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Google favorisce i suoi servizi, multa da 890 milioni. Gli Usa all’Ue: tregua su dazi a rischio

Nel mirino della Commissione i risultati di Search e le restrizioni agli sviluppatori sul Play Store. Greer, ministro al Commercio: “Prese di mira nostre imprese più competitive”. La società americana, che ha 60 giorni per adeguarsi, respinge le accuse: a rischio prezzi in tempo reale e prenotazioni dirette
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ROMA – Bruxelles non arretra davanti alle proteste di Trump e decide la quarta multa miliardaria ai danni di Google in 9 anni. Nel pieno delle tensioni commerciali tra le due sponde dell’Atlantico, la Commissione Ue infligge stavolta un’ammenda da 890 milioni.

E la risposta americana non si fa attendere. Jamesion Greer, “ministro” per il Commercio dell’amministrazione Trump, definisce “a rischio” la pace commerciale tra gli Stati Uniti e l’Europa.

L’accusa dell’Ue a Google è di avere violato il Digital Markets Act, la legge che impone regole stringenti ai giganti della Rete. La prima multa, da 460 milioni, tocca il cuore dell’impero Google: il suo motore di ricerca.

Secondo Bruxelles, Google ha favorito i propri servizi — Google Shopping, Google Hotels e Google Flights — a danno dei concorrenti. Quando un cittadino cercava un albergo, un volo o un prodotto, non vedeva necessariamente per prima l’offerta migliore. Vedeva spesso quella riconducibile alla società che controlla il motore …

ROMA – Bruxelles non arretra davanti alle proteste di Trump e decide la quarta multa miliardaria ai danni di Google in 9 anni. Nel pieno delle tensioni commerciali tra le due sponde dell’Atlantico, la Commissione Ue infligge stavolta un’ammenda da 890 milioni.

E la risposta americana non si fa attendere. Jamesion Greer, “ministro” per il Commercio dell’amministrazione Trump, definisce “a rischio” la pace commerciale tra gli Stati Uniti e l’Europa.

L’accusa dell’Ue a Google è di avere violato il Digital Markets Act, la legge che impone regole stringenti ai giganti della Rete. La prima multa, da 460 milioni, tocca il cuore dell’impero Google: il suo motore di ricerca.

Secondo Bruxelles, Google ha favorito i propri servizi — Google Shopping, Google Hotels e Google Flights — a danno dei concorrenti. Quando un cittadino cercava un albergo, un volo o un prodotto, non vedeva necessariamente per prima l’offerta migliore. Vedeva spesso quella riconducibile alla società che controlla il motore di ricerca.

Il negozio di Android

La seconda sanzione, da 430 milioni, colpisce Google Play, il negozio dal quale gli utenti Android scaricano app e giochi. Google avrebbe ostacolato gli sviluppatori che volevano informare i clienti dell’esistenza di offerte alternative, meno costose, disponibili sui loro siti o in altri negozi digitali.

Google ha 60 giorni per adeguare i suoi comportamenti alle regole Ue. Se non lo farà, potrà essere colpita da penalità fino al 5% del suo fatturato medio giornaliero mondiale.

Molto forte è la reazione dell’amministrazione Trump. Jamesion Greer bolla l’ammenda come “un rischio reale per la continuazione della stabilità transatlantica in materia di commercio”, e parla anche di un “approccio sempre più aggressivo contro le aziende tecnologiche statunitensi".

Jamesion Greer (afp)

“Azioni irragionevoli”

E ancora: la multa odierna si aggiungerebbe ad altre due azioni da parte dell'esecutivo Ue relativi al sistema operativo Android e ai servizi di ricerca di Google “che comportano seri rischi per la privacy e la sicurezza degli utenti, rappresentano un trasferimento forzato di tecnologia e un furto di proprietà intellettuale de facto, imponendo sanzioni finanziarie irragionevoli”.

“Le varie multe dell'Ue a Google da sole ammontano a oltre il 2% del bilancio comunitario, un contributo al bilancio maggiore di quello di molti Stati membri dell’Unione europea”.

“Bruxelles sostiene spesso di cercare stabilità e prevedibilità nelle nostre relazioni commerciali, ma queste azioni stanno creando un'enorme incertezza per le esportazioni statunitensi di beni e servizi verso l'Europa”.

“Necessaria una tregua”

Conclude Greer: “Stiamo cercando di risolvere le nostre preoccupazioni riguardo al Digital Markets Act e ad altre azioni attraverso un dialogo responsabile e costruttivo. Ma un vero dialogo può avvenire solo durante una tregua”.

Anche la società a stelle e strisce risponde duramente. Secondo Kent Walker, presidente degli Affari globali di Google e della casa madre Alphabet, l’Europa non è garante della vera concorrenza. Semmai ingenera un peggioramento forzato dei prodotti, perché strumento di un piccolo gruppo di concorrenti interessati.

“Un danno ai consumatori”

A pagarne il prezzo, sostiene, sarebbero le imprese e i consumatori. La società avverte che, per rispettare il Digital Markets Act, sarebbe costretta a eliminare funzioni popolari: i prezzi mostrati in tempo reale, la disponibilità immediata di camere e voli, le informazioni sui ristoranti, collegamenti diretti ai siti di alberghi e compagnie aeree.

Il rischio è che l’utente debba compiere più passaggi e più pagine prima di trovare ciò che cerca.

Secondo Google, il Play Store è uno spazio commerciale garantito dove sono offerte solo app di comprovata affidabilità. Fuori da questo recinto protetto, l’utente sarebbe esposto al rischio di scaricare applicazioni nefaste e illegali.

I precedenti

Quarta multa in 9 anni, dunque. Nel 2017 la Commissione sanzionò Google per 2,42 miliardi per avere favorito Google Shopping (sanzione confermata). Nel 2018 ammenda da 4,34 miliardi per le restrizioni imposte attraverso Android, poi ridotti dai giudici a 4,125 miliardi.

Nel 2019 furono inflitti 1,49 miliardi per le clausole di AdSense. La multa è stata annullata dal Tribunale Ue, ma la Commissione ha presentato ricorso.

Nel 2025 Google è stata bersaglio di un’ulteriore multa da 2,95 miliardi per avere favorito i propri strumenti nella pubblicità digitale. Decisione non ancora confermata definitivamente dai giudici. In 9 anni, il conto europeo per il colosso americano raggiunge circa 10,38 miliardi.

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