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San Pellegrino, Levissima e Panna, Nestlé verso la cessione del 50% delle acque

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Il gigante svizzero pronto all’operazione con il fondo californiano Platinum Nella divisione anche il brand Perrier
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MILANO – Il destino di San Pellegrino e Perrier si allontana sempre di più da Nestlé. Secondo quanto anticipato dal Financial Times, il gigante svizzero sarebbe vicino a cedere una quota del 50% della divisione acque al gruppo di private equity Platinum Equity, valutando l’intera unità cinque miliardi di euro.L’operazione dovrebbe prevedere la creazione di una joint venture paritetica, e arriva al termine di un processo avviato già nel 2024 per la separazione della divisione acque dal resto del gruppo, con la creazione di una business unit autonoma. Un’attività che il nuovo amministratore delegato Philipp Navratil questa primavera ha annunciato apertamente di volere cedere, se non integralmente, almeno parzialmente. In corsa come possibili nuovi soci, negli ultimi mesi si erano fatti i nomi di Kkr, del fondo francese Pai Partners e di Clayton Dubilier & Rice (CD&R), ma in partita alla fine è rimasto solo Platinum Equity. Contattata da Repubblica, Nestlé non ha voluto commentar…

MILANO – Il destino di San Pellegrino e Perrier si allontana sempre di più da Nestlé. Secondo quanto anticipato dal Financial Times, il gigante svizzero sarebbe vicino a cedere una quota del 50% della divisione acque al gruppo di private equity Platinum Equity, valutando l’intera unità cinque miliardi di euro.L’operazione dovrebbe prevedere la creazione di una joint venture paritetica, e arriva al termine di un processo avviato già nel 2024 per la separazione della divisione acque dal resto del gruppo, con la creazione di una business unit autonoma. Un’attività che il nuovo amministratore delegato Philipp Navratil questa primavera ha annunciato apertamente di volere cedere, se non integralmente, almeno parzialmente. In corsa come possibili nuovi soci, negli ultimi mesi si erano fatti i nomi di Kkr, del fondo francese Pai Partners e di Clayton Dubilier & Rice (CD&R), ma in partita alla fine è rimasto solo Platinum Equity. Contattata da Repubblica, Nestlé non ha voluto commentare l’indiscrezione.

Guidata dal suo fondatore, il milionario Tom Gores, proprietario anche dei Detroit Pistons nel campionato Nba, Platinum Equity ha sede in California e gestisce circa 48 miliardi di dollari di asset. Tra i suoi investimenti figurano anche altre aziende del settore dei beni di consumo, tra cui il produttore europeo di biscotti Biscuit International e il gruppo lattiero-caseario Horizon Organic.Secondo i dati del bilancio 2025 di Nestlé, il business delle acque ha realizzato ricavi per 3,548 miliardi di franchi svizzeri, pari a circa il 4% del fatturato complessivo del gruppo elvetico, e un utile operativo sottostante di 322 milioni, con un margine del 9,1%. L’operazione si inserisce comunque in un più ampio tentativo del colosso alimentare di semplificare la propria organizzazione. Il gruppo sarebbe alla ricerca di un possibile acquirente nel settore di vitamine e integratori e in passato si è già appoggiato a partner esterni per il controllo di alcune attività. Al momento Nestlé gestisce insieme a PAI sia il business dei gelati nella joint venture Froneri, proprietaria tra gli altri anche del marchio Haagen-Dazs, sia quello europeo delle pizze surgelate.Lo stesso settore delle acque già nel 2021 era stato oggetto di «sfoltimento», con la multinazionale che aveva ceduto per 4,3 miliardi di dollari alla società di private equity One Rock Capital il business del settore in Nord America, con in portafoglio marchi come Poland Spring e Pure Life. Oggi Nestlé Waters include alcune delle acque più vendute in Europa: oltre a San Pellegrino e Perrier, anche Acqua Panna, Levissima e un lungo elenco di marchi regionali.

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