Eni investe sul gas di Cipro. Primi carichi sul mercato dal 2028
di Emma BonottiMILANO – In arrivo nuove tonnellate di gas da immettere sul mercato presto, nel 2028. Eni ha raggiunto la decisione finale di investimento per lo sviluppo del progetto Cronos, situato al largo delle coste di Cipro, in acque profonde.
Gnl presto pronto per essere esportato, anche in Europa
Il giacimento è parte di un blocco, il numero sei, dove la major italiana opera con una quota del 50 per cento, in partnership con TotalEnergies, e dove sono contenuti oltre tre trilioni di piedi cubi di gas inizialmente in posto (i volumi totali, compresi anche quelli che non potranno essere estratti). La produzione, invece, dovrebbe raggiungere un plateau di circa 500 milioni di piedi cubi standard al giorno.
Una volta estratto, il metano verrà trasportato e trattato nelle infrastrutture esisten…
MILANO – In arrivo nuove tonnellate di gas da immettere sul mercato presto, nel 2028. Eni ha raggiunto la decisione finale di investimento per lo sviluppo del progetto Cronos, situato al largo delle coste di Cipro, in acque profonde.
Gnl presto pronto per essere esportato, anche in Europa
Il giacimento è parte di un blocco, il numero sei, dove la major italiana opera con una quota del 50 per cento, in partnership con TotalEnergies, e dove sono contenuti oltre tre trilioni di piedi cubi di gas inizialmente in posto (i volumi totali, compresi anche quelli che non potranno essere estratti). La produzione, invece, dovrebbe raggiungere un plateau di circa 500 milioni di piedi cubi standard al giorno.
Una volta estratto, il metano verrà trasportato e trattato nelle infrastrutture esistenti e a servizio del maxigiacimento di Zohr, in Egitto. Il suo percorso proseguirà poi verso l’impianto di Damietta Lng, sulla terra ferma, dove sarà liquefatto per essere infine esportato sotto forma di gas liquido (Gnl) verso i porti internazionali, principalmente europei. Il tutto in tempi brevi, con i primi carichi che dovrebbero arrivare sul mercato nel 2028.
Descalzi: “Cipro sarà esportatore di gas”
Cronos è un’insieme di prime volte. Rappresenta il primo sviluppo di Eni a Cipro, dove è presente dal 2013, ma anche il primo progetto nel settore degli idrocarburi del Paese. L’ad Claudio Desclazi ha definito l’iniziativa «una tappa accelerata e concreta nel percorso che porterà Cipro a diventare un produttore ed esportatore europeo di gas naturale», aprendo la strada «per la creazione di un hub regionale del gas nel Mediterraneo Orientale», anche grazie alle infrastrutture energetiche esistenti in Egitto. «Il progetto – prosegue il manager – è inoltre un esempio di cooperazione internazionale e fornisce un contributo concreto alla diversificazione e alla sicurezza degli approvvigionamenti di gas dell’Europa».
In Egitto riparte l’export via nave
Anche il Cairo trae beneficio dall’investimento. Il conflitto nel Golfo Persico ha piegato il sistema energetico del Paese nordafricano, che dipendeva dalla regione in guerra per buona parte delle proprie forniture. Ora il progetto di Cronos consentirà all’Egitto di riavviare l’impianto di liquefazione di Damietta e – è l’auspicio della compagnia – ripristinare in modo strutturale le esportazioni di gas naturale liquefatto dalle coste egiziane.
Portafoglio Gnl già a 17 milioni di tonnellate
Veniamo all’Eni. Il Cane a sei zampe si muove da tempo sul mercato del gas naturale liquefatto, una soluzione più flessibile del trasporto via tubo e per questo adatta a rispondere alle necessità immediate nei momenti di crisi.
Negli ultimi anni sempre più carichi hanno solcato le tratte marittime di tutto il mondo, alimentando un commercio globale che nel 2025 ha raggiunto 437 milioni di tonnellate. La major italiana ha rafforzato la propria posizione, proiettando il portafoglio di Gnl contrattualizzato a 17 milioni di tonnellate annue, prossime all’obiettivo di oltre 20 milioni fissato al 2030. Alcuni di questi volumi, come le 1,4 tonnellate da Cipro appena aggiunte, non sono ancora in produzione. L’apporto maggiore è quello del Qatar con 3,1 milioni di tonnellate all’anno, seguito dal Congo (3), dall’Indonesia (2,9), dalla Nigeria (2,8), dagli Stati Uniti (2), primo esportatore mondiale di gas liquido, e dal Mozambico (1,7). Oggi Eni pubblicherà i risultati finanziari del primo semestre, tracciando un bilancio degli investimenti e delle numerose scoperte compiute da inizio anno, che spaziano dal Sud America all’Indonesia, passando, ancora una volta, dall’Egitto. Il cda, riunitosi ieri, ha deliberato anche il pagamento della prima delle quattro tranche del dividendo 2026, pari a 0,27 su un totale di 1,1 euro.