Risarcimenti al ribasso e standard opachi: l’allarme dei periti sui sinistri liquidati con l’IA
di Federico FormicaCapita sempre più spesso che, dopo un incidente, la nostra auto danneggiata non venga esaminata da nessun perito in carne e ossa. Lo sviluppo tecnologico, nel quale le compagnie assicurative stanno investendo somme sempre più consistenti, sta portando a questo. Modelli di intelligenza artificiale che esaminano le foto mandate dal cliente, oppure videoperizie da remoto. Tutto più semplice e veloce? Aiped, l’associazione dei periti estimatori danni, non è così convinta e per questo ha inviato una segnalazione ad Antitrust e a Ivass, l’autorità del settore assicurativo.
Capita sempre più spesso che, dopo un incidente, la nostra auto danneggiata non venga esaminata da nessun perito in carne e ossa. Lo sviluppo tecnologico, nel quale le compagnie assicurative stanno investendo somme sempre più consistenti, sta portando a questo. Modelli di intelligenza artificiale che esaminano le foto mandate dal cliente, oppure videoperizie da remoto. Tutto più semplice e veloce? Aiped, l’associazione dei periti estimatori danni, non è così convinta e per questo ha inviato una segnalazione ad Antitrust e a Ivass, l’autorità del settore assicurativo.
“Ormai è sempre più frequente che, dopo un sinistro, non venga nessuno di persona a verificare il danno” spiega il presidente di Aiped Luigi Mercurio. Che fa un esempio concreto. “Prendiamo quello che le compagnie definiscono ‘sinistro a basso costo’, cioè un tamponamento. Se fino a qualche anno fa il costo poteva aggirarsi intorno ai 1.000 euro per sostituire o riparare un paraurti, oggi quella somma può tranquillamente raddoppiare”. E il motivo è, anche in questo caso, dovuto al progresso tecnologico: “Sui paraurti e in generale sugli spigoli delle auto, oggi c’è la maggior parte dei sensori di sicurezza, compresi quelli di parcheggio. Questi dispositivi, se si rompono, comportano dei costi aggiuntivi: non si tratta solo di sostituire un paraurti”.
All’origine di tutto c’è il sistema del risarcimento diretto, in cui il danneggiato è risarcito direttamente dalla propria compagnia, anziché quella della controparte. Questo, secondo Mercurio, ha portato le compagnie a gestire il sinistro “non come un danno da liquidare, ma come un servizio da svolgere con la massima rapidità ed efficienza. Purtroppo, non sempre a favore del danneggiato: ai periti viene continuamente chiesto di velocizzare la pratica e di liquidare il più presto possibile. Tutto questo si ripercuote sulla qualità”.
Il risarcimento diretto sarà - insieme al meccanismo del bonus/malus - il grande tema che verrà affrontato dall’indagine conoscitiva di Ivass e Antitrust. Un percorso nel quale le associazioni di consumatori vogliono dire la loro, anche perché sul risarcimento diretto, consumatori e compagnie litigano ormai da anni.