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Caro energia, subito sette miliardi. Il governo vuole anticipare la spesa

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Allo studio due decreti per sfruttare la flessibilità Ue prima della prossima legge finanziaria
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ROMA - Subito sette miliardi. Da spendere in autunno, prima della manovra. Per aiutare le famiglie e le imprese contro il caro energia, il governo valuta di sfruttare il prima possibile la flessibilità sugli investimenti green proposta dall’Europa.

Il piano, ancora in valutazione, recita così: appena il Consiglio europeo darà il via libera all’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, che permette di sforare temporaneamente dalla traiettoria della spesa concordata con Bruxelles, verrà chiesta al Parlamento l’autorizzazione per procedere con lo scostamento di bilancio che serve a liberare le risorse.

Sfruttando quest’anno uno spazio pari allo 0,3% del Pil (circa 6,8 miliardi) si procederebbe poi con due decreti aiuti. Il perimetro delle misure è ancora da definire, ma fonti dell’esecutivo assicurano che sarebbero comunque tutte in linea con le indicazioni fornite dalla Commissione Ue. Quindi, tra gli altri, anche incentivi per promuovere l’acquisto di auto elettriche o l’in…

ROMA - Subito sette miliardi. Da spendere in autunno, prima della manovra. Per aiutare le famiglie e le imprese contro il caro energia, il governo valuta di sfruttare il prima possibile la flessibilità sugli investimenti green proposta dall’Europa.

Il piano, ancora in valutazione, recita così: appena il Consiglio europeo darà il via libera all’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, che permette di sforare temporaneamente dalla traiettoria della spesa concordata con Bruxelles, verrà chiesta al Parlamento l’autorizzazione per procedere con lo scostamento di bilancio che serve a liberare le risorse.

Sfruttando quest’anno uno spazio pari allo 0,3% del Pil (circa 6,8 miliardi) si procederebbe poi con due decreti aiuti. Il perimetro delle misure è ancora da definire, ma fonti dell’esecutivo assicurano che sarebbero comunque tutte in linea con le indicazioni fornite dalla Commissione Ue. Quindi, tra gli altri, anche incentivi per promuovere l’acquisto di auto elettriche o l’installazione dei pannelli solari.

L’idea di procedere con la spesa extra già nei prossimi mesi nasce dalla volontà di dare subito un segnale. Se si scegliesse la strada della manovra – l’altra opzione al vaglio – i fondi sarebbero disponibili solo nel 2027. A cascata, la flessibilità residua, pari a un altro 0,3% del Pil, slitterebbe al 2028: il rischio è lasciare un “tesoretto” in eredità al centrosinistra, se dovesse prevalere nelle urne.

Ecco perché, nello schema allo studio, il margine complessivo dello 0,6% (circa 14 miliardi) verrebbe sfruttato quest’anno e il prossimo.

Intanto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti assicura che la maggiore spesa per energia e difesa non comporterà tagli ad altre voci di bilancio. Durante il question time alla Camera, il titolare del Tesoro ha lanciato anche un messaggio rassicurante sull’andamento dell’economia. Così: «Non si va a picco».

I problemi però non mancano. Come il caro carburanti. I prezzi di benzina e diesel sono sui livelli di metà marzo, quando il governo intervenne per calmierare i costi al distributore. Giorgetti assicura che sarà «valutato» il meccanismo delle accise mobili (l’utilizzo dell’extragettito Iva per abbassare i prezzi ndr), ma «al momento» – spiega – le risorse «non le ho». Se ne parlerà oggi pomeriggio alla riunione del Consiglio dei ministri.

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