Commerz si arrende a Unicredit: “Rapporti di forza chiari, ora dialogo costruttivo”
di Carlotta ScozzariJens Weidmann EPA/CARSTEN KOALL
MILANO – Cade anche una delle ultime resistenze alla scalata di Commerzbank da parte di Unicredit. Dopo che già di recente il governo tedesco aveva deposto l'ascia di guerra dicendosi disposto ad aprire una trattativa, anche il presidente del consiglio di sorveglianza di Commerz, Jens Weidmann, cambia idea. E in una intervista al quotidiano Handelsblatt si dice pronto a "dialoghi costruttivi" con Unicredit circa il futuro dell'istituto di credito tedesco, dove il gruppo italiano si è portato appena sotto il 50% del capitale.
"Anche se avremmo voluto che andasse diversamente, i rapporti di maggioranza alla prossima assemblea generale sono chiari", ha preso atto Weidmann. "Ora si tratta di definire, attraverso colloqui costruttivi, i punti chiave per i dipendenti, gli azionisti e i clienti della banca", ha aggiunto. Insomma, scende a più miti consigli anche uno dei più fieri oppositori della strategia della banca guidata da Andrea Orcel. Ancora lo scorso maggio, in occasione dell'assemb…
MILANO – Cade anche una delle ultime resistenze alla scalata di Commerzbank da parte di Unicredit. Dopo che già di recente il governo tedesco aveva deposto l'ascia di guerra dicendosi disposto ad aprire una trattativa, anche il presidente del consiglio di sorveglianza di Commerz, Jens Weidmann, cambia idea. E in una intervista al quotidiano Handelsblatt si dice pronto a "dialoghi costruttivi" con Unicredit circa il futuro dell'istituto di credito tedesco, dove il gruppo italiano si è portato appena sotto il 50% del capitale.
"Anche se avremmo voluto che andasse diversamente, i rapporti di maggioranza alla prossima assemblea generale sono chiari", ha preso atto Weidmann. "Ora si tratta di definire, attraverso colloqui costruttivi, i punti chiave per i dipendenti, gli azionisti e i clienti della banca", ha aggiunto. Insomma, scende a più miti consigli anche uno dei più fieri oppositori della strategia della banca guidata da Andrea Orcel. Ancora lo scorso maggio, in occasione dell'assemblea dell'istituto tedesco, Weidmann aveva raccomandato agli azionisti: "Non accettate l'offerta di Unicredit".
Non è la prima volta che Weidmann fa retromarcia. Era già accaduto negli anni Dieci, quando da presidente della Bundesbank si era scagliato contro il programma monetario Quantitative easing di Mario Draghi, all'epoca numero uno della Bce, salvo poi cambiare idea.
Tornando a Unicredit, auspica colloqui "diretti e costruttivi" anche Boris Rhein, governatore dell'Assia, il land dove ha sede Commerz. Rhein ha spiegato a Reuters che Orcel è già a conoscenza delle sue "chiare aspettative, che includono, tra le altre cose, l'impegno a mantenere la sede centrale a Francoforte, a salvaguardare i posti di lavoro chiave e a garantire la disponibilità a lungo termine di finanziamenti per le piccole e medie imprese". "Comprendo e rispetto le sue aspettative", è stata la replica di Orcel, che ha spiegato di sostenere "pienamente" l'appello "per un dialogo diretto", dicendosi pronto a confrontarsi con il governo federale tedesco.
Nelle ore precedenti, dopo i risultati semestrali, Orcel aveva ricordato che Unicredit ha "ottenuto il controllo" di Commerz "senza fare alcuna concessione". Ora la situazione è chiara, ma "non sappiamo quali siano le intenzioni del governo e quali quelle dei rappresentanti dei lavoratori". In ogni caso, in base a quanto "abbiamo capito, non credo che avremo difficoltà a raggiungere un accordo che sia nel miglior interesse di entrambe le parti", ha dichiarato il numero uno di Unicredit.