Bergamo, avaria a bordo: così andarono in fiamme le ruote del Ryanair. Le immagini shock
di Aldo FontanarosaROMA – Ecco le drammatiche immagini del volo Ryanair – da Barcellona a Bergamo Orio al Serio – che il primo ottobre del 2024 conosce attimi difficili. Al momento di appoggiare le ruote del carrello centrale sulla pista, queste esplodono tutte. Sono quattro ruote.
Adesso le immagini di quel pesante atterraggio diventano pubbliche grazie al rapporto dell’Ansv, l’autorità italiana per la sicurezza del volo, titolare dell’inchiesta sui fatti.
Meteo buono
Il Boeing 737 Max 8-200 volava da Barcellona. A bordo c’erano 162 passeggeri e sei membri dell’equipaggio. L’aereo atterrò alle 7 e 55 sulla pista 28. L’avvicinamento era stato regolare, le condizioni meteo erano buone e la velocità al contatto con la pista risultava corretta.
L’equipaggio …
ROMA – Ecco le drammatiche immagini del volo Ryanair – da Barcellona a Bergamo Orio al Serio – che il primo ottobre del 2024 conosce attimi difficili. Al momento di appoggiare le ruote del carrello centrale sulla pista, queste esplodono tutte. Sono quattro ruote.
Adesso le immagini di quel pesante atterraggio diventano pubbliche grazie al rapporto dell’Ansv, l’autorità italiana per la sicurezza del volo, titolare dell’inchiesta sui fatti.
Meteo buono
Il Boeing 737 Max 8-200 volava da Barcellona. A bordo c’erano 162 passeggeri e sei membri dell’equipaggio. L’aereo atterrò alle 7 e 55 sulla pista 28. L’avvicinamento era stato regolare, le condizioni meteo erano buone e la velocità al contatto con la pista risultava corretta.
L’equipaggio sapeva che il sistema anti-skid non funzionava e aveva preparato l’atterraggio tenendo conto di questa limitazione. L’anti-skid svolge sugli aerei una funzione simile a quella dell’Abs sulle automobili: evita che le ruote si blocchino durante la frenata.
In queste condizioni, però, la sequenza delle operazioni dopo il contatto con la pista diventava decisiva. Gli speedbrake — i pannelli che si sollevano sulle ali per ridurre la portanza (cioè la forza che sostiene l’aereo in volo) e trasferire il peso dell’aereo sulle ruote — dovevano essere aperti manualmente prima di utilizzare i freni.
Dopo 7 secondi
Secondo l’Ansv, la pressione sui freni iniziò quattro secondi dopo il primo contatto con la pista. Gli speedbrake cominciarono invece ad aprirsi soltanto dopo sette secondi. Nel frattempo la pressione dell’impianto frenante era già arrivata vicino al livello massimo.
Le ruote, non ancora caricate pienamente dal peso dell’aereo e prive della protezione dell’anti-skid, si bloccarono. Gli pneumatici scoppiarono, mentre i cerchioni entrarono in contatto con l’asfalto. Il velivolo e la pista subirono danni rilevanti. Il Boeing si fermò dopo circa 1.700 metri, lasciando ancora quasi un chilometro di pista davanti a sé.
Non ci furono feriti. Dopo l’intervento dei vigili del fuoco, i passeggeri furono fatti scendere attraverso le normali scale, senza utilizzare gli scivoli di emergenza.
L’addestramento
La relazione non si ferma alla sequenza delle azioni compiute in cabina. Tra i fattori che hanno contribuito all’incidente indica gli automatismi acquisiti durante i normali atterraggi con l’anti-skid funzionante e la mancanza di un addestramento pratico al simulatore per affrontare questa specifica avaria. Il primo ufficiale era in addestramento di linea, mentre il comandante era un istruttore con oltre diecimila ore di volo.
L’Ansv segnala anche che erano stati disattivati entrambi i canali dell’anti-skid, benché le verifiche avessero indicato un problema soltanto su uno dei due. Una scelta che potrebbe essere stata favorita da istruzioni non uniformi. Il manuale di manutenzione stabiliva che un canale funzionante non dovesse essere disattivato, mentre la lista degli equipaggiamenti usava una formula meno vincolante.
Le raccomandazioni a Boeing
Le indicazioni per l’atterraggio erano inoltre distribuite tra diversi manuali. Nessun documento riportava in modo completo e ben evidenziato la sequenza da seguire: aprire gli speedbrake, portare a terra il carrello anteriore e soltanto dopo azionare i freni.
Per questo l’Agenzia ha rivolto tre raccomandazioni a Boeing. Chiede un addestramento iniziale e periodico al simulatore per gli atterraggi con l’anti-skid fuori servizio, una procedura unica che metta in evidenza i passaggi più delicati e istruzioni di manutenzione più chiare, specificando che i canali ancora funzionanti non devono essere disattivati.
Dopo l’incidente, Ryanair ha ridotto da dieci giorni a un solo ciclo di volo il tempo massimo concesso per riparare un’avaria dell’anti-skid. La compagnia ha inoltre stabilito che, prima di operare in queste condizioni, l’equipaggio debba confrontarsi con un pilota di turno disponibile 24 ore su 24.