MILANO – Poste chiude il primo semestre con ricavi in crescita del 6% a 6,8 miliardi, un utile operativo record a 1,8 miliardi (+7%) e profitti netti su del 4% a 1,2 miliardi. Con la semestrale – che è leggermente sopra le attese e anche dei target di metà anno - il gruppo ha inoltre confermato gli obiettivi 2026 (tra cui l’Ebit a 3,4 miliardi), compreso il dividendo (superiore al 70% dei 2,3 miliardi di profitti attesi), a prescindere dall’esito dell’offerta in corso su Telecom Italia. «I risultati dimostrano che la strategia di Poste sta dando importanti risultati – spiega l’ad Matteo Del Fante - con il quinto consecutivo record dei risultati semestrali, grazie a un business model e una piattaforma diversificata e integrata».
La crescita dei ricavi è stata …
MILANO – Poste chiude il primo semestre con ricavi in crescita del 6% a 6,8 miliardi, un utile operativo record a 1,8 miliardi (+7%) e profitti netti su del 4% a 1,2 miliardi. Con la semestrale – che è leggermente sopra le attese e anche dei target di metà anno - il gruppo ha inoltre confermato gli obiettivi 2026 (tra cui l’Ebit a 3,4 miliardi), compreso il dividendo (superiore al 70% dei 2,3 miliardi di profitti attesi), a prescindere dall’esito dell’offerta in corso su Telecom Italia. «I risultati dimostrano che la strategia di Poste sta dando importanti risultati – spiega l’ad Matteo Del Fante - con il quinto consecutivo record dei risultati semestrali, grazie a un business model e una piattaforma diversificata e integrata».
La crescita dei ricavi è stata infatti alimentata da tutte le attività, dai pacchi e le lettere (+6% grazie al +11% dei pacchi), dai servizi finanziari (+4), dalle assicurazioni (+9% con un solvency ratio di 303%) e dai pagamenti (+7%). Poste ha inoltre annunciato il rinnovo dell’accordo con Cdp sulla raccolta 2027-2030 (che salirà a 1,9 miliardi all’anno, dagli 1,8 del triennio 2024-2026); un accordo con i sindacati per una redistribuzione per aree geografiche delle persone, e una semplificazione delle attività finanziarie che saranno supportate anche dall’IA. Anche in questo caso l’uso dell’intelligenza artificiale servirà a ridurre i costi (150 milioni in meno in 4 anni) e aumentare i ricavi (50 milioni in 4 anni).
«Non useremo l’IA per sostituire le persone – ha precisato Del Fante – ma per offrire un miglior servizio, mettendo come sempre il cliente al centro». Dal 2027 Poste separerà poi BancoPosta confluendo al suo interno Poste Vita, «ma non saremo mai una Banca» precisa Del Fante, e scorporerà anche le attività dei pagamenti di PostePay. Il gruppo continua poi a investire sulla logistica (come l’accordo fatto con Benetton group) e sulle infrastrutture. «Abbiamo in programma un data center da 70 megawatt a Milano – ricorda Del Fante – e supporteremo gli investimenti di Tim su un data center da 20 megawatt».
Quanto all’offerta di acquisto e scambio in corso su Tim, il gruppo conta di completare l’integrazione a fine anno e di presentare il nuovo piano industriale a inizio 2027. «Da quanto abbiamo annunciato l’Opas – ricorda il cfo Camillo Greco – le azioni Tim sono salite del 21% nonostante un calo del 10% di Tim Brasil: una dinamica che conferma che il mercato ha apprezzato la nostra offerta».