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Cxmt, debutto record a Shanghai: così la Cina accelera nell’autosufficienza sui chip

(afp)

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Le azioni del gruppo hanno toccato il +500% all’esordio in Borsa. E rafforzano le ambizioni di Pechino nella corsa all’IA
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PECHINO - In un miglior debutto non poteva sperare. Azioni oltre il 500% ad un certo punto della giornata all’esordio alla Borsa di Shanghai. Cxmt, gigante dei chip di memoria, diventa una delle più “preziose” società cinesi, grazie al boom dell’intelligenza artificiale e grazie al forte interesse degli investitori per un’azienda considerata fondamentale per le ambizioni di Pechino di costruire un’industria dei semiconduttori autosufficiente.

Le azioni del gruppo hanno chiuso in rialzo del 466%. Il produttore di chip ha raggiunto una capitalizzazione di mercato di circa 3,3 trilioni di yuan (427 miliardi di euro) durante le contrattazioni di lunedì, cifra che rende Cxmt la seconda società quotata più grande della Cina, dopo Tencent che è qu…

PECHINO - In un miglior debutto non poteva sperare. Azioni oltre il 500% ad un certo punto della giornata all’esordio alla Borsa di Shanghai. Cxmt, gigante dei chip di memoria, diventa una delle più “preziose” società cinesi, grazie al boom dell’intelligenza artificiale e grazie al forte interesse degli investitori per un’azienda considerata fondamentale per le ambizioni di Pechino di costruire un’industria dei semiconduttori autosufficiente.

Le azioni del gruppo hanno chiuso in rialzo del 466%. Il produttore di chip ha raggiunto una capitalizzazione di mercato di circa 3,3 trilioni di yuan (427 miliardi di euro) durante le contrattazioni di lunedì, cifra che rende Cxmt la seconda società quotata più grande della Cina, dopo Tencent che è quotata a Hong Kong. Il debutto da record fa seguito alla raccolta di 57,9 miliardi di yuan (7,5 miliardi di euro), ottenuta attraverso la seconda più grande offerta pubblica iniziale (Ipo) nella storia del Paese, dopo quella della Agricultural Bank of China nel 2010.

Di cosa si occupa Cxmt

Quarto produttore mondiale di chip Dram - fondamentali dagli smartphone ai server per l'intelligenza artificiale - Cxmt, con sede nella città di Hefei, nella provincia dell’Anhui, è l’ultima azienda a cavalcare l’onda del boom dell’IA, mentre l’espansione dei data center fa impennare i prezzi dei chip di memoria. E vuole competere con gli altri giganti del settore come le sudcoreane Sk Hynix e Samsung.

L’azienda, fondata dieci anni fa, al centro della spinta di Pechino verso l’autosufficienza tecnologica, deteneva lo scorso anno una quota globale di mercato pari a circa il 7,7%. Il suo fatturato del primo trimestre è balzato del 719% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 50,8 miliardi di yuan (6,58 miliardi di euro). Nella prima metà di quest’anno, il fatturato dovrebbe attestarsi tra i 110 e i 120 miliardi di yuan, quasi raddoppiando il totale dell’intero 2025: una crescita alimentata dalla domanda legata all’intelligenza artificiale.

Chip Cxmt, obiettivo autosufficienza

“L’Ipo di Cxmt rappresenta anche un banco di prova per verificare se la Cina sia in grado di creare un produttore nazionale competitivo in un settore ancora controllato da aziende straniere”, commenta Reuters. Da anni Pechino sta cercando di ridurre la propria dipendenza dai chip stranieri e dalle relative tecnologie: sforzi che si sono intensificati dopo che che gli Stati Uniti e i loro alleati hanno inasprito i controlli sulle esportazioni di semiconduttori avanzati e attrezzature per produrli. Nonostante sia diventato il quarto produttore mondiale di Dram, l’azienda cinese rimane indietro rispetto ai leader del settore nelle tecnologie di memoria avanzate, in particolare nei chip di memoria ad alta larghezza di banda (Hbm): Samsung e Sk Hynix dominano tale mercato.

Prima dell’Ipo gli azionisti statali detenevano il 36,29% di Cxmt. Tra questi figurano investitori legati alle amministrazioni locali di Hefei e Anhui, nonché il “Big Fund”, il principale fondo di investimento cinese nel settore dei semiconduttori sostenuto dallo Stato. La crescente domanda ha provocato una grave carenza di chip di memoria Dram e “ciò alimenta l’interesse per i prodotti di Cxmt ben oltre i confini del mercato cinese: Apple starebbe attualmente testando i chip Cxmt in vista di un loro impiego nei propri prodotti”, scrive l’agenzia Afp. Cxmt figura nell’elenco del Pentagono delle aziende cinesi sospettate di intrattenere legami con l’esercito, il che tuttavia non impedisce alle aziende statunitensi di intrattenere rapporti commerciali con essa.

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