ROMA - La curva sale ancora. Senza sosta. Dopo aver sfondato mercoledì scorso i 2 euro, il prezzo medio del gasolio in modalità self-service in città si avvicina a 2,1. Ieri, come si evince dai dati del ministero delle Imprese, l’asticella si è fermata poco sotto (2,091).
Al netto del valore assoluto, per capire perché il raggiungimento della nuova soglia rappresenterebbe un’escalation dei rincari bisogna riavvolgere il nastro. Al 18 marzo, quando il Consiglio dei ministri si è riunito a palazzo Chigi per approvare il taglio delle accise sui carburanti in scia all’impennata del petrolio causata dalla guerra in Iran. Quel giorno un litro di diesel costava 2,103 euro. Un livello critico che indusse appunto il governo a varare gli sconti, poi prorogati di volta in volta fino al 3 luglio seppure con importi decrescenti.
A differenza di allora, però, l’esecutivo resta adesso su una posizione attendista. A ieri sera, infatti, non era stato messo in conto il ripristino dell’intervento per ca…
ROMA - La curva sale ancora. Senza sosta. Dopo aver sfondato mercoledì scorso i 2 euro, il prezzo medio del gasolio in modalità self-service in città si avvicina a 2,1. Ieri, come si evince dai dati del ministero delle Imprese, l’asticella si è fermata poco sotto (2,091).
Al netto del valore assoluto, per capire perché il raggiungimento della nuova soglia rappresenterebbe un’escalation dei rincari bisogna riavvolgere il nastro. Al 18 marzo, quando il Consiglio dei ministri si è riunito a palazzo Chigi per approvare il taglio delle accise sui carburanti in scia all’impennata del petrolio causata dalla guerra in Iran. Quel giorno un litro di diesel costava 2,103 euro. Un livello critico che indusse appunto il governo a varare gli sconti, poi prorogati di volta in volta fino al 3 luglio seppure con importi decrescenti.
A differenza di allora, però, l’esecutivo resta adesso su una posizione attendista. A ieri sera, infatti, non era stato messo in conto il ripristino dell’intervento per calmierare i costi alla pompa. Negli scorsi giorni il titolare del Mimit Adolfo Urso aveva ipotizzato uno schema alternativo: stop agli aiuti a pioggia, al loro posto sostegni selettivi per imprese e famiglie a basso reddito. L’idea, tuttavia, non avrebbe il placet di palazzo Chigi.
Per ora – è la linea – si va avanti con il monitoraggio dei prezzi praticati alla pompa. E guardando allo Stretto di Hormuz. Non senza preoccupazione per un traffico a singhiozzo che rischia di mantenere i listini elevati nelle settimane del grande esodo estivo. Il timore è che il caos globale si traduca in una stangata sulle vacanze degli italiani. I prezzi che si stanno registrando nei distributori dislocati lungo le autostrade sono la cartina di tornasole di un rischio crescente: sempre ieri, infatti, il prezzo medio self è stato di 2,164 euro per il gasolio, mentre la benzina è salita fino a 2,025 euro (1,935 lungo la rete stradale). La soglia critica dei 2,1 euro qui è stata già oltrepassata.
Se il governo si mostra attendista, le associazioni dei consumatori denunciano invece una situazione «insostenibile». Il Codacons stima un aumento di 20,9 centesimi per il prezzo medio del gasolio sulla rete ordinaria rispetto ai livelli del 3 luglio, quando è scaduto il taglio delle accise. I prezzi della verde sono saliti di 13,2 centesimi. In autostrada, invece, un litro di diesel costa 19,6 centesimi in più. Dal singolo litro al pieno: + 10,4 euro in più rispetto all’inizio del mese per il gasolio (+9,8 euro in autostrada), mentre il rifornimento della verde costa 6,6 euro in più.
Nel mirino dei consumatori finisce anche l’app “Osservaprezzi carburanti” per orientarsi nella ricerca dei distributori più convenienti. «Così non serve», dice Massimiliano Dona, presidente dell’Unc. Secondo l’associazione, una volta preimpostato il raggio di ricerca, che arriva al massimo a 10 chilometri, l’applicazione dovrebbe mostrare subito, in automatico, i 3-5 prezzi più convenienti utilizzando la posizione Gps rispetto al carburante preferito e «non fare apparire i prezzi medi regionali, che invece non solo non servono a niente ma sono addirittura fuorvianti, o far vedere un elenco spropositato di distributori, elenco nel quale non compare nemmeno il prezzo praticato».
Critica anche Assoutenti: «Troppi impianti non comunicano in modo regolare i prezzi alla pompa praticati sulla rete, impedendo così agli automobilisti di scegliere i distributori più convenienti». Da qui l’appello al ministero: «Corra ai ripari».