ROMA - «Particolare attenzione» a banche e società energetiche quotate in Borsa. Davanti alle commissioni Finanze di Camera e Senato riunite a Montecitorio, il presidente designato della Consob Guido Stazi anticipa uno dei punti del suo programma. Le ragioni di una sorveglianza “speciale” vengono ricondotte alle tensioni geopolitiche in settori che – spiega – hanno un peso significativo nel listino e vedono «un importante ruolo dello Stato come azionista e come tutore di asset strategici per il Paese». Da qui la necessità di «un presidio costante sulla solidità dei sistemi di governo societario, sull’adeguatezza dei processi di gestione dei rischi e dei controlli interni, nonché sulla qualità e trasparenza dell’informativa resa al mercato soprattutto sul versante dei rischi connessi, in particolare, alla cybersicurezza e ai temi ambientali e sociali».
Il tema rientra in una più generale volontà di fare di una Consob «rafforzata» il presidio di una vigilanza «moderna, efficace ed orien…
ROMA - «Particolare attenzione» a banche e società energetiche quotate in Borsa. Davanti alle commissioni Finanze di Camera e Senato riunite a Montecitorio, il presidente designato della Consob Guido Stazi anticipa uno dei punti del suo programma. Le ragioni di una sorveglianza “speciale” vengono ricondotte alle tensioni geopolitiche in settori che – spiega – hanno un peso significativo nel listino e vedono «un importante ruolo dello Stato come azionista e come tutore di asset strategici per il Paese». Da qui la necessità di «un presidio costante sulla solidità dei sistemi di governo societario, sull’adeguatezza dei processi di gestione dei rischi e dei controlli interni, nonché sulla qualità e trasparenza dell’informativa resa al mercato soprattutto sul versante dei rischi connessi, in particolare, alla cybersicurezza e ai temi ambientali e sociali».
Il tema rientra in una più generale volontà di fare di una Consob «rafforzata» il presidio di una vigilanza «moderna, efficace ed orientata al rischio». Nell’analisi finiscono anche le cripto-attività, un settore – annota il presidente designato– caratterizzato da «rilevanti opportunità, ma anche da significativi profili di rischio».
L’Authority che Stazi ha in mente è anche quella che dovrà essere capace di continuare a esprimere «neutralità ed equidistanza rispetto agli interessi particolari». Una caratteristica che riflette il dna di un curriculum ricco di esperienze nelle autorità indipendenti, dall’Antitrust all’Agcom, passando per la Consob, di cui è stato segretario generale.
Fin qui la direzione di marcia. Ma durante l’audizione in Parlamento, Stazi si è ritrovato anche incalzato dalle opposizioni sul risiko bancario. Pd e 5 stelle hanno lamentato un ruolo poco attivo della Commissione. La replica: «La parola risiko non mi piace visto che non mi piacciono i giochi da tavolo», in ogni caso sono «operazioni di mercato di grande rilevanza».
Ragionamenti e spiegazioni che hanno convinto la maggioranza. Alleati compatti in commissione Finanze alla Camera, che ha espresso parere favorevole alla nomina di Stazi. Le opposizioni si sono invece astenute. Stessa dinamica a palazzo Madama, dove però in commissione non erano presenti i senatori di Forza Italia. «Evidentemente volevano Freni», ha commentato con una battuta il presidente Massimo Garavaglia. Il riferimento è al sottosegretario leghista all’Economia Federico Freni, bloccato dagli azzurri nella corsa alla presidenza della Consob.