Armi, stop alla vendita facile ai minori in Rete. L’Agcom: “Verificare l’età di chi acquista”
di Aldo FontanarosaROMA – Comprare online uno degli strumenti che la legge considera “atti ad offendere” non potrà più essere semplice come ordinare un libro o un paio di scarpe. Prima di chiudere l’acquisto, il sito dovrà verificare in modo efficace che il cliente abbia almeno 18 anni. E chi non si adeguerà potrà vedere bloccata la propria piattaforma.
Il Garante delle Comunicazioni (l’Agcom) avvia un procedimento che tradurrà in regole concrete il divieto introdotto dal decreto Sicurezza del 2026. La norma vieta di vendere, ma anche soltanto di cedere, determinati strumenti ai minorenni.
Nei negozi fisici, il commerciante è tenuto a chiedere un documento di identità, a meno che la maggiore età del cliente non sia evidente. Su Internet, naturalmente, questo controllo è più complicato. Per questo i gestori dei siti e delle piattaforme di commercio elettronico dovranno adottare un vero sistema digitale di verifica, da attivare prima che l’acquisto sia concluso.
…
ROMA – Comprare online uno degli strumenti che la legge considera “atti ad offendere” non potrà più essere semplice come ordinare un libro o un paio di scarpe. Prima di chiudere l’acquisto, il sito dovrà verificare in modo efficace che il cliente abbia almeno 18 anni. E chi non si adeguerà potrà vedere bloccata la propria piattaforma.
Il Garante delle Comunicazioni (l’Agcom) avvia un procedimento che tradurrà in regole concrete il divieto introdotto dal decreto Sicurezza del 2026. La norma vieta di vendere, ma anche soltanto di cedere, determinati strumenti ai minorenni.
Nei negozi fisici, il commerciante è tenuto a chiedere un documento di identità, a meno che la maggiore età del cliente non sia evidente. Su Internet, naturalmente, questo controllo è più complicato. Per questo i gestori dei siti e delle piattaforme di commercio elettronico dovranno adottare un vero sistema digitale di verifica, da attivare prima che l’acquisto sia concluso.
Napoli, ecco le pistole che i minori comprano sul web
L’affidabilità
Il punto ancora da risolvere è come effettuare il controllo. Il Garante dovrà stabilire quali soluzioni siano abbastanza affidabili senza trasformare l’acquisto in una corsa a ostacoli e, soprattutto, senza chiedere agli utenti più dati personali del necessario.
Gli stessi operatori del commercio a distanza hanno chiesto indicazioni precise. Vogliono sapere quali strumenti informatici installare, quanto tempo avranno per farlo e quali caratteristiche dovranno avere i sistemi. Il Garante valuterà anche i costi per le imprese, la semplicità delle procedure e la loro accessibilità per i clienti.
C’è poi un altro problema, tutt’altro che secondario: bisogna delimitare con esattezza il perimetro dei prodotti interessati. Il Garante chiederà un chiarimento al ministero dell’Interno, in particolare sugli strumenti dotati di lama che rientrano nelle categorie indicate dalla legge.
Le categorie
Le categorie richiamate dalla legge sono queste:
- strumenti con lama affilata o appuntita superiore a otto centimetri;
- lame a doppio taglio e con punta;
- coltelli pieghevoli di almeno cinque centimetri, appuntiti e dotati di blocco, apertura a scatto o apertura con una sola mano;
- coltelli a farfalla;
- lame camuffate oppure occultate dentro altri oggetti.
La prima definizione – questo il punto più delicato – potrebbe ricomprendere oggetti nati per un uso perfettamente lecito. Una lama superiore a otto centimetri non si trova soltanto in un pugnale, ma può essere presente in molti utensili di uso domestico, professionale o sportivo.
Le future linee guida non dovrebbero imporre un’unica tecnologia. Il Garante punta invece a un sistema “tecnologicamente neutrale”: ogni venditore potrà scegliere la soluzione che preferisce, purché sia proporzionata, affidabile, non discriminatoria e realmente capace di tenere lontani i minori.
Le cessioni tra privati
Le conseguenze per chi ignora le nuove regole potranno essere pesanti. il Garante contesterà la violazione e ordinerà al sito di mettersi in regola entro trenta giorni. Se la diffida resterà senza risposta, il Garante potrà disporre il blocco del sito o della piattaforma, fino al ripristino di condizioni di vendita conformi alla legge.
Il divieto, peraltro, non riguarda soltanto i commercianti. La legge stabilisce che vale anche nelle vendite occasionali e nelle cessioni tra privati.
Il procedimento del Garante, che dovrebbe concludersi entro sessanta giorni dalla pubblicazione della delibera salvo sospensioni o proroghe, si concentra però soprattutto sul nodo più difficile: impedire che in Rete bastino pochi clic perché uno strumento pericoloso finisca nelle mani di un minorenne.