borsa era ben noto il cosiddetto “effetto Pinguino”. Generalmente, nei giorni più caldi dell’estate, succedeva che a Piazza Affari scattassero in avanti anche a doppia cifra le azioni De’ Longhi, gruppo produttore del noto condizionatore. Oggi, in un’estate con temperature record, le fiammate legate all’effetto Pinguino si sono diradate, ma nei giorni scorsi De’ Longhi ha catturato l’attenzione del mercato. Il 16 luglio l’azione è salita del l’8,4% a 40,96 euro dopo che Goldman Sachs ha avviato la copertura con raccomandazione d’acquisto e prezzo obiettivo a 51 euro. Un giudizio basato non tanto sull’esposizione al mercato dei condizionatori quanto piuttosto al caffè espresso, i cui consumi crescono quasi del 10% l’anno a livello globale. E De’ Longhi oggi realizza il 70% dei ricavi (3,8 miliardi nel 2025) grazie alle macchine da caffè.

Pure Intermonte, considerata la calda stagione in corso, guarda con favore alle azioni De’ Longhi e aggiunge alla lista Ariston e Lu-ve. La prima, che produce caldaie e condizionatori, a detta della Sim milanese è ben posizionata per beneficiare, soprattutto in Germania, della ripresa del mercato delle pompe di calore, dopo la fase di correzione che aveva seguito la “sbornia” degli incentivi pubblici.

Un discorso a parte merita Lu-ve, che commercializza sistemi di refrigerazione e climatizzazione e che ad aprile ha siglato un accordo pluriennale da oltre 100 milioni con una big del tech di cui non ha rivelato il nome, per la fornitura di soluzioni di raffreddamento per data center. «Ipotizzando il successo della collaborazione e una sua intensificazione», per Intermonte tale accordo potrebbe portare nelle casse di Lu-ve (che per il secondo trimestre del 2026 ha annunciato un fatturato prodotti in crescita a 170 milioni) ricavi in più per 500 milioni nei prossimi quattro o cinque anni.

Un altro dei titoli che in passato ha beneficiato della colonnina di mercurio sopra i 30 gradi è Campari. Il motivo è che in estate tendono ad aumentare le occasioni di bevute e aperitivi all’aperto. Quest’anno, però, le temperature sono eccessive. E se a ciò si aggiunge un contesto globale di consumi di alcol in flessione, si comprende perché le azioni Campari a Piazza Affari abbiano ceduto oltre l’8% nell’ultimo anno (con un crollo verticale a maggio).

Tra i titoli collegati alla stagione estiva e al turismo, ci sono poi Alpitour, non direttamente quotato ma inserito nel gruppo Tamburi investment partners, I Grandi Viaggi e Kaleon, che gestisce le isole Borromee.

Osservati speciali sono anche i titoli degli aeroporti di Bologna e del sistema toscano (Amerigo Vespucci di Firenze e Galileo Galilei di Pisa). Toscana Aeroporti, nei giorni scorsi, si è riportata vicino ai massimi storici, sopra quota 19 euro ad azione, dopo l’annuncio di avere raggiunto il record dei passeggeri per il mese di giugno, sopra 1 milione. Una soglia superata anche dallo scalo di Bologna, che per lo stesso mese ha annunciato quasi 1,1 milioni di passeggeri ma che nei giorni scorsi è finito al centro delle cronache per i ritardi nella consegna di carburante a uno dei principali fornitori. Una conseguenza della crisi mediorientale, che in generale continua a farsi avvertire sul settore dei viaggi.

Tra i titoli protagonisti dell’estate 2026 c’è poi chi guarda ai gelati di The Magnum Ice Cream Company. Sbarcato a dicembre alla Borsa di Amsterdam come spinoff di Unilever al prezzo di riferimento di 12,8 euro, oggi il gruppo viaggia sopra 16 euro ad azione, sempre più lontano dai minimi di aprile in area 11.

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