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Autostrade, profitti in calo per il miliardo di investimenti

Nel primo semestre i ricavi aumentano del 2%. Il traffico sulla rete rimane stabile
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MILANO – Autostrade per l’Italia chiude il primo semestre con ricavi da pedaggi in crescita (+3%), ma i costi della manutenzione delle strade e dei viadotti aumentano ancora di più (+16%) e pertanto l’utile netto diminuisce del 27% a 378 milioni di euro.

Investimenti per mettere in sicurezza la rete

Tra gennaio e giugno il gruppo presieduto da Antonino Turicchi e guidato da Arrigo Giana ha visto il traffico sulla sua rete crescere dello 0,1%, con un peggioramento nel secondo trimestre influenzato dal contesto economico e geopolitico. Morale nel semestre i ricavi da pedaggi salgono del 3% a 1,99 miliardi, mentre il fatturato consolidato si attesta a 2,21 miliardi (+2%). Gli investimenti nella rete sono stati pari a 1,1 miliardi (tra cui i costi di manutenzione sono saliti del 16% a 258 milioni). L…

MILANO – Autostrade per l’Italia chiude il primo semestre con ricavi da pedaggi in crescita (+3%), ma i costi della manutenzione delle strade e dei viadotti aumentano ancora di più (+16%) e pertanto l’utile netto diminuisce del 27% a 378 milioni di euro.

Investimenti per mettere in sicurezza la rete

Tra gennaio e giugno il gruppo presieduto da Antonino Turicchi e guidato da Arrigo Giana ha visto il traffico sulla sua rete crescere dello 0,1%, con un peggioramento nel secondo trimestre influenzato dal contesto economico e geopolitico. Morale nel semestre i ricavi da pedaggi salgono del 3% a 1,99 miliardi, mentre il fatturato consolidato si attesta a 2,21 miliardi (+2%). Gli investimenti nella rete sono stati pari a 1,1 miliardi (tra cui i costi di manutenzione sono saliti del 16% a 258 milioni). La sicurezza delle infrastrutture per utenti e lavoratori resta infatti la priorità del gruppo controllato da Cdp (44,9% del capitale sociale) e partecipato dai fondi Blackstone (21,57%) e Macquarie (21,57%).

Tuttavia, grazie a un attento controllo degli altri costi, tra cui quelli del personale (scesi del 6% a 258 milioni) il margine operativo lordo è salito dell’1% a 1,28 miliardi. I maggiori ammortamenti sulla rete (+16%), hanno però fatto calare l’utile operativo dell’8% a 757 milioni di euro, e a cascata l’utile netto di pertinenza del gruppo si è ridotto del 27% a 378 milioni.

Aumentano i filussi di cassa ma anche il debito

Nonostante flussi di cassa in aumento del 4% a 878 milioni l’indebitamento netto a fine giugno è salito a 11,1 miliardi (328 milioni in più rispetto a fine anno) con interessi in aumento del 5% a 206 milioni rispetto allo stesso periodo 2025, sempre a causa degli investimenti effettuati nel semestre. Tra questi c’è stato l’allungamento della tangenziale di Modena, le attività propedeutiche al tunnel sub portuale di Genova, l’ampliamento della A1 tra Firenze sud e Incisa e la riqualifica del tratto tra Barberino e Firenze Nord.

Il traffico dell’intero anno atteso in crescita dello 0,5%

Per l’anno in corso, alla luce dei risultati del primo semestre e dell’aumento dei costi dell’energia, Autostrade stima che i volumi del traffico sulla rete possano crescere dello 0,5%, (e quindi in accelerazione rispetto al +0,1% tra gennaio e giugno), anche se molto dipenderà dalle evoluzioni del contesto economico e geopolitico. Tuttavia nel prossimo semestre aumenteranno anche gli investimenti nella manutenzione e nell’ampliamento della rete che per l’intero 2026 sono stimati a quota 2,4 miliardi di euro (rispetto agli 1,1 miliardi del primo semestre). Lavori che Aspi potrà finanziare con le linee già negoziate e non utilizzate (che a giugno erano pari a 4,68 miliardi) in attesa che la Commissione Ue si pronunci sul Pef, che è stato sottoposto al vaglio di Bruxelles lo scorso marzo.

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