Var Energi-BlueNord: il patto scandinavo rafforza il socio Eni
di Flavio BiniUna piattaforma di Var Energi, società a maggioranza Eni, nel Mare del Nord
MILANO – Nozze scandinave nel settore Oil&Gas. Var Energi, società quotata a Oslo controllata al 63% da Eni, e la compagnia petrolifera norvegese BlueNord hanno raggiunto un accordo per la fusione delle loro attività.
A conclusione dell’operazione, del valore di circa 1,3 miliardi, Var Energi diventerà così il più grande produttore indipendente di petrolio e gas in Europa puntando a una produzione giornaliera di lungo termine di 450 mila barili al giorno.
Fusione sì, ma certo non tra pari considerando che l’apporto di BlueNord è circa 45 mila barili al giorno e la società capitalizza alla Borsa norvegese un decimo, 13 miliardi di corone, rispetto a Var Energi, che invece ne vale 116,58, pari a circa 12 miliardi di dollari. Un’operazione, il cui closing è atteso per fine 2026, in parte cash e in parte carta e il cui valore complessivo supera quota 1,4 miliardi di dollari.
MILANO – Nozze scandinave nel settore Oil&Gas. Var Energi, società quotata a Oslo controllata al 63% da Eni, e la compagnia petrolifera norvegese BlueNord hanno raggiunto un accordo per la fusione delle loro attività.
A conclusione dell’operazione, del valore di circa 1,3 miliardi, Var Energi diventerà così il più grande produttore indipendente di petrolio e gas in Europa puntando a una produzione giornaliera di lungo termine di 450 mila barili al giorno.
Fusione sì, ma certo non tra pari considerando che l’apporto di BlueNord è circa 45 mila barili al giorno e la società capitalizza alla Borsa norvegese un decimo, 13 miliardi di corone, rispetto a Var Energi, che invece ne vale 116,58, pari a circa 12 miliardi di dollari. Un’operazione, il cui closing è atteso per fine 2026, in parte cash e in parte carta e il cui valore complessivo supera quota 1,4 miliardi di dollari.
Gli azionisti
Come corrispettivo della fusione infatti, gli azionisti di BlueNord riceveranno 248,4 milioni di nuove azioni Var Energi (del valore di circa 1,25 miliardi di dollari ai prezzi di chiusura di ieri) e 1,964 miliardi di corone norvegesi, pari a 204 milioni di dollari, in contanti.
Nel nuovo assetto, gli attuali azionisti di Var Energi deterranno circa il 90,95% delle azioni in circolazione, mentre gli azionisti di BlueNord deterranno circa il 9,05%. Visti i diversi rapporti di forza tra le due società il matrimonio diluisce solo leggermente la quota di Eni, che post fusione scenderà al 57,3%.
«Questa operazione rappresenta una pietra miliare significativa nel percorso di crescita di Var Energi, dando vita al più grande produttore indipendente di petrolio e gas in Europa, con un obiettivo di produzione a lungo termine di circa 450.000 barili al giorno», ha affermato l’amministratore delegato di Var Energi, Nick Walker.
“Dimensioni significative”
«La fusione con Var Energi crea una società del Mare del Nord dotata di dimensioni e resilienza significative. Una società che prosegue ciò che BlueNord ha sempre rappresentato: una fornitura affidabile di energia all’Europa e rendimenti rilevanti per gli azionisti», ha detto invece Euan Shirlaw, amministratore delegato di BlueNord.
Molto positiva la reazione del mercato. Al termine della seduta ad Oslo i titoli Var Energi hanno chiuso guadagnando il 7,09%, forte anche dei risultati trimestrali comunicati ieri, con l’utile netto quadruplicato a 839 milioni di dollari nel secondo quarto dell’anno. Bene anche BlueNord, in crescita del 6,92%. Advisor dell’operazione sono SB1 Markets, Barclays, Schjødt e KPMG per Var Energi; Jefferies, BAHR e Gorrissen Federspiel per BlueNord.