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Edison, guerra e meno idroelettrico pesano sui conti. Tagliate le stime per l’anno

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La società di Foro Bonaparte è l’unica italiana ad avere un contratto con il Qatar per importare gas. Da aprile, sostituiti 17 carichi di Gnl su 24, principalmente dagli Stati Uniti
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MILANO – La guerra nel Golfo Persico presenta il conto a Edison. Unica italiana ad avere un contratto per importare gas naturale liquefatto (Gnl) dal Qatar, il gruppo di Foro Bonaparte ha visto sfumare parte dei flussi a causa degli attacchi agli impianti di Ras Laffan e della chiusura dello Stretto di Hormuz. E ha dovuto cercare altrove, sul più costoso mercato spot, i carichi mancati. Ebbene per effetto del conflitto, unito a una crescente competizione commerciale in Italia e al minor contributo dell’idroelettrico (il volumi invasati erano circa il 40% in meno), l’azienda chiude il primo semestre con ricavi di vendita a 8,96 miliardi di euro, in calo rispetto ai 9,45 dei primi sei mesi del 2025, margine operativo lordo sceso da 736 a 607 milioni e 100 milioni di utile netto, contro i 178 dello stesso periodo dell’anno scorso.

MILANO – La guerra nel Golfo Persico presenta il conto a Edison. Unica italiana ad avere un contratto per importare gas naturale liquefatto (Gnl) dal Qatar, il gruppo di Foro Bonaparte ha visto sfumare parte dei flussi a causa degli attacchi agli impianti di Ras Laffan e della chiusura dello Stretto di Hormuz. E ha dovuto cercare altrove, sul più costoso mercato spot, i carichi mancati. Ebbene per effetto del conflitto, unito a una crescente competizione commerciale in Italia e al minor contributo dell’idroelettrico (il volumi invasati erano circa il 40% in meno), l’azienda chiude il primo semestre con ricavi di vendita a 8,96 miliardi di euro, in calo rispetto ai 9,45 dei primi sei mesi del 2025, margine operativo lordo sceso da 736 a 607 milioni e 100 milioni di utile netto, contro i 178 dello stesso periodo dell’anno scorso.

Più gas dagli Stati Uniti

In particolare, spiega il management, il calo dei ricavi è spiegato dalle minor vendite di gas sul mercato grossista. Sul margine, invece, pesa l’impatto negativo della minore produzione idroelettrica (-27,2%), i minori volumi di gas ricevuti da Qatarenergy a causa delle interruzioni delle forniture per forza maggiore, che tra aprile e settembre interessa 24 carichi (17 sostituiti per 1,6 miliardi di metri cubi, principalmente dagli Stati Uniti), l’adesione volontaria di Edison Energia alle misure previste dal decreto Bollette a sostegno dei clienti retail più vulnerabili, nonché il maggior livello di competizione sul mercato dei clienti finali.

Questi effetti sono in parte compensati dalla crescita della produzione termoelettrica (+7,1%), eolica e fotovoltaica (+23,3%), grazie alla migliore ventosità del periodo e ai nuovi impianti entrati in produzione, pari a circa 200 megawatt. Il contributo delle attività rinnovabili e delle attività e servizi ai clienti ammonta nel complesso al 45% del margine, contro un obiettivo del 70% al 2030. Rispetto al 2025, inoltre, Edison giova dell’apertura strutturale del canale di approvvigionamento di Gnl dagli Stati Uniti, avviato a maggio dell’anno scorso.

Edison ritocca le stime sul margine

Tra gennaio e giugno crescono gli investimenti, +13% a 315 milioni, dedicati principalmente alla crescita organica delle fonti rinnovabili e alle attività e i servizi per i clienti. A fine periodo, l’indebitamento finanziario registra un saldo a credito di 254 milioni, contro i 219 milioni al 31 dicembre 2025, per effetto dei robusti flussi di cassa operativi.

Guardando all’intero esercizio, il management ritocca le previsioni sul margine operativo lordo, “alla luce di un contesto geopolitico che continua a essere gravato da forti criticità e incertezze, di condizioni di mercato caratterizzate da una forte competizione e da un’alta volatilità dei prezzi energetici, nonché di condizioni di idraulicità al di sotto delle medie trentennali. L’attesa è ora tra 1,1 e 1,2 miliardi (era 1,2-1,4).

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