Emergenze a bordo, Ita addestra gli equipaggi con visori, realtà virtuale e bracci robotici
di Aldo FontanarosaROMA – Un assistente di volo deve aprire la porta di un aereo e quelle sopra le ali con precisione e velocità: in condizioni normali, in quelle anomale e soprattutto in casi di grave emergenza come incendi e ammaraggi.
Per questo motivo, Ita Airways insiste molto sull’addestramento degli equipaggi e investe adesso su un dispositivo d’avanguardia che sta utilizzando, prima compagnia in Europa e tra le prime al mondo.
Si chiama Robot Arm. Questo braccio robotico, opera della società danese AirVR, simula il peso reale della porta, la resistenza della maniglia e i meccanismi di bloccaggio. Nello stesso tempo, durante l’addestramento, l’assistente di volo indossa un visore 3D.
EMERGENZA AEREA, UN ROBOT AIUTA ITA
Un risparmio economico
In questo modo, attraverso la realtà virtuale, l’assistente si ritrova immerso in condizioni anche emergenziali: un incendio a bordo, un atterr…
ROMA – Un assistente di volo deve aprire la porta di un aereo e quelle sopra le ali con precisione e velocità: in condizioni normali, in quelle anomale e soprattutto in casi di grave emergenza come incendi e ammaraggi.
Per questo motivo, Ita Airways insiste molto sull’addestramento degli equipaggi e investe adesso su un dispositivo d’avanguardia che sta utilizzando, prima compagnia in Europa e tra le prime al mondo.
Si chiama Robot Arm. Questo braccio robotico, opera della società danese AirVR, simula il peso reale della porta, la resistenza della maniglia e i meccanismi di bloccaggio. Nello stesso tempo, durante l’addestramento, l’assistente di volo indossa un visore 3D.
EMERGENZA AEREA, UN ROBOT AIUTA ITA
Un risparmio economico
In questo modo, attraverso la realtà virtuale, l’assistente si ritrova immerso in condizioni anche emergenziali: un incendio a bordo, un atterraggio di fortuna su piste non ordinarie, l’ammaraggio.
La realtà virtuale riproduce anche i suoni realistici dell'ambiente di volo, in modo che l’assistente possa operare in un contesto del tutto realistico anche sotto questo profilo, mentre gli avvisi sonori partono ad alto volume.
Spiega Marzio Caneva, responsabile delle Operazioni (come Coo) a Ita Airways: “Di norma, i vettori formano gli assistenti di volo su aerei reali che vengono parcheggiati in aree protette degli scali. Usare un aereo vero, però, non è economico perché il velivolo viene sottratto alle normali attività di viaggio”.
I simulatori tradizionali
“Un’altra soluzione è utilizzare un simulatore di volo tradizionale, che riproduca in scala 100 a 100 una porzione reale dell’aeromobile. In questo caso, diventa difficile simulare le situazioni di emergenza come invece fa il braccio robotico che stiamo usando adesso, supportato dalla realtà virtuale”.
Aggiunge Caneva: “A ogni sessione di addestramento, il nostro braccio robotico acquisisce tutti i dati sulla prova dell’assistente di volo. In questo modo, abbiamo la certezza che il test sia andato bene. Siamo in condizioni di fornire consigli, in modo mirato, per migliorare la prova successiva”.
La reazione dei dipendenti
Ecco Fabrizio Vivaldi, responsabile dell’addestramento degli equipaggi: “Il nostro personale sta accogliendo con favore queste tecnologie innovative. C’è entusiasmo negli assistenti giovani, che lavorano con noi da poche settimane. I dipendenti meno giovani sono consapevoli che strumenti simili permettono di lavorare nel segno della sicurezza e della tranquillità”.
Il braccio robotico e il visore sono stati esaminati e approvati dall'Enac, l’autorità nazionale che vigila sulla sicurezza del volo in Italia.
In dettaglio, Ita li impiega per l'addestramento all’utilizzo delle porte e delle uscite sopra l'ala degli aeromobili Airbus A220, e sulle porte di uscita dell'Airbus A321neo. Potrà estendere in futuro la simulazione anche ad altri aeromobili della flotta.