Accisa mobile, come funziona il meccanismo per abbassare il prezzo della benzina
di Flavio BiniMILANO – Contro il caro carburanti che minaccia l’estate degli italiani il governo si prepara ad attivare il meccanismo dell’accisa mobile. Lo strumento è stato introdotto nel 2008 e ora il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha confermato che si servirà di questo strumento per calmierare i prezzi alla pompa, con un provvedimento che dovrebbe arrivare già la prossima settimana.
Come funziona
Il meccanismo dell’accisa mobile prevede che il governo possa utilizzare il maggiore gettito Iva legato ai rincari dei carburanti per applicare un taglio di pari importo delle accise, riducendo così il prezzo finale per gli automobilisti. Per definire il maggior gettito il Ministero dell’Economia verifica l’eventuale scostamento del prezzo medio del petrolio nel mese precedente rispetto a un valore di riferimento indicato nel Documento di Finanza Pubblica approvato ad aprile, e calcola il maggiore incasso Iva riconducibile a questo incremento.
MILANO – Contro il caro carburanti che minaccia l’estate degli italiani il governo si prepara ad attivare il meccanismo dell’accisa mobile. Lo strumento è stato introdotto nel 2008 e ora il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha confermato che si servirà di questo strumento per calmierare i prezzi alla pompa, con un provvedimento che dovrebbe arrivare già la prossima settimana.
Come funziona
Il meccanismo dell’accisa mobile prevede che il governo possa utilizzare il maggiore gettito Iva legato ai rincari dei carburanti per applicare un taglio di pari importo delle accise, riducendo così il prezzo finale per gli automobilisti. Per definire il maggior gettito il Ministero dell’Economia verifica l’eventuale scostamento del prezzo medio del petrolio nel mese precedente rispetto a un valore di riferimento indicato nel Documento di Finanza Pubblica approvato ad aprile, e calcola il maggiore incasso Iva riconducibile a questo incremento.
I provvedimenti in arrivo
In sostanza, in questo caso, per approvare un provvedimento a luglio il governo elabora una stima previsionale dell’extragettito di giugno e introduce un taglio equivalente delle accise. Ad agosto potrà fare lo stesso, con un nuovo provvedimento, con ogni probabilità molto più sostanzioso visto che i rincari del petrolio e dei carburanti a luglio sono stati più massicci e di conseguenza lo sono stati anche i maggiori incassi per le casse pubbliche.
Limiti e vantaggi
Il limite di un intervento di questo tipo è che la misura arriva sempre potenzialmente troppo tardi, cioè quando i rincari si sono già fatti sentire sulle tasche degli automobilisti. Inoltre il maggiore gettito Iva da solo difficilmente è in grado di abbattere in maniera decisa le accise. D’altra parte lo strumento ha il vantaggio di avere un impatto neutrale per i conti pubblici, cioè non richiede ulteriori coperture o il ricorso a nuovi scostamenti di bilancio.
I precedenti
L’impatto complessivo dovrebbe quindi essere più modesto rispetto ai tagli delle accise decisi nei mesi scorsi per affrontare l’emergenza caro benzina. A marzo il governo aveva introdotto un taglio secco delle accise, limitato nel tempo, e per importi molto alti (25 centesimi, con un effetto ancora maggiore sul prezzo finale). Una misura che, nei 20 giorni in vigore, era costata circa 308 milioni di euro.